
La premessa era d’obbligo, per introdurre il tema che ci preme trattare: Forza Italia ha inviato a 25.000 parroci italiani un opuscolo intitolato “Il frutto e l’albero” che illustra i cinque anni di governo Berlusconi “alla luce della dottrina sociale della Chiesa”. L’introduzione è firmata, naturalmente, da Sandro Bondi, ormai specializzatosi in omelie, ed è seguita da un elenco di benemerenze dal quale vogliamo trarre quella più significativa: il referendum sulla fecondazione assistita per il quale “la quasi totalità degli esponenti di Forza Italia ha preso posizione a favore del mantenimento della legge attraverso la scelta del non voto. E anche il presidente Berlusconi non è andato a votare”.
Ecco un magnifico esempio offerto ai giovani, ma anche ai disillusi, agli indecisi, a tutti quei cittadini che hanno sentito sempre più forte il distacco tra la loro vita e le istituzioni: non andare a votare. Dunque, la democrazia non è più confronto sul terreno delle idee, ma una fuga dalle responsabilità: perché pronunciare un sì od un no di fronte ad una scelta, significa assumersi la responsabilità delle proprie opinioni e delle posizioni sostenute in Parlamento. Ma astenersi, e vantarsene, significa svuotare l’esercizio democratico di ogni valore, riducendo grettamente il senso della politica ad una mera manifestazione di opportunismo.
E, già che ci siamo. perché mai dovremmo giudicare l’operato di un governo “alla luce della dottrina sociale della Chiesa”?! Abbiamo forse indetto libere elezioni per stabilire chi sarà il prossimo Papa?!
Omelie ed anomalie
Forza Italia ha inviato a 25.000 parroci italiani un opuscolo intitolato “Il frutto e l’albero” che illustra i cinque anni di governo Berlusconi “alla luce della dottrina sociale della Chiesa”. Abbiamo forse indetto libere elezioni per stabilire chi sarà il prossimo Papa?!

Si sapeva da 20 anni che saremmo arrivati al punto che il diavolo avrebbe citato l’epistola di Giacomo per provare la sua papabilità – giacomo 5:1-6:
[url]http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?threadid=64332[/url]
[I][COLOR=”Blue”]c. Affinità etico-messianiche della dottrina
sociale del magistero cattolico
La stesura del De civitate Dei richiese 13 anni, duranti i quali Agostino ne rendeva note le sezioni man mano che si rendevano disponibili. Non si vuol suggerire che l’idea iniziale di Agostino abbia subito una modificazione radicale lungo il percorso del De civitate Dei, bensì che l’intuizione teocratica abbia potuto evolversi a partire dall’esigenza di guardare alle vicende del proprio tempo dal punto di vista della fede nel Cristo, Dio sovrano e salvatore del mondo, piuttosto che dalla precomprensione logica ed organica dei principi teocratici… – continua –
[url]http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?p=3442661#post3442661[/url]
Ottimo il commento del signor Morbelli, pieno di buon senso: In ogni caso volesse il cielo che i parroci, di sinistra e di destra, cattolici o mussulmani che siano, potessero non influenzare le vicende politiche dei paesi dove vivono. Quanti casini, nel corso dei secoli, avrebbero risparmiato all’Umanità.
Finché preti e monache avranno diritto al voto (e non mi pare ci sia qualcuno che voglia limitare i loro diritti) è giusto che siano oggetto di propaganda come chi prete non è. Aggiungiamo che 25mila parroci sono una categoria di “opinion leader” molto più numerosa di quella dei giornalisti (di cui faccio parte) e probabilmente anche più ascoltata. Che qualche parroco non sia d’accordo con quanto scritto da Bondi è nelle regole del gioco. Ma che non gridi allo scandalo: si limiti a cestinare l’opuscolo, come noi facciamo con le mille richieste di danaro fatte in nome della fede.