• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Omicidio Yara
Ancora, un ingiusto “processo indiziario”

di Roberto Fronzuti | 29 Giugno 2014

L’indagine su Massimo Bossetti è stata gestita nel peggiore dei modi; viceversa, doveva svolgersi nella massima segretezza e andare alla ricerca di prove che potessero supportare il teorema di indizi.
Il processo indiziario è una vera barbarie. L’indagine che non sfocia in una confessione e non approda alla prova cosiddetta regina (un testimone, qualcuno che abbia visto) non dovrebbe mai chiudersi con l’arresto di un cittadino. La stessa cosa dicasi per il processo che si svolge solo su base indiziaria; non dovrebbe mai concludersi con una condanna: meglio un delinquente in libertà che un innocente in carcere. Sappiamo bene che questi principi sono estranei a molti, che la pensano come Nerone, che con il pollice riverso all’ingiù emetteva le sentenze di morte inappellabili. I lettori che ci seguono da molto tempo, sanno che  siamo dei “garantisti irrudicibili”. Qualsiasi persona normale, dopo giorni d’interrogatorio crolla. E se la persona non è normale, non sono le aule di tribunale che l’imputato dovrebbe affrontare, ma il reparto psichiatrico di un ospedale per essere curata. L’ultimo caso –in ordine di data- è quello del muratore Massimo Bossetti arrestato per il delitto di Yara Gambirasio, che si dichiara innocente. Ieri sera gli schermi televisivi hanno accostato la sua foto con quella del presunto padre naturale Giuseppe Guerinoni; non c’è nessuna rassomiglianza. Il 45 enne muratore arrestato è il tipico nordico: occhi azzurri, viso piccolo -in rapporto alla statura- e allungato, longilineo, e magro. La foto del Guerinoni mostra il tipico uomo mediterraneo; occhi scuri, viso grande e ovale, con il quale la madre di Bosssetti giura di non aver avuto alcuna relazione. Ad incominciare dal ministro dell’Interno Alfano, che ha subito dato in pasto alla stampa Massimo Bossetti, per finire ai vari inquirenti che avrebbero potuto impedire di mostrarlo in manette e confermare il particolare dell’ipotetico dna. Il caso è stato gestito malissimo. I signori del potere hanno dimenticato i diritti del vero padre di Massimo che l’ha cresciuto, della moglie di Bossetti e dei suoi bambini. E che dire della mamma di Bossetti, indicata al mondo intero come una donna di malaffare. A nostro avviso dovrebbe fare causa allo Stato italiano e chiedere diverse decine di milioni di euro di danni. Quattro famiglie gettate nella disperazione, senza curarsi delle conseguenze psicologiche alle quali sono sottoposti i bambini dell’accusato. Tutti noi vogliamo che l’assassino/i di Yara Gambirasio sia assicurato alla giustizia, ma come si fa ad istruire un processo basato sul dna, rilevato su un cadavere che è stato esposto per settimane agli agenti atmosferici, comparato con quello di un uomo morto da quindici anni, senza considerare il margine di errore che è pur sempre possibile. L’indagine su Massimo Bossetti è stata gestita nel peggiore dei modi; viceversa, doveva svolgersi nella massima segretezza e andare alla ricerca di prove che potessero supportare il teorema di indizi. Purtroppo la giustizia italiana va avanti così. La Franzoni, per il delitto di Cogne,  è stata condannata sulla base di indizi (non è stata trovata neppure l’arma del delitto). La stessa sorte è toccata a Parolisi per l’uccisione di Melania. Processo indiziario anche quello di Avetrana, per l’assassinio di Sarah, che ha visto condannate Sabrina e la madre. Per non parlare del delitto di Garlasco, con Stasi che viene assolto e successivamente il processo annullato; sarà nuovamente giudicato sulla base di indizi. Anche il processo di Perugia, che vede imputato Sollecito e Amanda, segue la stessa sorte. A nostro parere, sono esempi di inciviltà giuridica. Tutti i casi citati, hanno in comune il fatto che dopo anni di carcerazione e infiniti interrogatosi, gli accusati si proclamano innocenti. Per fortuna c’è anche il procuratore della repubblica Ugo Adinolfi che indaga da anni sul caso Roberta Ragusa; avrebbe potuto far arrestare da tempo il marito e non l’ha fatto, pur avendo gravi indizi. Attende che il titolare dell’autoscuola Antonio Lolli si tradisca, che commetta un errore: che arrivi la prova inconfutabile.

Pubblicato in : Primo piano

Info Roberto Fronzuti

Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”.
Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1
gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. paolo francia

    7 Luglio 2014 alle 15:06

    Ma di quale prova inconfutabile lei parla?!? Dopo piu di 20.000 prelievi di DNA, e dopo che solo uno di essi era sugli indumenti di Yara Gambirasio, esclusa anche l’ipotesi che siano stati portati sul luogo per “incastrare” il Bossetti, non ci sono altre vie possibile che assicurare il colpevole alla giustizia! Il Commissario Megret va in pensione, con questi metodi di analisi, eseguiti per evitare errori da 4 laboratori indipendenti , lei aspetta ancora una confessione?!? Troppo comodo chiudere un caso del genere con la storia del disturbo psichiatrico!
    La sorella gemella del Bossetti é identica al defunto Guerinoni, come spesso accade, il figlio è simile alla madre, la figlia al padre!
    Idem per il caso di Sarah Scazzi, del Parolisi e della Franzoni, e penso anche per Meredith e il fattaccio di Garlasco.
    Per non parlare della povera Roberta Ragusa, chiaramente eliminata e fatta scomparire dal marito anche agli occhi del piu’ inesperto dei detective!
    Resta solo il caso di Elena Ceste che è da chiarire, ma per i resto bene han fatto gli inquirenti ad assicurare queste persone alla giustizia.
    Meglio un criminale di meno a giro!

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti