Mentre si parla di Medio Oriente, un ragionamento che nessun giornale o politico occidentale si permette di fare. Ed è che l’atomica iraniana è una necessità per un paese sciita, pieno di petrolio, che confina con il Pakistan sunnita, senza petrolio e pieno di generali voraci che non sanno come continuare a gestire il loro enorme potere interno senza sussulti nazionalisti. E nessuno può dare all’Iran garanzie contro un attacco pakistano: non gli USA, che se mai lo finanzierebbero, non la Russia, che preferisce avere un concorrente in meno sul gas e sul petrolio, non la Cina, alleata del Pakistan in funzione anti India. Per cui non sono credibili gli esuli iraniani finanziati dalla CIA che predicano contro l’atomica. Certo, il presidente precedente se la prendeva con Israele, che non riuscirebbe mai a raggiungere coi gli sgonfi missili iraniani, per non dover dire che il vero obiettivo è un altro paese mussulmano.
claudio bellavita, dirigente Stet-telecom in pensione, è anche stato amministratore di banche. Ora si occupa di politica locale (capogruppo pd circoscrizione centro di Torino) e scrive. La sua “tutta la storia del mondo in un pomeriggio” uscita come e-book su Amazon è in testa alla classifica del settore educazione, e verrà adottata dal liceo italiano di Parigi e consigliata come lettura alle matricole di ingegneria gestionale del Politecnico
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