A meno di 2 euro all’ora (o frazione di ora) è difficile trovarlo. Un sogno. A volte un miracolo, a volte una disperazione. Il parcheggio in città, in un garage coperto come in una strada con strisce, è un rovello quotidiano. A Mantova come a Firenze, a Merano come a Mola (di Bari).
Devi sperare nella fortuna per trovarne uno e poi devi sborsare una discreta quantità di euro per andare tranquillo al lavoro o a fare commissioni. Arrivi in una strada dove di solito le strisce blu vuote abbondano e quel giorno, per colpa non si sa di chi, trovi tutto occupato come se ci fossero i saldi di fine anno. Allora ti butti sul parcheggio pubblico più vicino che vanta i suoi 600 o 800 posti e quando arrivi al display scopri che sei in coda con altri dieci delusi automobilisti e i posti liberi sono circa dieci.
Devi sperare che qualcuno vada via o che il display sia sbagliato. Al parcheggio delle Terme di Merano il display segnava una decina di posti liberi: entri con la sicurezza di trovare uno stallo ed invece ti ritrovi in coda con altri malcapitati a cercare un posto che non c’è perché forse il display non teneva conto degli ingressi in corso. Non bello.
Ansia da parcheggio e costi oggettivi, così diversi da città a città. A Bologna se sei residente non paghi il parcheggio sulle strisce blu, a Catania invece i residenti hanno un pass annuale che costa quasi duecento euro e si legge dalle cronache sono pure contenti.
Al Toschi di Parma, praticamente nel cuore della città Ducale parcheggi più o meno felicemente alla tariffa di 2 euro per ora o frazione di ora, se hai il telepass non te ne accorgi nemmeno perché fa tutto lui. E sei sotto il Bottego, due gradini e sbatti il Teatro Farnese e la Galleria Nazionale, mica male. Devi anche qui sperare che quelli di Parma non abbiamo scelto tutti i Toschi altrimenti sono toschi-guai. Ti aiutano come in tanti altri parcheggi sotterranei o a silos le lucine verdi degli stalli liberi.
A Mantova al parcheggio Mondadori, comodo per la stazione, inaugurato tre anni fa, si pagano 2 euro la prima ora o frazione di ora, insomma due euro anche per dieci minuti che è un bel numero. Al parcheggio della Fortezza a Firenze, che è Firenze, il prezzo orario ordinario è di 1 euro e 60 centesimi. Più altre offerte a scalare o abbonamenti. Uno dice: ma sono solo 40 centesimi. Moltiplicali per le ore e i giorni e scopri che la differenza c’è.
Secondo le ricerche delle associazioni dei consumatori spendiamo ogni anno 320 euro tra parcheggi e pedaggi, il che vuol dire secondo la media che un possessore di auto, molto sobrio a parcheggi e viaggi, può spendere 80 o 100 euro e un altro anche 500 o 600 euro all’anno. Parcheggio quanto mi costi! Soprattutto nelle grandi e medie città molti lavoratori debbono fare i conti con la spesa quotidiana del parcheggio proprio per andare a lavorare, una specie di budget aggiuntivo alle spese mensile. Spendere per poter guadagnare. Una bella logica.
A proposito di parcheggi e tariffe ho incrociato una classifica particolare: quella del parcheggio ospedaliero più costoso. Sarebbe quello del Sant’Orsola di Bologna. Uno pensa: devo andare in ospedale, o per problemi miei o per problemi di parenti ed amici e devo caricarmi una spesa di parcheggio di 2 euro e 60 centesimo all’ora. Non bello. Una tassa in più sul dolore e sulla malattia, verrebbe da dire. Perché devo pagare di più in u parcheggio dell’ospedale rispetto al parcheggio della Fiera?
Altroconsumo ha comparato tre tariffe: un’ora, quattro e otto ore di sosta. Se per la sosta oraria è in linea con i prezzi di Roma, Napoli e Milano, il parcheggio del Sant’Orsola è il più caro di tutti quando si parla di soste lunghe: qui i prezzi arrivano fino a 8,50 euro per una mattina (il tempo di un esame diagnostico) e 15,30 per otto ore (un day hospital). Più che al San Raffaele di Milano e al Gemelli di Roma.
Per avere un’idea di come funziona nel resto d’Italia, basti pensare che un’oretta di sosta è gratis all’Ospedale Garibaldi di Catania, costa un euro a Mestre, 1,20 a Bergamo e 1,50 al Maggiore di Bologna. Il Sant’Orsola invece, con un pedaggio di 2,60, è più caro anche del San Raffaele di Milano, dove lo scontrino si ferma a 2,50. Scontrini più salati del parcheggio di Bologna li battono solo fuori dal Monaldi di Napoli (3,50 euro per sessanta minuti) e il Gemelli di Roma, dove si pagano 3 euro l’ora, ex aequo con il Policlinico Maggiore di Milano, al Cardarelli e al Policlinico Vecchio di Napoli. Sensazioni sgradevoli assai.

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