per te
scivolo
cado
in attesa del tonfo
che sfoghi
riveli
la coscienza della colpa
scivolo felice
verso di lei
verso di te
che mi hai cacciata
all’ordine, richiamata
riavuta
allontanata
scivolo
lasciando il resto in superficie
il mio tesoro sempre più ricco
nuovamente abbandonato
al tuo volere, sacrificato
con ingordigia
mi lascerai ancora
ricostruirò ancora
sono fatta per girarti intorno
cercando il raggio
a te
mi umilii
contemplando la forma del mio
dolore
sventrando l’estetica
del decompormi
ed elemosinare
sfiduciata
di pochi anni ormai vecchia
col mento per terra e gli occhi
sguainati
persevero
nell’obbedienza
nell’errore
nella caccia alla disperazione
chiedo
e rispondi a qualcun’altro
a me
finirò strozzata
dal filo che ci ha unito
dalle parole rovesciate addosso
attraverso linee ormai stanche
sfiancate
mi riconoscerai
nella folla dei segni
nel mercato delle intenzioni
fra urla, frutta e
colpe
colpe poco convinte
che salgono sui treni
soltanto per vedere dove andranno

Lascia un commento