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Ottopermille, i buoni e i cattivi

di Giulio C. Vallocchia | 23 Settembre 2012

Non convincono le motivazioni della esclusione dall’otto per mille di alcune chiese. Come se si temesse di ammettere i concorrenti troppo forti.

Nei giorni scorsi il Senato ha approvato definitivamente l’accesso all’ottopermille anche alle chiese di mormoni, ortodossi e qualche altro teo-dipendente da altre immaginarie entità soprannaturali. Sono stati di nuovo esclusi i Testimoni di Geova e i musulmani. I primi perché secondo gli esperti teologici del Senato i contenuti delle loro versione della Menzogna Globale non sarebbero compatibili con le leggi italiane. Non abbiamo nessuna particolare simpatia per i TdG, come del resto per nessun sistema religioso per sua natura menzognero e truffaldino, ma riconosciamo ai TdG di nostra conoscenza, al di là della seccante insistenza con cui ti mettono in mano i loro volantini, che sono rigorosamente anzi maniacalmente rispettosi delle leggi della Repubblica. Quindi appare del tutto pretestuoso il motivo addotto dai senatori-teologi anche perché sappiamo benissimo che il vero motivo di questo rifiuto dipende esclusivamente dalla volontà del Governo Ombra dei vescovi italiani. Infatti mentre le varie chiese fino ad ora riconosciute come aventi diritto all’ottopermille contano ciascuna poche migliaia di aderenti (e in alcuni casi solo poche centinaia), i Testimoni di Geova sono alcune centinaia di migliaia in continua crescita, e quindi concorrenti pericolosissimi del sistema religioso padrone d’Italia. Stesso discorso per i musulmani che però godono della apparente simpatia e solidarietà dei massimi gerarchi cattolici che non smettono mai di testimoniarla soprattutto quando si tratta di mettere limiti alla libertà di critica delle religioni. Sul riconoscimento dell’ottopermille anche ai musulmani il Senato, a differenza di quanto fatto con i TdG, ha però contestato non già i contenuti della loro religione assolutamente incompatibili con la nostra Costituzione e le nostre leggi (l’incitamento alla guerra santa, il dimezzamento del valore civile delle donne nei rapporti giuridici, la pena di morte per chi cambia religione o non crede in dio, ecc.), ma solo il fatto che si tratta di diversi gruppi separati che non sono una comunità “unica”. Come se i cristiani che hanno accesso all’ottopermille (cattolici, protestanti, ortodossi, valdesi, ecc.) non fossero stati riconosciuti separatamente senza problemi. Il fatto vero è che sono troppi, come i Testimoni di Geova, e quindi una concorrenza esagerata per la chiesa padrona d’Italia, da tener fuori per quanto possibile almeno dall’acchiappo dell’ottopermille.

Pubblicato in : Primo piano

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