
Il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta è stato eletto presidente del board della Bri, la banca dei regolamenti internazionali con sede a Basilea, che funge da ‘banca centrale delle banche centrali’.
Panetta, inizierà il mandato triennale dal 3 giugno prossimo. François Villeroy de Galhau si dimetterà dalla carica di governatore della Banca di Francia il 2 giugno e fino a quel giorno manterrà l’incarico alla Bri. Nel board, che può contare fino a 18 componenti, siedono di diritto i governatori di Belgio, Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti. Gli altri sono eletti fra i governatori di altri paesi. Il board, si riunisce regolarmente durante l’anno, e determina le politiche della Bri.
Fondata nel 1930, con sede in Svizzera a Basilea, la Bri è composta da 63 banche centrali che partecipano al suo capitale. Oltre a rappresentare un forum internazionale, il suo scopo è quello di supportare le banche centrali nel perseguimento della stabilità finanziaria e monetaria attraverso la cooperazione internazionale, svolgendo anche le funzioni di banca per le banche centrali.
Il Consiglio di Amministrazione della Banca dei Regolamenti Internazionali ha eletto Fabio Panetta, Governatore della Banca d’Italia, come nuovo Presidente, e i Governatori hanno effettuato altre nomine chiave nei gruppi delle banche centrali.
Il signor Fabio Panetta ricoprirà un mandato triennale, a partire dal 3 giugno, come Presidente del Consiglio di Consiglio, che è responsabile di determinare l’orientamento strategico e politico della BIS (altra sigla dalla denominazione in inglese: Bank for International Settlements), supervisionarne la gestione e adempiere ai compiti specifici assegnati dagli Statuti della Banca.
L’italiano Fabio Panetta succederà a François Villeroy de Galhau, Governatore della Banca di Francia, che aveva precedentemente annunciato la sua decisione di lasciare la Banca di Francia e si dimetterà dalla carica di Presidente il 2 giugno.
I Governatori delle banche centrali hanno inoltre annunciato una serie di altre nomine per guidare gruppi chiave presso la BIS, che ha il mandato di sostenere la stabilità monetaria e finanziaria globale e funge da hub per le banche centrali e altre autorità regolatorie e di supervisione finanziaria in tutto il mondo.
Gabriel Galípolo, Governatore della Banca Centrale del Brasile, è stato nominato Presidente della riunione dei Governatori delle principali economie emergenti (EME), un luogo per lo scambio di opinioni sugli sviluppi macroeconomici e finanziari e sui rischi e su altre questioni rilevanti nelle EME. Il signor Galípolo inizierà il mandato triennale il 1° settembre per sostituire Eddie Yue, Amministratore Delegato dell’Autorità Monetaria di Hong Kong.
Michele Bullock, Governatrice della Reserve Bank of Australia, è stata nominata Presidente dell’Asian Consultative Council, un veicolo di comunicazione e coordinamento tra i membri della BIS nell’Asia-Pacifico e la BIS su questioni di interesse per la comunità delle banche centrali asiatiche. La signora Bullock sostituisce Nguyen Thi Hong, ex governatore della Banca di Stato del Vietnam, per un mandato biennale a partire dall’11 maggio.
Kazuo Ueda, Governatore della Banca del Giappone, è stato nominato Presidente del Comitato sul Sistema Finanziario Globale, un forum della banca centrale per monitorare gli sviluppi del settore finanziario e analizzarne le implicazioni per la stabilità finanziaria e la politica delle banche centrali. Sostituisce Chang Yong Rhee, ex Governatore della Banca di Corea, per un mandato triennale a partire dal 12 maggio.
I governatori hanno espresso la loro gratitudine al signor Villeroy de Galhau, al signor Yue, alla signora Hong e al signor Rhee per la loro leadership e hanno augurato al signor Panetta, al signor Galípolo, alla signora Bullock e al signor Ueda ogni successo nei loro nuovi ruoli.
Purtroppo, la storia della Banca dei Regolamenti Internazionali è avvolta da molte ombre.
Forti critiche all’istituto finanziario sono state mosse dall’economista e autore olandese Roland Bernard, il quale sostiene che attraverso la BRI sono state fatte passare, a partire dalla sua fondazione, numerose operazioni al limite dell’etica e della legalità, a cominciare dagli affari che inglesi e americani avrebbero intrattenuto con i tedeschi durante la seconda guerra mondiale, in particolare in occasione della vendita dell’oro sequestrato dai nazisti agli ebrei tedeschi: “Tutto ciò che non poteva sopportare la luce del giorno, passava attraverso di essa, con un mezzo subdolo”.
