Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.
Interazioni del lettore
Commenti
Giuseppe Selvaggi
Concordo pienamente con l’editoriale del direttore. Creare una nuova forza liberal socialista in grado di raccogliere il meglio della cultura politica del passato che molti italiani hanno in modo avventato gettato alle ortiche con la cosiddetta scomparsa della prima Repubblica.
Il primo problema è riuscire a mettere insieme gli eredi di Saragat, Turati, Ugo La Malfa, G. Amendola, Salvemini, Rosselli e convincerli a confluire in un nuovo soggetto politico mettendo da parte ogni forma di protagonismo.
Secondo problema: resistere alla tentazione delle sirene che hanno la voce di Berlusconi o di Bersani o di chi ne fa le veci. Abbiamo già visto cosa è successo in passato, in cambio di una comoda poltrona alla Camera o al Senato prima ti rubano l’anima (l’identità) e poi ti annientano.
Sapranno i nostri eroi resistere come Ulisse alle sirene tentatrici? Io personalmente sono molto scettico a riguardo.
Comunque sia ogni tentativo di riscattarci è auspicabile, anzi doveroso.
Oltre ai progetti e polemiche per rilanciare i laici mi piacerebbe sapere cosa pensano gli intervenuti sulla politica estera. Va tutto bene come dal 1946? O per l’Italia s’intravedono altre strade e la crisi economica è un’altra occasione almeno per una parte d’Europa, che però oggi Monti assicurerà ad Obama come irrealizzabile? La storia ogni tanto muta direzione, questo lo ricordiamo o no? Si vuol dare spazio giustamente ai giovani, ma solo perché il paese sia meglio amministrato? Aspiriamo a dei giovani così tristi? La crisi economica rimette in moto la libertà dei cervelli, approfittiamone, per l’ambito generazionale fra i quaranta e i settanta è forse l’ultima occasione.
Siamo diventati tutti membri di “Commissioni Giudicatrici” con diritto di veto, pronti a bocciare ogni autonoma manifestazione di logiche proponibili per migliorare il presente temuto come base ideologica per il futuro.
Dopo il decadentismo etico politico sofferto, causa delle ferite ancora sanguinanti sul corpo di ognuno di noi, è più che giustificabile proporre come tesi risolutiva per un avvenire caratterizzato dalla politica onesta e risolutiva dei problemi della collettività, una genuina forza politica “LIBERAL SOCIALISTA”.
Il seme è stato intelligentemente messo a dimora, spetta a ognuno di noi volerlo vedere sbocciare e diventare una grande pianta.
Caro Nicola, non sta a me mettere in campo nulla e per una ragione precisa.
Quanto ho cercato, con le mie limitatissime forze, di mettere in campo da sedici anni a questa parte è miseramente fallito, poiché, con la politica d’oggi, se una o due persone mettono in campo un progetto, finisce per risultare ininfluente.
Il sistema politico è organizzato in maniera tale per cui ai singoli non rimane che adeguarsi: mancano danari, manca una legge elettorale in grado di rendere influente ogni singolo voto, manca la volontà di realizzare un progetto di ampio respiro.
Per prima cosa occorrono danari. Che hanno i partiti ed i partitini esistenti che, se si mettessero assieme, fondendosi e vendendo le loro strutture, riuscirebbero ad ottenere.
In secondo luogo occorrono persone e un’organizzazione che potrebbe essere attivata agevolando le generazioni che non hanno accesso alla vita politica, sia perché le generazioni passate non lo consentono (e potrei portare una miriade di esempi concreti, facendo nomi e cognomi, come ho fatto, anni or sono sulla stampa locale pordenonese), sia perché gli stessi giovani non hanno mai fatto la voce grossa.
Io mi permetto solo di fornire suggerimenti. Ma sin tanto che i generalissimi dei partitini laici che oggi siedono in parlamento non fanno qualcosa, noi finiamo solo per parlarci addosso e fare salotto.
