Per coltivare la ricorrente tentazione tecnocratica attacca chi si oppone alle oscene riforme istituzionali perché “ben altro interessa alla gente”.
Che il fine ultimo degli eventi che hanno scassato l’Italia da Tangentopoli in poi fosse quello di svilire, e addirittura eliminare di fatto, il ruolo della politica lo avevamo prima intuito e poi capito per fatti concludenti: dalla oscura riunione di finanzieri e brokers internazionali con responsabili delle aziende di Stato e banchieri italiani per discutere come privatizzare i gioielli delle aziende pubbliche italiane ( 2 giugno 1992, alla vigilia dello scatenarsi delle inchieste giudiziarie); fino alle trame che portarono ad insediare il governo Monti.
Ora, la grande stampa che ne risponde direttamente ai beneficiari, ha aperto un nuovo capitolo della medesima operazione. Da qualche giorno, infatti, si leggono articoli che tendono a svilire l’opposizione alla riforma elettorale e a quella costituzionale del governo Renzi. Perché – argomentano – “alla gente non interessa niente di legge elettorale e riforma del Senato; alla gente interessa la pagnotta”.
Già, ma se così stanno le cose, perché Renzi porta avanti queste riforme con tanta determinazione, fino a minacciare nuove elezioni in caso di bocciatura? Forse perchè è il primo a perdersi in “quisquilie e pinzillacchere” mentre l’Italia affonda?
La verità è un’altra. E proprio lo sguardo sul desolante panorama politico odierno ce la rivela.
Quello che vediamo oggi, un uomo solo al comando di un partito e di un governo, senza opposizione credibile perché frantumata e/o su posizioni estreme e antisistema, prefigura ciò che avremmo, permanentemente, con la legge elettorale Italicum e con il nuovo Senato, ente inutile. Perché è ormai pacifico che il nuovo sistema elettorale riproporrebbe la situazione attuale: un partito con un premio spropositato di maggioranza, e tanti piccoli cespugli non in grado di svolgere un ruolo efficace di controllo e di opposizione. Dunque un potere enorme senza bilanciamenti e una produzione legislativa e di governo di pessima qualità. Come quella che abbiamo oggi, appunto.
Della minoranza PD e di Berlusconi che oggi si oppongono si può e si deve dire che non sono coerenti e che, semmai, si sono svegliati troppo tardi. Che ora lo fanno per non essere estromessi dal potere. Ma, nel merito, le riforme istituzionali di Renzi sono sbagliate e dannose.
Infatti è dimostrato che senza un corretto esercizio della democrazia, anche i provvedimenti più attesi, quelli che dovrebbero assecondare la ripresa della economia, togliere gli artigli alla burocrazia, dare una Giustizia efficiente, non vedono la luce o sono di scarsa qualità.
E’ sconfortante constatare che, in Italia, insensibili al tema della democrazia non sono solo i sopravvissuti alle tragiche illusioni del fascismo e del comunismo. Attraverso la stampa di riferimento, lo è anche l’establishment dell’industria e della finanza, in nome della ricorrente illusione tecnocratica.
Ma questo non ci sorprende. Checchè ne abbia detto e scritto la martellante campagna comunista nel corso degli ultimi decenni, in Italia i “capitalisti” hanno civettato sia con i comunisti, sia con i fascisti. Con i laici ed i riformisti sono sempre stati avari di sentimenti.

che sia Lo Porto o La Torre, Marzio, sono due fallimenti del Renziesmo.
Mi spiace aver confuso il povero Lo Porto col cognome La Torre.
Non so cosa si possa aggiungere, il degrado dell’Italia in tutti i settori è palese, penso che un ministro cacciato dalla Festa dell’Unità sia un segnale d’allarme da non sottovalutare per Renzi, ormai il suo partito si oppone al capo, c’é qualcosa che non va e che lo farà prima o poi risvegliare dal Monopoli versione Montecitorio…….
Mentre l’individuo di Palazzo Chigi mostra la sua pochezza, ultima le modalità della notizia della morte di La Torre dove si conferma che comunque la si metta l’Italia è sempre la cacca del contesto internazionale, mentre si assiste a queste bugie penose da oratorio, mentre cioè l’individuo di Palazzo Chigi è in chiaro declino, cresce invece il renzismo, testimonianza che l’operazione fu architettata altrove con la Leopolda a sceneggiata assembleare e pseudo democratica. Così il renzismo esige che questo 25 aprile non solo ci inondi con la solita retorica stucchevole, ma che il tutto rientri un’operazione mediatica ben concertata, avente come scopo lo spostamento del baricentro della Resistenza dai socialcomunisti e dai laici ai cattolici. Riuscire a inoculare il falso storico che la Resistenza fu soprattutto cattolica ottiene due risultati consoni al regime in atto Il primo è la rottura di uno schema interpretativo che imbecherò più generazioni in modo da adattare il nuovo vestitino resistenziale alla credulità delle nuove generazioni notoriamente paurosamente ignoranti di storia, e quindi ben disposte a farsi manipolare. Il secondo è la conclusione che ne deriva: se la Resistenza fu guidata dai cattolici e il popolo italiano è cattolico, la Resistenza fu davvero guerra di popolo, realizzando così un altro falso storico che nemmeno ai socialcomunisti e ai laici riuscì mai attuare. Ma il tutto imbelletta una cornice storica e culturale coerente con l’instaurazione del renzismo cattolico, per cui l’individuo messo a Palazzo Chigi può anche andarsene ma la frittata è fatta, e i suoi successori ne porteranno sempre il tanfo.
