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Oriana Fallaci, strega o santa.

Gli riconoscono una strada, una piazza oggi, perché ne temano ancora la forza persuasiva della sua prosa; perché, in questi tempi difficili, perdere la faccia e il seggio, potrebbe essere facile, probabile. Di lei, strega, o santa, hanno ancora paura

di Enrico Martelloni | 18 Settembre 2016

Firenze tributa una serata speciale ad una sua odiata figlia. Il giovedì scorso in un celebre albergo si è consumato un evento per lei, per riconoscerle i pregi, le virtù e una strada, o una piazza nella toponomastica fiorentina. Nulla di male, forse anche un bene se fosse semplicemente questo. Glielo riconoscono quelli che fino a ieri tacevano, o erano a lei contrari. Gli riconoscono una strada, una piazza oggi, perché ne temano ancora la forza persuasiva della sua prosa; perché, in questi tempi difficili, perdere la faccia e il seggio, potrebbe essere facile, probabile. Di lei, strega, o santa, hanno ancora paura; meglio assecondarla, esorcizzarla, tenerla buona dalla propria parte, potrebbe ancora far male. La politica questo lo sa fare bene: scivolare via e mimetizzarsi. Non è difficile. Oriana è morta e come si sa, i morti non parlano. In Italia si leggono i suoi libri, ma non in così tanti come molti si vantano; spesso sono intonsi su di uno scaffale, oppure timorosi di sfogliarne uno, taluni si ricordano quando partecipavano alle polemiche e alle marce di contestazione contro Oriana che doveva fuggire o rinchiudersi in casa. In Toscano la Fallaci senza mezzi termini accusava le giunte di sinistra, i buonisti, gli arcobalenisti, d’ipocrisia, stupidità. Gli ingiuriava, o solo mostrava loro verità, davanti ai luoghi di Simone Martini e Duccio da Buoninsegna, profanati da minareti eretti in luoghi cristiani. Li accusava di aver permesso di praticare l’infibulazione leggera introdotta all’ospedale di Careggi di Firenze. La caccia alle streghe però è scomoda per chi le streghe oggi le difende, non avendo più altro da difendere. Per questo è molto meglio dimenticare, scordare, quelle accuse e contro accuse verso una Penelope combattiva come la Fallaci, stimata nel mondo per i suoi libri ed articoli pubblicati nei maggiori quotidiani internazionali. La regione Toscana, Firenze, quella politica s’intende, che aveva in pugno ed ha il potere, l’ha combattuta. Non la sopportava. Taceva, e quando non poteva, l’attaccava. I personaggi scomodi come la Fallaci, potevano non essere del tutto nella ragione, non è questo importante. Sono scomodi per il loro prestigio, per come scrivendo, riescono ad essere vicini alla verità e in certi casi sfacciatamente veri, perché sfacciate erano le posizioni dogmatiche e ideologiche del potere che oggi teme il cambiamento del vento popolare verso posizioni che ritenevano poco vincenti dal punto di vista della conquista e la gestione della cosa pubblica. Oggi sembra che le profezie della strega, o santa, Oriana Fallaci, si stiano realizzando e il terrore calato, manifesti l’immagine dell’Eurabia, come lei chiamava la genuflessa Europa davanti all’invasione dell’islam, dei mussulmani e delle loro atroci stragi, come un luogo di guerra vera e di conquista, e cercano riparo, non si sa mai, davanti all’opinione pubblica disorientata e atterrita. A quanti altri suoi grandi figli di valore internazionale, Firenze dovrebbe dedicare una via, prima che a Oriana? Ce ne sono molti ancora che aspettano. Ma come si è detto, lei è una strega, no?

Enrico Martelloni

Pubblicato in : MaidanTag: europa, fiorentina, firenze, italia, mondo, Oriana Fallaci, personaggi, punto di vista, regione toscana, serata speciale, simone martini, toscana

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Loretto Nencioni

    7 Ottobre 2016 alle 09:28

    Ottimo, ma la verità è scomoda.

    Rispondi

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