Caro Nicola,
Come altri lettori, fronte al liberalsocialismo, mi trovo nella stessa situazione drammatica del Geometra che deve misurare il triangoquadrilatero, o per la contraddizion chel nol consente, o per l’evidente dicotomia in cui i concetti si annullano al punto di creare un laicismo che si contrappone al silenzio assordante del Divino, siamo sempre a dire che se uno più uno facesse tre, saremmo tutti ricchi, se il mare fosse tocio e Monti di polenta, o mamma che tociade…
Insisto (e scusatemi) a spiegarmi perchè mi pare di non essere riuscito a farlo in modo da farmi capire da tutti. Nessuno quì a Pensalibero propone di fare un partito in più rispetto a quelli già esistenti. Ci piacerebbe che tutti (o quasi, o anche solo un numero consistente) i laici, liberali, socialisti, radicali, etc. si ttiunissero in un unico partito. Un partito che non sia una sommatoria di partitini già esistenti ma un partito nuovo risultante dalla contaminazione delle varie esperienze, culture e storie delle rispettive culture. Dice Bagatin che “tutto il potere deve andare ai sottotrentenni o trentacinquenni. Hanno ragione Scarlino e Selvaggi. Caro Luca, poche chicchiere: metti in campo mille giovani e troverai strada libera. Non ti immaginare ostacoli inesistenti, cioè battaglioni di barbebianche smaniose di tagliarti la strada. Dopo di che, per cortesia, riprendiamo a discutere realisticamente e di cose pertinenti.
Ho 37 anni e che faccio vado in pensione?
I giovani…. ma finiamola con queste frasi fatte quel che conta non è l’anagrafe ma l’intelligenza. Provate a mettere insieme (se ci riuscite) mille individui intelligenti e poi ne riparliamo.
Qualche domandina , una sera d’inverno …da un lettore.
I miei figli hanno trentacinque anni e trentasei e mezzo: li posso considerare giovani ?
Le alluvioni nel genovese, il caso della nave all’isola del Giglio, le frane in varie parti d’ Italia potrebbero suggerire la urgenza, la necessità di una seria politica di difesa del territorio e di salvaguardia dell’ambiente?
la lotta alla speculazione edilizia. all’abusivismo edilizio interessa a qualche liberale , a qualche laico, a qualche democratico, elettore, cittadino ?
il progresso sta solo nella velocità ? La velocità ,a tutti i costi ( è proprio il caso di dire ), è progresso ?
Qualcuno ritiene che progresso e sviluppo non solo siano diversi , ma spesso siano , nei fatti, contrapposti ?
Smetto subito. Scusate.
Caro Nicola,
in realtà propongo una cosa “simile”, ma non “stessa”.
E ho peraltro premesso che non mi interessa alcuna “primogenitura”.
Per prima cosa parlo chiaramente di FUSIONE dei laici in un unico soggetto.
Una cosa di questo tipo funziona se e solo se i partitini laici si FONDONO e trasformano le loro strutture in Fondazioni o associazioni culturali.
E vendono sedi e strutture di partito inutili ed alcune persino con troppi debiti.
Per seconda dico anche chiaramente che non ci si deve alleare “con questo o con quello”, contrattando le tematiche, ma si deve essere la quarta gamba laica del Terzo Polo e ne spiego anche le ragioni.
Per terza cosa dico che si devono candidare quasi esclusivamente giovani (fra i quali posso annoverarmi ancora per poco, perché già dopo i 30 anni non ci si può chiamare più nemmeno troppo giovani, anche in questa società modaiola e che si ritiene etarna, nella quale ci si ritiene giovani anche a 90 anni).
I giovani , storicamente, in Italia, non hanno mai posto una vera “questione generazionale” (e quindi, pertanto, sono causa del loro stesso mal) ed anche per questo sono totalamente esclusi da ogni settore sia esso sociale, protuttivo e politico. La nuova lotta di classe, quella che aveva delineato ottimamente il prof. Luigi De Marchi, non solo contrappone produttori a parassiti, ma anche nuove generazioni a vecchie generazioni.
E’ aspetto ineludibile e che va assolutamente affrontato, senza retorica.
Caro Luca sei splendido! Proponi la stessa cosa ma la vuoi chiamare Filippo invece che Francesco o viceversa. Non mi scandalizzo se il primo atto dei Laici Uniti è quello di convergere sui post-democristiani dell’UDC: anche io do la priorità ai contenuti. Ma sei troppo giovane per continuare a recriminare sul passato. Il mondo è pieno di gente che “l’avevo detto io”. Sopratutto in politica!
