
Da oggi è tornata l’ora legale: giornate più lunghe e più vita all’aria aperta.
Una sensazione bellissima, che apre alla possibilità di godere della luce fino a tarda sera per esplorare la nostra bella Italia, muoversi di più e stare di più con gli altri.
Oltre, naturalmente, a un notevole risparmio energetico.
Ogni anno il dibattito viene riproposto anche in sede Europea, sperando che sia la volta buona per una decisiva inversione di rotta.
Ma davvero in un’epoca in cui va di moda blaterare di “green economy” e “transizione energetica”, ci si vuole ancora ostinare a non mantenere l’ora legale tutto l’anno?
Un po’ di dati, per rendersi conto.
Nei sette mesi in cui sarà in vigore l’ora legale, l’Italia risparmierà circa 220 milioni di euro grazie a un minor consumo di energia elettrica pari a circa 410 milioni di kWh. Questo genererebbe un rilevante beneficio ambientale, quantificabile nella riduzione di circa 200 mila tonnellate di emissioni di anidride carbonica in atmosfera.
A fare i conti è Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale secondo la quale dal 2004 al 2022 il nostro Paese ha risparmiato circa 2 miliardi di euro e 10,9 miliardi di kWh in elettricità.
Considerando che l’ora legale sarà in vigore fino a fine ottobre, immaginiamo quanti ulteriori benefici se il Governo decidesse di lasciarla tutto l’anno… Certo, per essere efficace bisognerebbe che l’Europa funzionasse all’unisono su questo punto ma nel frattempo si potrebbe dare un segnale virtuoso, lasciando che poi gli altri Paesi seguano la via intrapresa dall’Italia, che per una volta potrebbe veramente essere antesignana in qualcosa di concreto per la salute dell’ambiente.
Sarebbe semplicemente una decisione di buon senso.
Francesco Carbini

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