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Pacifisti e Cgil, l’appello per la pace deve andare ad Hamas

I manifestanti pro-pal potrebbero lanciare un invito ad Hamas a rilasciare gli ostaggi e favorire la pace assumendo finalmente un atteggiamento costruttivo che favorisca nel più breve tempo possibile la cessazione delle ostilità

di Marco Mayer | 3 Ottobre 2025
SCIOPERO NAZIONALE PER GAZA MANIFESANTI MANIFESTANTI BANDIERA BANDIERE PALESTINA PROTESTA PROTESTE

Papa Leone XIV ha definito il piano per il cessate il fuoco a Gaza realistico e ha espresso la speranza che Hamas lo accetti. Questo auspicio del Pontefice è condiviso dai movimenti pacifisti e dalla Cgil? In caso affermativo le manifestazioni e lo sciopero per Gaza dovrebbero concentrarsi su un obiettivo prioritario: lanciare un forte appello ad Hamas perché cerchi un compromesso e non continui ad assumere posizioni fondamentaliste improntate alla tradizionale ideologia della morte e del martirio.

In queste ore all’interno del raggruppamento palestinese è in corso una complicata dialettica tra posizioni diverse che impegna sia i leader militari all’interno della Striscia sia i loro rappresentanti in Qatar e in altri Paesi stranieri. Dalle indiscrezioni emergono tre punti di vista: a) accettazione dell’ accordo con l’ aggiunta di permanenti garanzie internazionali di sicurezza per i leader di Hamas che andranno in esilio a Doha o in altre nazioni; b) opposizione netta al piano sulla scia del rifiuto già espresso dalla Jihad islamica; c) richiesta di modifica dei punti relativi al ritiro graduale delle truppe israeliane e al disarmo delle Brigate Al Qassam sulla base di una “sottile” quanto pretestuosa distinzione tra armi offensive e difensive.

Per quanto riguarda l’esilio dei dirigenti di Hamas in Qatar Trump ha già firmato un ordine esecutivo che offre le più ampie garanzie di sicurezza all’ Emirato. In questa cornice i manifestanti pro-pal potrebbero lanciare un invito ad Hamas a rilasciare gli ostaggi e favorire la pace assumendo finalmente un atteggiamento costruttivo che favorisca nel più breve tempo possibile la cessazione delle ostilità. Vedremo cosa succederà, ma sarebbe davvero paradossale se, viceversa fossero proprio i pacifisti ad opporsi e a boicottare un piano di pace che registra un consenso internazionale vastissimo: dagli Stati Uniti alla Cina e all’ Unione europea, dal Vaticano all’ Autorità Palestinese, dal Qatar all’ Arabia Saudita, dagli Emirati alla Turchia, dal Pakistan all’ Indonesia.

Marco Mayer

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: gaza, hamas, israele, Onu, papa Leone, propal, sciopero per gaza, Trump, usa

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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