NO A PARTITI O PARTITINI LIBERALSOCIALISTI
NO AD ALLEANZE “CAMMELLATE” PER GARANTIRE POSTI AI SOLITI NOTI
NO A QUESTE COSE, GIA’ VISTE, GIA’ NOTE E CHE PORTANO A CASA SOLO ZEROVIRGOLA E QUALCHE SEDIA A QUALE (PARA)”LAICO” CHE SI ALLEA AL MIGLIOR OFFERENTE.
SI’ A CANDIDARE SOLO GIOVANI DAI 18 AI 35 ANNI
SI’ AD UN PROGETTO ORGANICO E DI LUNGHISSIMO RESPIRO
SI’ ALLA FUSIONE DEI LAICI IN UN UNICO SOGGETTO
E’ almeno dal 2006 che lo vado dicendo e scrivendo.
Non mi interessa avere la primogenitura di alcunchè, ma, francamente, sono stanco. E ritengo che ad essere stanchi siamo in molti.
Sono stanco di un Paese come l’Italia ove la laicità, le libertà economiche, civili, sociali, sono negate ed ove i laici sono preda di classi dirigenti vecchie, inascoltate, pressochè ininfluenti.
Sono stanco di chi, in Parlamento, si garantisce poltrona e pensione. Magari con slogan e promesse alle quali non crede più nessuno.
Già nel 2006 scrivevo agli amici e compagni laici, liberali, libertari, liberalsocialisti, radicali, repubblicani e suggerivo un progetto di ampio, ampissimo respiro, assai lontano dalla partitocrazia, dal mero elettoralismo, dalle poltrone.
Evidentemente, sono rimasto inascoltato, visto che i vecchi vizi sono duri a morire e l’ininfluenza dell’area laica regna sovrana.
Ieri come oggi proponevo due cose semplici, alle quali, oggi, ne vorrei aggiungere un’altra.
Scioglietevi, sciogliamoci, in un unico soggetto politico: trasformate, trasformiamo, i vostri/nostri vecchi partiti e partitini in fondazioni e circoli culturali, smettetela/smettiamola di difendere Edere, Garofani, Foglie di fico. Lasciatele/lasciamole alla Storia ed alla cultura, ma oggi, parlate/parliamo alle persone di cose più concrete. Tirate/tiriamo fuori programmi concreti che ce ne sono e ce ne sarebbero. E soprattutto unitevi.
Uniamoci.
Non più Liberali, Repubblicani, Radicali, Socialisti, ma Laici Uniti.
Mandate/mandiamo in pensione, oltre che le nostre classi dirigenti, anche il PRI, PLI, Radicali, socialismi sparsi. Unitevi/uniamoci in un unico soggetto e candidate/candidiamo solo giovani.
Solo giovani dai 18 ai 35 anni, nella misura del 100, 90, 85%. E sicuramente a capo di questo nuovo soggetto politico: sia nella Direzione nazionale che in Parlamento.
Basta ai partitini laici fatti di reduci e di mummie da Antico Egitto. Stop all’autoreferenzialità ed all’ininfulenza. Stop a risultati elettorali da zerovirgola.
E soprattutto pensiamo alle alleanze, perché, con qualsiasi sitema elettorale se ne uscirà, esse sono sempre e comunque prioritarie.
Aggregatevi/aggreghiamoci al Terzo Polo, perché è l’unica coalizione oggi in grado di dimostrare moderazione ed equilibrio e maggiormente aperta al liberalismo ed alla laictià (pensate solo alla presenza dell’associazione Libertiamo e di Gay Lib in Futuro e Libertà).
Contrastate/contrastiamo gli estremisti, la destra e la sinistra italiane che, nei fatti, rappresentano il pantano della politica degli ultimi vent’anni.
Prendete e prendiamo esempio dal Parti Radical francese (www.partiradical.net) di Jean-Louis Borloo, che è alleato all’Unione per il Movimento Popolare di Sarkozy, rappresentandone l’anima laica, repubblicana, liberale e liberalsocialista.
E poi prendiamo esempio dal candidato libertario alle primarie del Partito Repubblicano americano, ovvero Ron Paul, che sta risalendo sempre più nei consensi, con il suo programma liberale in economia e libertario nei diritti civili.
