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Paola Caselli, da Pontassieve a “L’Eredità”: dentro il quiz più longevo di Rai1

Nove puntate, tre “ghigliottine” consecutive e un paese intero a fare il tifo: Paola Caselli racconta la sua avventura a L’Eredità, tra adrenalina, logica e intuizione. Un’intervista che svela il programma “dall’interno”, tra prove impegnative, consigli ai futuri concorrenti e amicizie nate sotto i riflettori.

di Gabriele Parenti | 19 Gennaio 2026

L’eredità, il preserale di Rai1 è in game show più longevo della televisione italiana (è in onda dal 2002) ed ha sempre un alto share grazie al format che caratterizzato da varietà e dinamismo delle prove che i concorrenti devono affrontare e grazie al conduttore Marco Liorni e alle simpatiche “professoresse”.

Tra i campioni di quest’ultimo periodo Paola Caselli, fiorentina di Pontassieve, che ha al suo attivo nove presenze e che è arrivata alla fatidica “ghigliottina” per tre sere di seguito. Abbiamo parlato con lei di questa esperienza e questa conversazione ci aiuta a conoscere meglio “dall’interno” il programma che ogni sera tiene milioni di italiani incollati ai teleschermi.

Iniziamo con la domanda standard. Con che spirito ha vissuto questa esperienza ?

Con molta curiosità, entusiasmo e con un sano “spirito agonistico”: ovvero, il mio modo abituale, in fondo, di affrontare il lavoro e più in generale la vita. È stata davvero, al di là, del vincere o meno il premio finale, un’esperienza straordinaria, bellissima, anche sul piano umano: staff, conduttore e concorrenti piacevolissimi.

Un’esperienza che le ha riservato un bel successo… se lo aspettava?

No: francamente non credevo. Non immaginavo di riuscire ad arrivare quasi sempre ai 100 secondi, il gioco che precede quello finale, e tre volte di fila alla “ghigliottina”, sfiorando la vittoria. Credevo di venire eliminata prima! E poi, devo dire…Fa un certo – e per quanto mi riguarda, positivo! – effetto essere riconosciuti in paese e sentirsi, come nel mio caso, molto sostenuti da colleghi, datori di lavoro, conoscenti.

Occorre un mix di conoscenze, di logica e intuizione…. Un po’ come quando si risolve un cruciverba o un rebus?

Sì, il meccanismo è molto simile. Ci sono giochi più basati su intuito e “casualità”, come ad esempio il “c’è o non c’è” iniziale e “la scossa”, e giochi invece più culturali, o logici, come la “ghigliottina”, o i duelli a eliminazione diretta di riempimento rapido di parole, avendo a disposizione solo poche lettere, come le “scalate”. Specialmente in queste devo dire che l’essere un’avida lettrice e un’appassionata di enigmistica e cruciverba mi ha aiutata.

Quale delle prove le è sembrata più ardua?

Sicuramente i “100 secondi”, il duello finale che decreta chi potrà accedere alla “ghigliottina”: sembrano eterni, dopo quasi due ore di registrazione in piedi e tanta adrenalina. Soprattutto, noi concorrenti possiamo solo sentire le domande: non le vediamo scritte sui monitor. Molto difficile anche la “ghigliottina”: si arriva abbastanza provati, emozionati, e trovare nessi logici fra 5 parole in 60 secondi scarsi è davvero tosto.

Quale consiglio ai prossimi concorrenti ?

Non darsi mai per vinti e non andare nel panico: alle “scalate”, ho visto farcela persone che avevano meno di un secondo di tempo, mentre l’altro magari, per trovare una parola, ne aveva 10. E allenarsi: fare cruciverba, rebus, sciarade; leggere molto, e di tutto, aiuta moltissimo. Vivendo questa esperienza il più possibile con leggerezza e spontaneità.

Momenti clou del programma sono “le scalate” Agonismo nei “duelli” ma anche un rapporto amichevole?

Per quanto mi riguarda, senz’altro, e sinceramente, sì: con almeno tre concorrenti è nato un rapporto di amicizia reale; ci mandiamo messaggi di frequente e ci stimiamo e sosteniamo a vicenda. E credo davvero che questa sia “la vera vittoria”…Oltretutto stiamo già pensando a partecipare, insieme, a nuovi quiz! Non molliamo…tentar non nuoce!

Gabriele Parenti

Pubblicato in : Cultura ed eventi

Info Gabriele Parenti

Giornalista professionista e scrittore, ha svolto per numerosi anni, all’interno della RAI, attività di progettazione e conduzione di programmi radiotelevisivi per le reti nazionali e per la Sede Rai Toscana.

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