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Parlamento: immunita’ si’ immunita’ no

di Primo Mastrantoni | 7 Luglio 2014

Un bel pasticcio originato dalla mente di chi, cavalcando l’onda anti politica, ha imboccato la strada anti istituzionale.

Surreale il dibattito nel Senato della Repubblica Italiana. Si discetta sull’immunita’ dei futuri senatori eletti indirettamente dai consigli regionali e comunali.
E’ meglio chiarire da subito che l’immunita’, cosi’ come pensata in origine non c’e’ piu’, si dovrebbe parlare, piu’ correttamente, di richiesta di autorizzazione all’arresto del parlamentare da parte della magistratura. Per entrare nel merito, perche’ mai un senatore dovrebbe avere un trattamento diverso dal deputato? O si elimina la cosiddetta immunita’ per tutti o si lascia per tutti. Nel caso si volesse lasciarla per tutti, si pone un problema relativo al differente trattamento del consigliere-senatore dal semplice consigliere (regionale o comunale): per il primo varrebbe “l’immunita’” per il secondo no. Un trattamento differente, magari per lo stesso reato. Un bel pasticcio originato dalla mente di chi, cavalcando l’onda anti politica, ha imboccato la strada anti istituzionale. Non era piu’ semplice differenziare le funzioni dei due rami del Parlamento, dimezzare il numero dei parlamentari mantenendo la elezione diretta di Senato e Camera? Si eliminava il bicameralismo perfetto e si diminuiva in maniera consistente (meno 472 parlamentari) i componenti del Parlamento. Si e’, invece, scelta la via bizantina per la soluzione di un problema semplice.
La distanza minore tra due punti e’ una retta, lo insegnavano a scuola, invece il Governo ha scelto l’arabesco.

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUC

Info Primo Mastrantoni

Segretario ADUC

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