Occorre contrapporsi alla social-Burocrazia ed al conservatorismo.
Dobbiamo costruire un grande movimento laico-liberale-libertario che sia parte integrande di un più ampio schieramento riformatore, moderato e liberale. Ne abbiamo tutte le possibilità, se solo sapremo e vorremo sfruttarle.
Per quanto riguarda il nostro possibile programma unitario è presto detto:
– Introduzione della flat tax al 20% ed innalzamento della no tax area per i redditi sino ai 12.000 euro annui
– Abolizione degli Ordini professionali
– Privatizzazione della Rai
– Pagamento dell’ICI da parte del Vaticano sui relativi immobili
– Abolizione di qualsiasi tipo di finanziamento pubblico a partiti e sindacati
– Aumento delle pensioni sociali
– Ammortizzatori sociali per chi non ha un lavoro
– Abolizione delle Province, delle Comunità Montane e dei Consorzi
– Privatizzazione delle Municipalizzate
– Riforma elettorale che preveda l’elezione diretta – a turno unico – del Presidente della Repubblica con funzioni di governo e del Parlamento con sistema proporzionale
– Separazione delle carriere dei magistrati
– Introduzione della responsabilità civile dei magistrati
– Legalizzazione di cannabis e derivati
– Legalizzazione dell’eutanasia
– Introduzione di programmi medici che prevedano la somministrazione controllata di eroina ai tossicodipendenti
– Legalizzazione della prostituzione
– Legge sulle unioni civili ed il matrimonio omosessuale, con conseguente possibilità di adozioni
Queste alcune possibili proposte di un movimento fusionista laico.
Chiamatelo, chiamiamolo Laici Uniti, oppure Unione Democratica Liberale, come piacerebbe a me, oppure ancora Partito Radicalsocialista, oppure Partito Radical-liberale.
Non sono importanti i nomi, le sigle, ma i contenuti, la fusione dei soggetti, la candidatura di soli giovani e giovanissimi.
Diversamente, cari laici, candidatevi e candidiamoci alla scomparsa, all’estinzione, in un’Italia che non ha mai fatto prigionieri.
lei dice: un partito socialista c’è, arruolatevi tutti! Non ho niente in contrario. Noi diciamo: di aggregazioni nel campo laico liberale e socialista ce ne sono troppe, facciamone una sola. Credo che la nostra visione sia più realistica della sua.
E stiua tranquillo: non vogliamo fare un nuovo partito, ci mancherebbe. Stiamo martellando tutti i “quartieri generali” delle piccole scialuppe di salvataggio create allo scopo di guadagnare qualche strapuntino affinchè abbiano il coraggio di affondarle queste scialuppe per costruire tutti assieme un grande veliero. Che prenda il largo e sia in grado di decidere da solo la propria rotta. Generosità ci vuole, non attaccamento morboso alla propria capanna.
Grazie per essere intervenuto.
L’ennesimo tentativo di creare l’ennesimo partitino socialista.
un partito socialista c’è, si chiama PSI , con una dirigenza che non va? Ha cogresso la si metta in discussione? La liena politica non va? proponiamone un’altra.
Ma ,facendo un’altro dei troppi orticelli, non creiamo nulla ,lasciamo vivere, non creando alternativa, una classe politica che nel momento che da, opposizione poteva divntare maggioranza, si inventa il governo tecnico per il solo motivo che in realtà non aveva altra politica che l’antiberlusconismo.
Chi è socialista è sempre avanti con i tempi, Dio solo sà quanto bisogno c’è di un partito socialista, di una politica nuova e soppratutto responsabile e con senso dello stato, il partito c’è rafforziamolo , uniamo in esso le nostre intelligenze sociliste, credetemi queste intelligenze sono le sole che ora possono far uscire l’Italia e l’Europa dal pantano.
Se non faremo questo , problema resta e lo spazio verrà corperto da cloni di socialista ma, senza la dovuta capacità innovatrice di chi è originalmente socialista, risultato l’italia in balia di se stessa sempre nave sanza nocchiero……..
