Abbiamo sempre pensato che il buon governo di
un popolo dipende da politici, giudici, burocrati e banchieri; invece ora, il
caso Greta Thunberg ci ha messo sotto il naso le prove inoppugnabili che anche
i media hanno una grossa porzione di responsabilità a livello locale e
mondiale.
Le cose reali non esistono o non sono visibili e utili per il solo fatto di
avere una propria intrinseca utilità, ma solo se e quando la stampa decide
insindacabilmente che da un certo soggetto o oggetto si possono ricavare grassi
profitti assicurandole visibilità positiva o negativa.
I geni non nascono più nelle sale parto, le idee e le cose nelle università e
nei centri di ricerca, ma nelle redazioni televisive. Finché i giornalisti non
decidono di certificare l’esistenza della realtà pubblicando una notizia, fosse
anche Il ritorno di Gesù Cristo o la fine del mondo, anche Gesù Cristo
deve mettersi in coda e dipendere dalla moderna schizofrenia mediatica.
Questo è forse il più grande problema attuale dell’umanità. L’agonia del
pianeta Terra è vecchia di svariati decenni, ma i popoli ne hanno preso atto
quando i media si sono decisi di utilizzare la Greta Thunberg da unto del
signore per sensibilizzare l’intera comunità mondiale su l’incombente emergenza
ecologica.
Un minuto prima che apparisse in video, la Greta esisteva appena per i suoi
genitori e per i compagni del suo paese e il pianeta Terra aveva appena una
linea di febbre o scoppiava di salute. E un minuto dopo il pianeta era già
agonizzante e lei, la Greta, era già una star mondiale degna di tenere
conferenze alla Casa Bianca a l’ONU al Vaticano e ovunque nel mondo con un
oceanico seguito di folle e di consensi.
I capi di Stato per assicurarsi visibilità devono scrivere tweet a tutto
spiano, altrimenti non se li fila nessuno se i media non decidono di portare
nelle case degli umani la loro immagine e la loro voce. E persino i capi delle
religioni faticano a raccogliere fedeli o a conservarli. E gli scienziati che
nascono e muoiono sconosciuti o peggio perseguitati si sprecano.
Quindi dobbiamo prendere atto che la realtà oggi è ad effetto ritardato e
falsificato. Niente nasce nel momento in cui nasce e con il suo oggettivo
valore, ma quando l’anagrafe mediatica decide di certificarne l’esistenza
divulgando la notizia reale, gonfiata o sgonfiata.
Senza nulla togliere quanto a coraggio e intelligenza alla ragazzina Greta, se
i media hanno il potere di trasformare una normale ragazza attenta ai problemi
ecologici, nella massima accademica o statista mondiale vivente con libero
accesso ovunque per conferire con i grandi della Terra alla pari, allora il
livello di falsificazione che può raggiungere l’informazione attuale, libera di
sgonfiare, gonfiare o occultare le notizie in funzione di interessi particolari
propri o altrui è a dir poco allucinante.
Quindi dobbiamo dedurre che lo strapotere dei media ha azzerato il valore del
singolo individuo. Non esistono più i grandi uomini diversi dai piccoli. I
media mondiali a caccia di profitto oggi hanno l’insindacabile potere di
ingrassare una capocchia di spillo tanto da farvela apparire montagna o l’esatto
contrario, deformando e falsificando a piacimento la realtà, per indurre interi
popoli o l’intera comunità mondiale a pensare e agire a comando dei media: da
docili e utili pecore dietro un mentore.
Franco Luceri

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