Le tre signore hanno fame. Si vede dalla singolare voracità con cui hanno svuotato il cestino dei grissini. Esterno estate, spiaggia, ristorante del bagno. Manuela la giovanissima e secchissima cameriera mora svolazza tra insalate e monumentali fette di cocomero. Le tre signore, d’apparente mezza età, liberano parole da spiaggia, quasi rapite nel loro dire. Una nube più insidiosa delle altre sta coprendo il sole. Brivido d’estate e improvviso fresco. Ma per loro non c’è meteo che tenga. “Aveva una bella casa liberty sai”, dice la signora più abbronzata delle altre con pareo nero velato. E con aria di chi guida la conversazione, ammette: “L’ho vista quella casa, ci sono stata dentro. Oh ma quanti quadri e sculture che aveva. Un bell’uomo lui, anche quando è andato in pensione”. “E la moglie era già morta?” domanda con salto logico l’altra signora dal costume bianco e qualche tic da fumo. “Ma sì, la moglie era già morta, da un po’. Almeno da qualche anno. Era così grassa..” E la signora dal pareo nero velato allarga abbondantemente le braccia sin quasi a lambire i tavoli vicini, proprio per fare vedere quanto fosse grassa la povera moglie di quel bell’uomo di cui aveva visitato la casa. E giù di piccole smorfie di intesa e di mezzi sorrisi. “Grassa grassa” borbotta costume bianco. Irrompe Manuela con i piatti. “Tagliatelle zucchine e gamberetti?”. “Per me grazie”, s’affretta a dire la titolare del colloquio, consapevole che dalla vista, giallo vede arancione,quello era il piatto più gettonato. “Strozzapreti al sugo di scoglio?”, continua Manuela. “Sono miei, sono miei!” sbotta la signora costume bianco con aumentati tic da fumo. A Manuela rimane il terzo piatto, cotoletta alla milanese con patatine fritte. E senza domandare lo appoggia davanti alla terza signora, pareo a fiori, sempre zitta, leggermente più in carne delle altre, e dall’evidente diverso gusto alimentare. “Oh ma come sono belle quelle tagliatelle posso darci una forchettata? Tu vuoi un po’ dei miei strozzapreti?” Incredibile incrocio di forchette insinuanti e di lingue roteanti. “Ma come avrà fatto a stare tutti quegli anni con quella moglie così grassa?” riprende la signora del fumo, colpendo con due movimenti mirati almeno cinque strozzapreti. Miss pareo velato non risponde a parole, troppe tagliatelle affollano la bocca, ma conviene volentieri, sul ritorno di discorso, semplicemente stiracchiando i muscoli delle guance. La terza signora silente è già a metà cotoletta. “Avranno delle sigarette qui?”, chiede e si chiede costume bianco. “Perché dopo gli strozzapreti mi vien voglia di fumare”, confessa con candore. “Ma fumava la moglie grassa di quel tuo amico?”
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

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