Firenze tributa una serata speciale ad una sua odiata figlia. Il giovedì scorso in un celebre albergo si è consumato un evento per lei, per riconoscerle i pregi, le virtù e una strada, o una piazza nella toponomastica fiorentina. Nulla di male, forse anche un bene se fosse semplicemente questo. Glielo riconoscono quelli che fino a ieri tacevano, o erano a lei contrari. Gli riconoscono una strada, una piazza oggi, perché ne temano ancora la forza persuasiva della sua prosa; perché, in questi tempi difficili, perdere la faccia e il seggio, potrebbe essere facile, probabile. Di lei, strega, o santa, hanno ancora paura; meglio assecondarla, esorcizzarla, tenerla buona dalla propria parte, potrebbe ancora far male. La politica questo lo sa fare bene: scivolare via e mimetizzarsi. Non è difficile. Oriana è morta e come si sa, i morti non parlano. In Italia si leggono i suoi libri, ma non in così tanti come molti si vantano; spesso sono intonsi su di uno scaffale, oppure timorosi di sfogliarne uno, taluni si ricordano quando partecipavano alle polemiche e alle marce di contestazione contro Oriana che doveva fuggire o rinchiudersi in casa. In Toscano la Fallaci senza mezzi termini accusava le giunte di sinistra, i buonisti, gli arcobalenisti, d’ipocrisia, stupidità. Gli ingiuriava, o solo mostrava loro verità, davanti ai luoghi di Simone Martini e Duccio da Buoninsegna, profanati da minareti eretti in luoghi cristiani. Li accusava di aver permesso di praticare l’infibulazione leggera introdotta all’ospedale di Careggi di Firenze. La caccia alle streghe però è scomoda per chi le streghe oggi le difende, non avendo più altro da difendere. Per questo è molto meglio dimenticare, scordare, quelle accuse e contro accuse verso una Penelope combattiva come la Fallaci, stimata nel mondo per i suoi libri ed articoli pubblicati nei maggiori quotidiani internazionali. La regione Toscana, Firenze, quella politica s’intende, che aveva in pugno ed ha il potere, l’ha combattuta. Non la sopportava. Taceva, e quando non poteva, l’attaccava. I personaggi scomodi come la Fallaci, potevano non essere del tutto nella ragione, non è questo importante. Sono scomodi per il loro prestigio, per come scrivendo, riescono ad essere vicini alla verità e in certi casi sfacciatamente veri, perché sfacciate erano le posizioni dogmatiche e ideologiche del potere che oggi teme il cambiamento del vento popolare verso posizioni che ritenevano poco vincenti dal punto di vista della conquista e la gestione della cosa pubblica. Oggi sembra che le profezie della strega, o santa, Oriana Fallaci, si stiano realizzando e il terrore calato, manifesti l’immagine dell’Eurabia, come lei chiamava la genuflessa Europa davanti all’invasione dell’islam, dei mussulmani e delle loro atroci stragi, come un luogo di guerra vera e di conquista, e cercano riparo, non si sa mai, davanti all’opinione pubblica disorientata e atterrita. A quanti altri suoi grandi figli di valore internazionale, Firenze dovrebbe dedicare una via, prima che a Oriana? Ce ne sono molti ancora che aspettano. Ma come si è detto, lei è una strega, no?
Enrico Martelloni

Ottimo, ma la verità è scomoda.