Fraterni Saluti
Compagno Maurizio Molinari
PSI – Torino
Concordo pienamente con l’editoriale del direttore. Creare una nuova forza liberal socialista in grado di raccogliere il meglio della cultura politica del passato che molti italiani hanno in modo avventato gettato alle ortiche con la cosiddetta scomparsa della prima Repubblica.
Il primo problema è riuscire a mettere insieme gli eredi di Saragat, Turati, Ugo La Malfa, G. Amendola, Salvemini, Rosselli e convincerli a confluire in un nuovo soggetto politico mettendo da parte ogni forma di protagonismo.
Secondo problema: resistere alla tentazione delle sirene che hanno la voce di Berlusconi o di Bersani o di chi ne fa le veci. Abbiamo già visto cosa è successo in passato, in cambio di una comoda poltrona alla Camera o al Senato prima ti rubano l’anima (l’identità) e poi ti annientano.
Sapranno i nostri eroi resistere come Ulisse alle sirene tentatrici? Io personalmente sono molto scettico a riguardo.
Comunque sia ogni tentativo di riscattarci è auspicabile, anzi doveroso.
Oltre ai progetti e polemiche per rilanciare i laici mi piacerebbe sapere cosa pensano gli intervenuti sulla politica estera. Va tutto bene come dal 1946? O per l’Italia s’intravedono altre strade e la crisi economica è un’altra occasione almeno per una parte d’Europa, che però oggi Monti assicurerà ad Obama come irrealizzabile? La storia ogni tanto muta direzione, questo lo ricordiamo o no? Si vuol dare spazio giustamente ai giovani, ma solo perché il paese sia meglio amministrato? Aspiriamo a dei giovani così tristi? La crisi economica rimette in moto la libertà dei cervelli, approfittiamone, per l’ambito generazionale fra i quaranta e i settanta è forse l’ultima occasione.
Siamo diventati tutti membri di “Commissioni Giudicatrici” con diritto di veto, pronti a bocciare ogni autonoma manifestazione di logiche proponibili per migliorare il presente temuto come base ideologica per il futuro.
Dopo il decadentismo etico politico sofferto, causa delle ferite ancora sanguinanti sul corpo di ognuno di noi, è più che giustificabile proporre come tesi risolutiva per un avvenire caratterizzato dalla politica onesta e risolutiva dei problemi della collettività, una genuina forza politica “LIBERAL SOCIALISTA”.
Il seme è stato intelligentemente messo a dimora, spetta a ognuno di noi volerlo vedere sbocciare e diventare una grande pianta.
Domenico Civitano
Caro Nicola, non sta a me mettere in campo nulla e per una ragione precisa.
Quanto ho cercato, con le mie limitatissime forze, di mettere in campo da sedici anni a questa parte è miseramente fallito, poiché, con la politica d’oggi, se una o due persone mettono in campo un progetto, finisce per risultare ininfluente.
Il sistema politico è organizzato in maniera tale per cui ai singoli non rimane che adeguarsi: mancano danari, manca una legge elettorale in grado di rendere influente ogni singolo voto, manca la volontà di realizzare un progetto di ampio respiro.
Per prima cosa occorrono danari. Che hanno i partiti ed i partitini esistenti che, se si mettessero assieme, fondendosi e vendendo le loro strutture, riuscirebbero ad ottenere.
In secondo luogo occorrono persone e un’organizzazione che potrebbe essere attivata agevolando le generazioni che non hanno accesso alla vita politica, sia perché le generazioni passate non lo consentono (e potrei portare una miriade di esempi concreti, facendo nomi e cognomi, come ho fatto, anni or sono sulla stampa locale pordenonese), sia perché gli stessi giovani non hanno mai fatto la voce grossa.
Io mi permetto solo di fornire suggerimenti. Ma sin tanto che i generalissimi dei partitini laici che oggi siedono in parlamento non fanno qualcosa, noi finiamo solo per parlarci addosso e fare salotto.
Caro Nicola,
Come altri lettori, fronte al liberalsocialismo, mi trovo nella stessa situazione drammatica del Geometra che deve misurare il triangoquadrilatero, o per la contraddizion chel nol consente, o per l’evidente dicotomia in cui i concetti si annullano al punto di creare un laicismo che si contrappone al silenzio assordante del Divino, siamo sempre a dire che se uno più uno facesse tre, saremmo tutti ricchi, se il mare fosse tocio e Monti di polenta, o mamma che tociade…
Caro Luigi,
i giornali liberi servono appunto a questo. Permettere ad ognuno di dire la sua.
