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Oltre la crisi delle identità verso lo stacco delle etichette

Oltre la crisi delle identità verso lo stacco delle etichette. Obsolete e ideologiche che non portano e non hanno portato nulla di buono.

di Carla Ceretelli | 29 Aprile 2019

“Con queste genti, e con altre con esse,

vid’io Fiorenza in sì fatto riposo,

che non avea cagione onde piangesse.

Con queste genti vid’io glorïoso

e giusto il popol suo, tanto che ’l giglio

non era ad asta mai posto a ritroso,

né per divisïon fatto vermiglio”.

 

Sarò in piazza il 25 aprile quando non ci saranno striscioni di parte e invece dell’io ci sarà il noi e il tricolore e il gonfalone. E il vessillo EU.  Perchè sono un cittadino semplice, senza alcuna carica istituzionale  e non sono il portavoce  di  nessuno se non di  me stessa.

Chi invece, eletto o nominato,  rappresenta altri cittadini, specie se alta carica dello Stato, è chiamato  a partecipare a tutte le manifestazioni pubbliche. Obbligo morale e di opportunità civile e civica.

Sicuramente i topi stanno dove mancano i gatti. Dunque inutili le lamentazioni di chi non partecipa alle celebrazioni di carattere  nazionale incolpando   quelli che ci sono, di essersene impossessati.

Non è  facile per tutti  arrivare a questa conclusione, purtroppo. Ma basta riflettere, senza ottundimenti mentali e pregiudizi. Che sono quelli che  portano soltanto  sventure e guai.

Il bene e il male non stanno mai da una parte sola e certi forsennati sono di qua e di là,  così come le persone equilibrate e contenute, i cosiddetti “moderati” almeno nel metodo, se non nel merito.

Purtroppo molti non vogliono sentir parlare di pacificazione, anche se la parola pace aleggia ovunque e viene auspicata in ogni dove.

Il primo atto dovrebbe essere  quello di bandire I termini destra e sinistra.  So che a  molti amici si rizzeranno i peli anche della barba, ma sono sempre più convinta che sarebbe la strada giusta.

Dalle Alpi a Capo Passero   ci sono stati scontri fra  gli antagonisti dei centri sociali che si dichiarano antifascisti e antirazzisti, ma sono in nuce piccoli delinquentelli sovversivi  senza nessuna coscienza civile. Proprio come i loro coetanei pervasi  da rigurgiti fascisti, più o meno conclamati. In maggioranza  ragazzi,  giovani e giovanissimi,  che si sono abbeverati all’odio dell’estremismo.

Quando gli opposti si attraggono e,   ossimoricamente,  si scontrano.  E la matrice è l’odio.

Conosco persone che votano o hanno votato  partiti di sinistra   per nulla esagitate  e  di grande buon senso. Appartengono a quella che amo definire  sinistra illuminata,  riformista e liberale.Così come conosco persone che votano a destra, moderate e ricche di valori.

Più passa il tempo e più mi rendo conto che c’è un grande rimescolio e grande crisi identitaria, che le etichette sono superate.  Anche se i principi, quelli sani e radicati ma non pregiudizievoli e intolleranti,  ovviamente non lo sono affatto.

 

Nota  digressiva a margine.

14 ragazzi,  di cui 12 minori hanno massacrato un pover’uomo malato di mente che malmenavano  e bistrattavano da tempo. Senza che nessuno intervenisse. Pare.

“Che facciamo oggi? Andiamo dal pazzo”. E non era la prima volta.

Qualcuno sta sfondando il fondo. Occorre intervenire velocemente nei confroni di questi piccoli criminali.  Carenti di principi reali se non del  vuoto assoluto. Come sostiene  il  noto psichiatra  Andreoli.

Nella prevenzione con messaggi  educativi  adeguati e nella  repressione, quando necessario, senza alcuna indulgenza perchè son “piccoli”.

 

Carla Ceretelli

 

Pubblicato in : EditorialeTag: buon senso, celebrazioni, crisi, grande crisi, merito, persone, scontri

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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