Beh, sapremo chi ringraziare almeno! Tutto passa in sordina e finisce in suo favore, ormai è troppo tardi, ma son tutti responsabili dellla sua ascesa, Berlusconi, il PD, la lega che col Berlusca ha affossato culturalmente e moralmente l’Italia, tutti….direi che solo il M5S si salva.
Paolo, non siamo in stretta emergenza, quindi si chiude un occhio sulle scorrerie del ducetto, ma è proprio in queste condizioni che le cose scivolano al peggio, e quando occorrerà ci scopriremo disarmati di quello che si credeva di avere. Da tanto la storia ruzzola su un piano inclinato. Vedi la minoranza PD fatta di vili che ancora ragionano nei termini dell’unità gramsciana, in un partito che di gramsciano ha men che zero. A dimostrazione dello sbandamento collettivo, e, torno a dire, sbandamento molto, molto generazionale in ogni aspetto politico e culturale..
Purtroppo Marzio hai ragione, gli italiani troppo occupati a sbarcare il lunario e ad arrivare a fine mese, quelli che la Leopolda non sanno neppure cosa sia per intenderci, non quelli che hanno tempo da perdere e soldi da scialacquare, consci del fatto che tanto chiunque stia la, per loro non cambia e non cambierà nulla. Speriamo ancora in qualche sussulto da quel che resta delle opposizioni, che pero’ hanno tendenza solo a criticare senza fare reali contropoposte e fattibili gesti.
Stiamo a vedere.
Mi sembra si discuta sul perché la stanga della stalla s’è rotta quanto i buoi sono già scappati. Il golpe è in atto, l’individualismo tecnologico lo fa indolore, senza camere di tortura nei sotterranei degli stadi o nelle caserme e senza carapintadas a presidiare le città, ma golpe è e golpe resta. Sulla capacità di decifrarlo, riconoscerlo e combatterlo si formeranno le nuove élites, non certa sulla chiacchiera oppositiva dei talk show. L’individuo di Palazzo Chigi vede ora l’insperata possibilità di ergersi a condottiero europeo contro l’invasione di emigranti e profughi, tali almeno fino a ieri, ma già oggi non più massa di sole famiglie disperate, ma confusa al suo interno di terroristi dell’Isis. Il bugiardo di Palazzo Chigi, con la legge elettorale, che gli darà una maggioranza di sciacquetti/e obbedienti e nominati, si appresta a conquistare un potere che il Gran Consiglio negò perfino a Mussolini, il tutto nella soffice serenità dell’individualismo tecnologico, dove ciascuno cova la propria volontà di potenza nell’ammasso di milioni e miliardi di identiche volontà di potenza. Ossia la libertà all’ammasso col suo ducetto da due lire.
” tanti piccoli cespugli non in grado di svolgere un ruolo efficace di controllo e di opposizione”…mi pare che ,al di là della correttezza dell’ analisi , il vero problema sia quello dei ” cespugli”. Se la “democrazia” è fatta di tutte le voci ,il succo della questione dovrebbe essere quello della capacità di ciascun cespuglio a crescere ed affermarsi nella considerazione degli “elettori”. Se questo non avviene ,non lo si può ricreare artificialmente attraverso l’ imposizione di una “concertazione” paralizzante . Perché una cosa è certa : le decisioni di governo vanno prese , non rimandate con guerre di posizione . Il “decisionismo ” è un pericolo certamente , ma la “concertazione” , come vincolo di chi non ha ipotesi originali ed utili da proporre , è a sua volta rischiosa . Rendere efficace e soprattutto efficiente il ruolo di controllo ed opposizione è il vero nodo da risolvere…qui custodet custodes ,ancora irrisolto.
Poi, c’é da aggiungere, questi annunci del governo e dei suoi scagnozzi, come Tritone annunciato come una grandissima soluzione per il Mediterraneo, è naufragata con i morti, e lo stesso sarà per le altre riforme bidone, ma che la gente si svegli.
Pezzo assolutamente condivisibile, ma come poter fare perché queste verità siano comprese par la maggioranza della popolazione? Questa è la mia domanda e il mio cruccio.