Insisto (e scusatemi) a spiegarmi perchè mi pare di non essere riuscito a farlo in modo da farmi capire da tutti. Nessuno quì a Pensalibero propone di fare un partito in più rispetto a quelli già esistenti. Ci piacerebbe che tutti (o quasi, o anche solo un numero consistente) i laici, liberali, socialisti, radicali, etc. si ttiunissero in un unico partito. Un partito che non sia una sommatoria di partitini già esistenti ma un partito nuovo risultante dalla contaminazione delle varie esperienze, culture e storie delle rispettive culture. Dice Bagatin che “tutto il potere deve andare ai sottotrentenni o trentacinquenni. Hanno ragione Scarlino e Selvaggi. Caro Luca, poche chicchiere: metti in campo mille giovani e troverai strada libera. Non ti immaginare ostacoli inesistenti, cioè battaglioni di barbebianche smaniose di tagliarti la strada. Dopo di che, per cortesia, riprendiamo a discutere realisticamente e di cose pertinenti.
Ho 37 anni e che faccio vado in pensione?
I giovani…. ma finiamola con queste frasi fatte quel che conta non è l’anagrafe ma l’intelligenza. Provate a mettere insieme (se ci riuscite) mille individui intelligenti e poi ne riparliamo.
Qualche domandina , una sera d’inverno …da un lettore.
I miei figli hanno trentacinque anni e trentasei e mezzo: li posso considerare giovani ?
Le alluvioni nel genovese, il caso della nave all’isola del Giglio, le frane in varie parti d’ Italia potrebbero suggerire la urgenza, la necessità di una seria politica di difesa del territorio e di salvaguardia dell’ambiente?
la lotta alla speculazione edilizia. all’abusivismo edilizio interessa a qualche liberale , a qualche laico, a qualche democratico, elettore, cittadino ?
il progresso sta solo nella velocità ? La velocità ,a tutti i costi ( è proprio il caso di dire ), è progresso ?
Qualcuno ritiene che progresso e sviluppo non solo siano diversi , ma spesso siano , nei fatti, contrapposti ?
Smetto subito. Scusate.
Caro Nicola,
in realtà propongo una cosa “simile”, ma non “stessa”.
E ho peraltro premesso che non mi interessa alcuna “primogenitura”.
Per prima cosa parlo chiaramente di FUSIONE dei laici in un unico soggetto.
Una cosa di questo tipo funziona se e solo se i partitini laici si FONDONO e trasformano le loro strutture in Fondazioni o associazioni culturali.
E vendono sedi e strutture di partito inutili ed alcune persino con troppi debiti.
Per seconda dico anche chiaramente che non ci si deve alleare “con questo o con quello”, contrattando le tematiche, ma si deve essere la quarta gamba laica del Terzo Polo e ne spiego anche le ragioni.
Per terza cosa dico che si devono candidare quasi esclusivamente giovani (fra i quali posso annoverarmi ancora per poco, perché già dopo i 30 anni non ci si può chiamare più nemmeno troppo giovani, anche in questa società modaiola e che si ritiene etarna, nella quale ci si ritiene giovani anche a 90 anni).
I giovani , storicamente, in Italia, non hanno mai posto una vera “questione generazionale” (e quindi, pertanto, sono causa del loro stesso mal) ed anche per questo sono totalamente esclusi da ogni settore sia esso sociale, protuttivo e politico. La nuova lotta di classe, quella che aveva delineato ottimamente il prof. Luigi De Marchi, non solo contrappone produttori a parassiti, ma anche nuove generazioni a vecchie generazioni.
E’ aspetto ineludibile e che va assolutamente affrontato, senza retorica.
Caro Luca sei splendido! Proponi la stessa cosa ma la vuoi chiamare Filippo invece che Francesco o viceversa. Non mi scandalizzo se il primo atto dei Laici Uniti è quello di convergere sui post-democristiani dell’UDC: anche io do la priorità ai contenuti. Ma sei troppo giovane per continuare a recriminare sul passato. Il mondo è pieno di gente che “l’avevo detto io”. Sopratutto in politica!
