Ora, dopo il discorso che Berlusconi ha tenuto a Bonn davanti ai popolari europei, la proposta di un’assemblea costituente in Italia, rilanciata recentemente da Pensalibero, è diventata più comprensibile.
Avevamo avvertito che allo scontro con la magistratura Berlusconi ci va a nozze. E ci sembrava un gesto veramente nuovo e “spiazzante” che Bersani, nuovo segretario del PD, proponesse lui una iniziativa per garantire che le scelte degli elettori non fossero vanificate dalle iniziative, sia pur legittime della magistratura.
Non saranno gli Spatuzza o i Graviano a mettere in difficoltà Berlusconi di fronte ai suoi elettori che, sondaggi alla mano, non sembrano dare troppo credito ai pentiti. Dunque, il capo del governo ha deciso di alzare la posta: cogliere l’occasione dello scontro per cavarsi da una situazione di impiccio. Che non è data dai problemi con la giustizia. E’ data dalla fitta rete di compromessi e ambiguità che tanto lui quanto gli esponenti del PD hanno dovuto tessere per mettere assieme i consensi necessari a rappresentare i due poli attorno ai quali fare rotare gli equilibri della “seconda repubblica”.
Con l’ennesimo attacco alla Corte Costituzione e alla magistratura in genere, ancora una volta Berlusconi ha voluto alzare il livello dello scontro. E si capisce bene perché: se sarà accontentato (processo breve, legittimo impedimento, riforma della giustizia) si rafforzerà. Se non sarà accontentato, punterà, con buone probabilità riuscita e di successo, alle elezioni anticipate. Ed è allora che, reso più forte verso gli avversari e domati gli alleati riottosi, potrà puntare a riforme costituzionali nel senso da lui desiderato.
Il fatto è che la revisione della Costituzione è veramente necessaria. Se non altro perchè il nostro è diventato un sistema minotauro: parlamentare secondo le norme costituzionali in vigore; semipresidenziale per la bizzarra legge eletttorale che permette di indicare direttamente il nome del presidente del consiglio. I contrasti sempre più frequenti tra il capo del coverno ed il capo dello Stato, in parte, sono dovuti anche a questo.
Prima che sia troppo tardi, e se dunque la riforma della costituzione è una necessità, è bene dare forza alla proposta di dare vita ad una assemblea costituente.
Solo così la nuova Carta sarà degna della precedente, ispirata dalla passione civile e dalla competenza di grandi uomini.Altrimenti, dopo le leggi ad personam. Avremo anche la Costituzione ad personam.
N. C.

sarebbe una soluzione ottima ma purtroppo mi sembra difficilissima. La proposi perla prima volta, assieme a Fini e a Cossiga, nel 1996 al posto della infausta Bicamerale che naufragò tristemente. Raccogliemmo un enrome humero mdi adesioni ma non arrivammo all’obiettivo. Comuqnue l’idea è sempre valida
mario segni