La Banca dei regolamenti internazionali nacque in ottemperanza di uno dei punti fondamentali che costituivano il piano Young. Tale piano economico si prefiggeva infatti l’obiettivo di riconsiderare e ricalibrare l’annosa questione delle riparazioni di guerra che la Germania, uscita sconfitta dalla prima guerra mondiale, doveva ancora onorare nei confronti dei vincitori. A tal fine nel 1924 era già stato formulato il piano Dawes, il quale tuttavia non era riuscito a delineare con sufficiente chiarezza una regolamentazione stabile delle riparazioni di guerra.
Per questa ragione il 7 giugno 1929 un comitato di esperti, formato da due delegati per ciascuno dei governi di Belgio, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti d’America, si riunì a Parigi. In tale occasione il piano venne accettato dal governo tedesco e fu data via libera alla fondazione della BRI. Lo statuto della banca fu stilato durante la Conferenza dei banchieri internazionali tenutasi a Baden Baden il successivo novembre e fu ufficialmente adottata nel corso della II Conferenza dell’Aia il 20 gennaio 1930.
Fra gli uomini che più di altri contribuirono alla costituzione della BRI si segnalano l’allora governatore della Banca d’Inghilterra, Montagu Norman, e l’allora ministro delle finanze tedesco Hjalmar Schacht. Nel periodo 1933-1945, all’interno del CdA della BRI, sedettero alcuni tra i maggiori gerarchi nazisti, come Walter Funk ed Emil Puhl, entrambi condannati durante il processo di Norimberga, così come altri personaggi vicini al regime come Herman Schmitz ed il Barone von Schroeder, proprietario della Banca J.H. Stein, dove erano custoditi i beni della Gestapo. Alla fine della guerra la BRI fu accusata di aver aiutato il governo nazista nell’opera di predazione dei beni appartenenti ai paesi occupati durante la seconda guerra mondiale.
Come risultato di queste accuse, alla conferenza di Bretton Woods del luglio 1944, la Norvegia propose la “liquidazione della Banca dei regolamenti internazionali, il più presto possibile”. Ciò provocò un acceso dibattito che sfociò in un palese disaccordo tra le delegazioni americana e britannica. La liquidazione della banca venne sostenuta da altri delegati europei, così come dagli Stati Uniti, ma trovò la ferma opposizione del capo della delegazione britannica John Keynes. Alla fine lo scioglimento della BRI venne approvato, tuttavia la liquidazione della banca non fu mai intrapresa. La delegazione britannica, infatti, non si arrese e, quando il presidente statunitense Roosevelt (favorevole alla decisione) morì nell’aprile 1945, il suo successore Harry Truman, persuaso dagli inglesi, decise di cambiare posizione e di sostenere la sospensione dello scioglimento. Nel 1948 la decisione di liquidare la BRI venne poi ufficialmente rovesciata.
Rimasta in piedi, la Banca adeguò il suo statuto alla nuova situazione postbellica, in modo che tutte le banche centrali europee, comprese quelle dei paesi socialisti (con l’eccezione dell’Unione Sovietica e della Germania Est), decisero di aderirvi. Tra il 1962 e il 1971, l’attenzione della BRI fu posta nel coordinare le risposte alle crisi valutarie, in stretta collaborazione con il Gruppo dei dieci. Dal 1971, con la fine del sistema dei cambi fissi, focalizzò la sua missione nella vigilanza bancaria ed assicurativa.
Nel 2013 la Banca d’Inghilterra pubblicò un dossier risalente agli anni ’40 in cui descrive la richiesta avanzata dalla BRI per consentire il transito 5,6 milioni di sterline in oro dalla Banca Nazionale Ceca alla Reichsbank.
Oggi, il principale scopo dell’organizzazione è promuovere la cooperazione tra la banche centrali. Al contempo la BRI fornisce specifici servizi finanziari in qualità di “Banca delle banche centrali”, tra cui anche la Bce, e opera come agente o mandataria (trustee) nei pagamenti internazionali che le vengono affidati. Infine la BRI rappresenta un rinomato centro internazionale di ricerca in ambito finanziario, monetario ed economico, con un ruolo molto importante per l’elaborazione delle strategie geopolitiche.
Salvatore Rondello

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