NO A PARTITI O PARTITINI LIBERALSOCIALISTI
NO AD ALLEANZE “CAMMELLATE” PER GARANTIRE POSTI AI SOLITI NOTI
NO A QUESTE COSE, GIA’ VISTE, GIA’ NOTE E CHE PORTANO A CASA SOLO ZEROVIRGOLA E QUALCHE SEDIA A QUALE (PARA)”LAICO” CHE SI ALLEA AL MIGLIOR OFFERENTE.
SI’ A CANDIDARE SOLO GIOVANI DAI 18 AI 35 ANNI
SI’ AD UN PROGETTO ORGANICO E DI LUNGHISSIMO RESPIRO
SI’ ALLA FUSIONE DEI LAICI IN UN UNICO SOGGETTO
E’ almeno dal 2006 che lo vado dicendo e scrivendo.
Non mi interessa avere la primogenitura di alcunchè, ma, francamente, sono stanco. E ritengo che ad essere stanchi siamo in molti.
Sono stanco di un Paese come l’Italia ove la laicità, le libertà economiche, civili, sociali, sono negate ed ove i laici sono preda di classi dirigenti vecchie, inascoltate, pressochè ininfluenti.
Sono stanco di chi, in Parlamento, si garantisce poltrona e pensione. Magari con slogan e promesse alle quali non crede più nessuno.
Già nel 2006 scrivevo agli amici e compagni laici, liberali, libertari, liberalsocialisti, radicali, repubblicani e suggerivo un progetto di ampio, ampissimo respiro, assai lontano dalla partitocrazia, dal mero elettoralismo, dalle poltrone.
Evidentemente, sono rimasto inascoltato, visto che i vecchi vizi sono duri a morire e l’ininfluenza dell’area laica regna sovrana.
Ieri come oggi proponevo due cose semplici, alle quali, oggi, ne vorrei aggiungere un’altra.
Scioglietevi, sciogliamoci, in un unico soggetto politico: trasformate, trasformiamo, i vostri/nostri vecchi partiti e partitini in fondazioni e circoli culturali, smettetela/smettiamola di difendere Edere, Garofani, Foglie di fico. Lasciatele/lasciamole alla Storia ed alla cultura, ma oggi, parlate/parliamo alle persone di cose più concrete. Tirate/tiriamo fuori programmi concreti che ce ne sono e ce ne sarebbero. E soprattutto unitevi.
Uniamoci.
Non più Liberali, Repubblicani, Radicali, Socialisti, ma Laici Uniti.
Mandate/mandiamo in pensione, oltre che le nostre classi dirigenti, anche il PRI, PLI, Radicali, socialismi sparsi. Unitevi/uniamoci in un unico soggetto e candidate/candidiamo solo giovani.
Solo giovani dai 18 ai 35 anni, nella misura del 100, 90, 85%. E sicuramente a capo di questo nuovo soggetto politico: sia nella Direzione nazionale che in Parlamento.
Basta ai partitini laici fatti di reduci e di mummie da Antico Egitto. Stop all’autoreferenzialità ed all’ininfulenza. Stop a risultati elettorali da zerovirgola.
E soprattutto pensiamo alle alleanze, perché, con qualsiasi sitema elettorale se ne uscirà, esse sono sempre e comunque prioritarie.
Aggregatevi/aggreghiamoci al Terzo Polo, perché è l’unica coalizione oggi in grado di dimostrare moderazione ed equilibrio e maggiormente aperta al liberalismo ed alla laictià (pensate solo alla presenza dell’associazione Libertiamo e di Gay Lib in Futuro e Libertà).
Contrastate/contrastiamo gli estremisti, la destra e la sinistra italiane che, nei fatti, rappresentano il pantano della politica degli ultimi vent’anni.
Prendete e prendiamo esempio dal Parti Radical francese (www.partiradical.net) di Jean-Louis Borloo, che è alleato all’Unione per il Movimento Popolare di Sarkozy, rappresentandone l’anima laica, repubblicana, liberale e liberalsocialista.
E poi prendiamo esempio dal candidato libertario alle primarie del Partito Repubblicano americano, ovvero Ron Paul, che sta risalendo sempre più nei consensi, con il suo programma liberale in economia e libertario nei diritti civili.
