Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno in commemorazione delle vittime dell’Olocausto. Lo sanno tutti. Quelli che per decenni si sono sorbiti fino all’esaurimento questi eventi. Evidentemente ripeterlo vieppiù è servito a poco. Il 27 Gennaio del 1945 l’esercito sovietico varcava i cancelli di Auschwitz, aprendo gli occhi a una realtà orribile costringendo alla visione della stessa, ai fatti reali, tutti quelli che sapevano e avevano taciuto, portando i responsabili materiali del più grande omicidio di massa avanti al tribunale degli uomini e della Storia.
I fascisti del futuro saranno gli stessi antifascisti, diceva il vecchio Winston.
Inutile e demagogico considerare la differenza fra ebraismo e sionismo. Mentre gli ebrei sono stati magnificati per decenni con l’elevazione dell’olocausto al top dei genocidi, contestualmente c’è chi se la prende con la brigata Ebraica. Ebrei sono ebrei rimangono. Una volta capri espiatori vittime innocenti di una pazzia collettiva, macchiati di non si sa quale peccato capitale, oggi considerati, da alcuni, i il male assoluto per una politica non condivisa. Non da tutti, almeno.
“28 aprile 09:43 (ANSA) – TEL AVIV – Alle 10 in punto sono risuonate in tutta Israele le sirene che segnano il ricordo degli ebrei uccisi durante la shoah. L’intero paese, scuole comprese, per due minuti si è fermato: ovunque si trovasse e qualunque cosa stesse facendo la popolazione in piedi e in silenzio ha reso omaggio alla memoria dei sei milioni di ebrei uccisi durante le persecuzioni. Le cerimonie di “Yom haShoah” termineranno stasera”.
Intanto ecco le immagini consuete delle manifestazioni del 25 aprile a Milano. Molti, ma non tutti, la considerano la giornata del trionfo della retorica, del racconto della Resistenza, dell’unità antifascista, di tutti i buoni che marciano uniti contro i cattivi. E contro il Male assoluto. Ma ecco arrivare i consueti delinquenti che aggrediscono chi sfila sotto le insegne della Brigata Ebraica. E si capisce che il male non è da una parte sola. E la retorica si autodemolisce. Perchè è il simbolo di tutta la cattiveria del XX secolo. E si comprende come parte del vecchio pensiero della vecchia sinistra è da abbandonare. L’opinione che quella vecchia sinistra ha diffuso su Israele. Chi aggredisce la Brigata Ebraica ignora la verità sugli ebrei nella Resistenza italiana. E aggredisce gli ebrei per la storia di oggi. Per Israele. Ed e’ troppo comodo, per dare credibilità alla condanna, bollare i delinquenti come fascisti e nazisti. Come infiltrati. Ma gli ebrei non si difendono solo il 25 aprile. Per quanto simili ai fascisti e ai nazisti, quei delinquenti non lo sono. Sono quel che dicono di essere: persone cresciute, educate e nutrite con idee della sinistra più infima . A partire dalla visione ignobile di Israele che purtroppo alcuni, troppi ancora, hanno. Troppi che aggrediscono, la Brigata Ebraica ogni giorno, più o meno simbolicamente. Israele, circondato da 50 milioni di nemici, e sempre oggetto di guerra e aggressione araba, come popolo occupante. E si chiudono gli occhi, quasi con compiacimento, sul terrorismo palestinese. E si insulta quel piccolo popolo, eroico e geniale, trasformandolo, senza vergogna, da vittima a carnefice. Eppure abbiamo sotto gli occhi le famiglie costrette a mandare a scuola i figli separatamente, in due pulmini diversi con la speranza che almeno uno si salvi.
Non si poteva non sapere che l’antisemitismo sparpagliato subdolamente per decenni avrebbe prodotto l’aggressione a cui abbiamo assistito il 25 aprile.
Un video diventato virale che dura pochi secondi, finito su tutti i portali israeliani, mostra alcuni bambini palestinesi che indossano la mimetica e simulano l’uccisione di soldati israeliani con coltelli e mitragliatrici giocattolo ad un festival nella Striscia di Gaza.
“Sono una donna araba. Posso studiare posso diventare medico posso guidare un’auto.
Perchè vivo in Israele”

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