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Ordine pubblico, lo Stato che reprime… e poi, e prima?

Le forze dell’ordine hanno compiuto una vasta operazione di ordine pubblico in zona Colosseo a Roma. Oltre 350 identificati, 10 arresti e 9 denunciati. Riscontrati reati di vario tipo: dal possesso di coltello a serramanico, tirapugni, rapina, indebito utilizzo di strumento di pagamento elettronico, divieto di sorvolo, esercizio abusivo dell’attività di guida turistica, droga e furto aggravato. Sono giunte le congratulazioni del capo del governo e, a seguire, di vari dei suoi sodali. Il motivo conduttore è che “lo Stato c’è e continua a presidiare il territorio con determinazione, anche grazie agli strumenti rafforzati introdotti con il Decreto Sicurezza”.

di Vincenzo Donvito | 6 Luglio 2026

Le forze dell’ordine hanno compiuto una vasta operazione di ordine pubblico in zona Colosseo a Roma. Oltre 350 identificati, 10 arresti e 9 denunciati. Riscontrati reati di vario tipo: dal possesso di coltello a serramanico, tirapugni, rapina, indebito utilizzo di strumento di pagamento elettronico, divieto di sorvolo, esercizio abusivo dell’attività di guida turistica, droga e furto aggravato. Sono giunte le congratulazioni del capo del governo e, a seguire, di vari dei suoi sodali. Il motivo conduttore è che “lo Stato c’è e continua a presidiare il territorio con determinazione, anche grazie agli strumenti rafforzati introdotti con il Decreto Sicurezza”.

Ci congratuliamo con le forze dell’ordine che hanno messo in opera ordini ricevuti da politici. Ci si consenta, però, di dubitare sulla possibilità che il territorio “liberato” potrà continuare ad esser tale… tempo qualche ora o giorno e tutto sarà come prima, perché mancano i presupposti perché i presunti delinquenti non continuino ad esser tali. Per cui, o ci saranno presidi permanenti in varie località simili, oppure è stata solo una dimostrazione di prova di forza fine a se stessa.

Quando sentiamo dire che “lo Stato c’è”, purtroppo non possiamo che prendere atto che c’è solo lo Stato repressivo, non quello della prevenzione e delle opportunità di legalità. Per esempio, se le droghe fossero legali, molti dei presunti delinquenti arrestati non sarebbero stati lì a violare la legge. Non solo, ma se il lavoro fosse liberalizzato e le politiche  di accoglienza di molti migranti non fossero solo restrittive ed emarginanti, diverse delle persone coinvolte, non sarebbero state lì o ci sarebbero state con attività lecite.

E’ bene che lo Stato ci sia, Ma tutto lo Stato. Chè altrimenti diventa solo una sorta di Stato di polizia.

Domani sarà un altro giorno. Uguale o forse peggio di oggi.

Vincenzo Donvito

Pubblicato in : Editoriale

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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