
“Noi semo quella razza…”
Ancora una volta.
Un’altra notte di bestemmie, mal di pancia e lacrime.
Bisogna saper perdere dicono… e noi in questa disciplina siamo campioni assoluti, cintura nera centesimo dan, pluriscudettati!
Ancora una volta a un passo dalla favola. Quella favola che avrebbe dato un senso a tutti i dolori, i sacrifici, i patimenti, le notti insonni, gli abbandoni di giocatori, le trasferte impossibili.
Un motivo per esultare veramente!
Per mettere qualcosa in una bacheca che rischia di non aprirsi più; la serratura sarà ormai arrugginita, sono veramente troppi anni che non viene aperta.
Eravamo tutti lì. Chi a Praga, chi al Franchi, chi sul divano di casa. Sembrava davvero la volta buona. Sono passati 33 anni dall’ultima finale europea. Se il trend non cambia, quelli come me (51 anni) rischiano davvero di non vederne altre. Una vita a seguire una squadra per vincere 2 coppe Italia!
E ci siamo anche rotti il cazzo di perdere a testa alta. “Meritavate si vincere”, “avete giocato meglio”, “ai punti avreste vinto voi”. Ma come sempre restiamo a bocca asciutta!
Viene in mente la famosa poesia del Monni:
“…Eppure la natura ci insegna, sia sui monti sia a valle,
che si può nascer bruchi per diventar farfalle.
Ecco noi siamo quella razza che l’è tra le più strane,
che bruchi siamo nati e bruchi si rimane..”
Quante volte abbiamo sperato di spiccare il volo… e quante volte ci siamo trovati con il culo per terra.
La chiamano “fede” calcistica.
Proprio perché è un eterno credere in qualcosa che probabilmente non avverrà; sperare in un paradiso che esiste ma che è quasi impossibile da raggiungere; vivere aspettando sempre un domani che si allontana giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno!
Per elevarsi basterebbe cambiare squadra. Ma per noi che abbiamo un giglio tatuato sul cuore, la maglia viola come seconda pelle ed il DNA fiorentino non è possibile farlo.
Quindi come sempre ci asciugheremo le lacrime, ci leccheremo le ferite, ci consoleremo a vicenda e continueremo a sostenerla.
Perché “… fin da quando ero bambino, è l’orgoglio mio più grande, quello d’esser fiorentino…”
Detto questo: chi si compra?
Forza Viola!
Giacomo Vivarelli

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