Occorre contrapporsi alla social-Burocrazia ed al conservatorismo.
Dobbiamo costruire un grande movimento laico-liberale-libertario che sia parte integrande di un più ampio schieramento riformatore, moderato e liberale. Ne abbiamo tutte le possibilità, se solo sapremo e vorremo sfruttarle.
Per quanto riguarda il nostro possibile programma unitario è presto detto:
– Introduzione della flat tax al 20% ed innalzamento della no tax area per i redditi sino ai 12.000 euro annui
– Abolizione degli Ordini professionali
– Privatizzazione della Rai
– Pagamento dell’ICI da parte del Vaticano sui relativi immobili
– Abolizione di qualsiasi tipo di finanziamento pubblico a partiti e sindacati
– Aumento delle pensioni sociali
– Ammortizzatori sociali per chi non ha un lavoro
– Abolizione delle Province, delle Comunità Montane e dei Consorzi
– Privatizzazione delle Municipalizzate
– Riforma elettorale che preveda l’elezione diretta – a turno unico – del Presidente della Repubblica con funzioni di governo e del Parlamento con sistema proporzionale
– Separazione delle carriere dei magistrati
– Introduzione della responsabilità civile dei magistrati
– Legalizzazione di cannabis e derivati
– Legalizzazione dell’eutanasia
– Introduzione di programmi medici che prevedano la somministrazione controllata di eroina ai tossicodipendenti
– Legalizzazione della prostituzione
– Legge sulle unioni civili ed il matrimonio omosessuale, con conseguente possibilità di adozioni
Queste alcune possibili proposte di un movimento fusionista laico.
Chiamatelo, chiamiamolo Laici Uniti, oppure Unione Democratica Liberale, come piacerebbe a me, oppure ancora Partito Radicalsocialista, oppure Partito Radical-liberale.
Non sono importanti i nomi, le sigle, ma i contenuti, la fusione dei soggetti, la candidatura di soli giovani e giovanissimi.
Diversamente, cari laici, candidatevi e candidiamoci alla scomparsa, all’estinzione, in un’Italia che non ha mai fatto prigionieri.
Caro Molinari,
lei dice: un partito socialista c’è, arruolatevi tutti! Non ho niente in contrario. Noi diciamo: di aggregazioni nel campo laico liberale e socialista ce ne sono troppe, facciamone una sola. Credo che la nostra visione sia più realistica della sua.
E stiua tranquillo: non vogliamo fare un nuovo partito, ci mancherebbe. Stiamo martellando tutti i “quartieri generali” delle piccole scialuppe di salvataggio create allo scopo di guadagnare qualche strapuntino affinchè abbiano il coraggio di affondarle queste scialuppe per costruire tutti assieme un grande veliero. Che prenda il largo e sia in grado di decidere da solo la propria rotta. Generosità ci vuole, non attaccamento morboso alla propria capanna.
Grazie per essere intervenuto.
L’ennesimo tentativo di creare l’ennesimo partitino socialista.
un partito socialista c’è, si chiama PSI , con una dirigenza che non va? Ha cogresso la si metta in discussione? La liena politica non va? proponiamone un’altra.
Ma ,facendo un’altro dei troppi orticelli, non creiamo nulla ,lasciamo vivere, non creando alternativa, una classe politica che nel momento che da, opposizione poteva divntare maggioranza, si inventa il governo tecnico per il solo motivo che in realtà non aveva altra politica che l’antiberlusconismo.
Chi è socialista è sempre avanti con i tempi, Dio solo sà quanto bisogno c’è di un partito socialista, di una politica nuova e soppratutto responsabile e con senso dello stato, il partito c’è rafforziamolo , uniamo in esso le nostre intelligenze sociliste, credetemi queste intelligenze sono le sole che ora possono far uscire l’Italia e l’Europa dal pantano.
Se non faremo questo , problema resta e lo spazio verrà corperto da cloni di socialista ma, senza la dovuta capacità innovatrice di chi è originalmente socialista, risultato l’italia in balia di se stessa sempre nave sanza nocchiero……..
Fraterni Saluti
Compagno Maurizio Molinari
PSI – Torino