A quante miserie abbiamo assistito in queste ultime ore.
Corvi e colombe del centro sinistra che negando in maniera squallida esultano e contestano il Presidente del Consiglio di aver violato le regole del gioco con una legge elettorale odiosa, ma si dimenticano, i cialtroni, di dire che è grazie a questa legge che vincono malgrado i trecentomila voti in più dati alla Casa delle Libertà.
Per cui dichiarazioni a nastro di esultanza e prive di controllo e buon senso, quando fino a qualche ora fa in piena notte non sapevano se festeggiare o suicidarsi.
La Rosa nel Pugno, dove Boselli ha trovato ancora una volta ospitalità – in tre elezioni ha cambiato cartello – e trova il seggio, senza truppe e consensi: prima lo garantivano i comunisti in regione Emilia, poi i Verdi, il Triciclo, ora i Radicali.
L’Orlando “curioso” o forse meno furioso di Bobo Craxi, che trova persino patetico segno di affetto dalla sorella, che rompe quel quasi partito socialista messo in piedi da due anni, ricorre alla magistratura per rubarsi il simbolo di De Michelis, s’inventa il Partito dei Socialisti e vergognosamente va in lista con i DS in Lombardia, che lo collocano all’ottavo posto: mai a mia memoria, in trentacinque anni di militanza nel partito di suo padre, ho assistito ad una cosa così squallida , sgradevole e insensata.
E l’analisi continua. I Comunisti Italiani con i Verdi sono più vivi che mai, sconfitti dalla storia, ridicolizzati dagli eventi, trovano però consensi, forse a causa dello stile e dell’abbigliamento alla dalla Vallle del suo leader Bertinotti, che veste Armani e si fa fare le scarpe su misura da un noto produttore, che costano quasi quanto una badante assunta al mese.
Non parliamo poi di gay, trans…curati di campagna, orti botanici e fiorerie: è un’Italia che assomiglia più ad un circo Barnum che ad una coalizione che ha il compito di governare il paese.
E noi? Gli elettori che turandoci il naso abbiamo votato contro questa sinistra bonaria, sostenuta da intellettuali e cinofili, direttori di autorevoli quotidiani e finanza cattolica, ma con dentro tanti germi… di compagni che sbagliano, che facciamo?
Attendiamo lo scoppio delle contraddizioni o iniziamo ad organizzare un movimento di persone che nelle varie occasioni tenta di dare dei segnali di esistenza e di cambiamento anche rispetto ad un centro destra che va rinnovato? Se fino a ieri parole vuote ed offensive come seccesione, padania ecc. erano folclore, non crediamo sia tempo di riprendere il ruolo occupato dai movimenti leghisti per “educarli” ad assumere un ruolo più responsabile e dall’altro recuperare quel dissenso e disagio che si è tradotto in voti verso la Lega da parte dei moderati?
Il Terzo Polo è un’opportunità se sapientemente congegnata, partendo da aggregazioni locali dove uomini ed donne mettono a disposizione le proprie idee e progetti di cambiamento per rinnovare questa assurda politica bipolare che ha ridotto le idealità ad affari, ad autoreferenzialità e difesa dello scranno, sia parlamentare, regionale o comunale.
Partiamo da Treviso dove tra un mese si vota e si può sperimentare una lista terzopolista. Chi c’è batta un colpo.
Renzo Vernier
Componente dell’Esecutivo di Veneto Socialista
già Presidente del Nuovo Psi di Treviso

Lascia un commento