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Opinioni/Negazionismo è un’altra cosa

L’uso de termine ” Negazionista” per chi non crede all’esistenza del virus è improprio, esagerato e surrettizio. La genesi è strumentale.

di Enrico Martelloni | 11 Gennaio 2021

L’uso del termine “negazionista” come colui che nega, è corretto se si riferisce a chi nega l’esistenza dei campi di concentramento nazisti, o i lager sovietici dove sono state sterminati molte decine di milioni di persone dal 1917 alla metà degli anni cinquanta, e tra queste, nei campi Nazionalsocialisti, milioni di ebrei cui il ventisette gennaio ricorre il giorno della memoria. Per questo è surrettizio e improprio usare il termine verso chi nega l’esistenza del virus Covid19. Il virus esiste, intendiamoci, ma non è corretto estendere a coloro che lo rifiutano, una tale infamia e spregevolezza. Le proporzioni della tragedia sono imparagonabili. La stessa pandemia è più simile a un pandemonio politico cui l’Italia e questo governo in particolare hanno gravi responsabilità come la medesima Cina da dove è uscito, per l’effetto domino che ha scatenato. Le conseguenze e i danni psico fisici alla popolazione, al morale e alla sua economia sono drammatici e punto giustificano le misure fin qui adottate. L’ Italia è in ginocchio, preda cinese non tanto per il Covid19, ma per il suo dissestato sistema economico finanziario del suo debito pubblico. Il virus è oggi più potente per i danni che riguardano lo stato e la qualità socio economica che per forza della patologia in sé. Giornali, media in genere, ne hanno fatto un flagello ingiustificabile. Il due percento della popolazione mondiale ne è colpita di cui il novantacinque percento guarisce.

E’ anche strano che in tutta questa storia non si parli mai dei paesi piú poveri dove non ci sono strutture ospedaliere, e l’informazione è scarsa. In questi paesi dove non sono a sufficienza aiuti statali  si dovevano avere delle stragi vere e proprie e invece niente. Ma torniamo all’Italia che si dice è un paese di vecchi. Per questo si dice muoiono  più persone che che altrove: abbiamo cinque nonni a nipote. Ma, se il 20% della popolazione è di vecchi, come mai sono morti lo 0,03% di questi sull’intera popolazione di sessanta milioni?  Per questi anziani la morte è sopraggiunta a causa di altre patologie preesistenti e non di Covid-19. È evidente, quindi, che nipoti e nonni non sono causa  effetto: sarebbero dovuti morire tutti, altrimenti.  l’Italia ha più morti degli altri paesi con due percento degli infettati, ma per incapacità, verrebbe da osservare.

La media mondiale dei morti è costante nel mondo, ammesso e non concesso che le rilevazioni siano corrette. Perché come in Italia pare siano state registrate morti per il tremendo virus, anche persone decedute per altre cause. Il mondo è fermo almeno in parte in questa nuova guerra mondiale. L’Italia, la sua popolazione per eccellenza storica ipocondriaca e farmateucizzata dai tempi post bellici, è responsabile dell’effetto domino del virus cinese e vive nel terrore, e il terrore porta alla dittatura, il cui simbolo oggi è la mascherina e i DPCM. Eppure, chi vuole va in Svizzera, sui Carpazi, o in altri luoghi per sciare. Chi vuole il sole e godere del mare va a Dubai, per esempio, senza mascherina se non per fare immersioni. Certo, chi ha mezzi. Gli altri peones, nulla.. Nisba. La paura immobilizza i più, in particolare, e non trova riscontro nei paesi che come da noi abbiano preso cautele di profilarsi. Ma tra questi peones, inizia anche per forza d’inerzia a sorgere dubbi all’aumentare dei disagi. Negare, dunque il virus, tra i milioni di virus e le loro continue modificazioni non è corretto. Nemmeno lo è farne una star del terrore cui l’irresponsabilità della  politica ci ha fin qui condotto usando un termine inadatto alla circostanza.

Enrico Martelloni

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: anni, anziani, cina, danni, debito pubblico, giornali, governo, guerra mondiale, informazione, italia, mare, misure, mondo, nazisti, persone, sistema economico

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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