
La sinistra italiana e europea crede di aver trovato un nuovo Vietnam, nella disperata ricerca di una identita’ persa da tempo perche’, da tempo ormai, non e’ piu’ al passo con cambiamenti. La sinistra non si e’ rinnovata, trovando argomenti solidi, dopo che la globalizzazione ha spazzato via l’ ottocentesco concetto di classe operaia e la finanza ha, in molti casi, sostituito gli Stati nella gestione della cosa pubblica.
Ora sventola le bandiere della Palestina, identificandosi con le sofferenze dei Gazawi, nella speranza di radunare attorno a se’ un popolo indignato come ai tempi del Vietnam. Ma e’ difficile che il “giochino” riesca. Le differenze sono enormi. I vietnamiti erano un popolo, un vero popolo, che combatteva per la propria indipendenza e la storia degli anni successivi alla riunificazione tra il Nord, comunista, ed il Sud filoamericano, lo ha dimostrato ampiamente. I vietnamiti appartenevano ad un antico impero abituato a difendere i propri confini da vicini potenti, i gazawi non hanno e non hanno mai avuto alcuna autonomia, alcuna possibilita’ di autodeterminazione. Dopo il ritiro di Israele da Gaza, restituita da Sharon ai palestinesi, i gazawi hanno affidato la loro sorte ad Hamas, una formazione terrorista che predica il jihad universale, appaltando cosi’ il proprio destino nelle mani di chi, come l’ Iran, tira i fili, non per il bene dei Gazawi, ma per la distruzione e l’ eliminazione di Israele dal Medio Oriente. I gazawi non hanno una storia secolare come entita’ statuale come avevano i vietnamiti
Come tutti i palestinesi, islamici ed ebrei, che vivevano in quella che i romani chiamavano Palestina, sono sempre stati sudditi: dei romani, dell’ impero ottomano, dei britannici. L’ unica occasione che la Storia ha loro offerto di diventare uno Stato e’ stata nel 1947, quando l’ ONU decise di dividere quella pezzo di territorio in due stati, quello ebraico e quello palestinese. Gli ebrei dissero si’, I palestinesi, eterodiretti dai paesi arabi, che negli anni precedenti alla fine della seconda guerra mondiale avevano avuto contatti piu’ che amicali con Hitler, dissero di no. Il più grande errore della loro storia. Avrebbero potuto diventare finalmente un popolo che determina la propria sorte. Hanno, invece scelto, di diventare merce di scambio, per altri che si muovevano e si muovono tutt’ora sulla scacchiere internazionale per i propri interessi, mossi dalle proprie ideologie religiose e politiche.
Redazione Pensalibero

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