L’ Osservatore Romano del 26 aprile fa un’analisi (senza firma o provenienza) sulla situazione mondiale del clero, dei secolari, dei missionari, dei catechisti, dei diaconi, dei battezzati per continenti dal 2010 al 2017. Dai dati che vengono esposti, se i battezzati, il clero alto e basso e tutte quelle forme di supporto assistenziale, quali i diaconi, nel complesso mondiale tengono, il caso Europa è il più sensibile per la crisi vocazionale dei sacerdoti, sebbene per l’alto e medio clero la Chiesa cattolica non faccia fatica a contenerlo pressoché invariato, non così per il clero di base e il conventuale che hanno vistose defezioni. Il basso clero viene, per altro, supportato vistosamente, in Europa, dai diaconi laici in una quantità che non ha il pari nel resto della terra, anche se segue a distanza una cospicua crescita negli USA. Fortemente in aumento sia di cattolici sia di clero in Africa, il continente più generoso in merito e, con piccolissime percentuali, ma in progressione continua il continente Asiatico. Ancora implementati i cattolici ed il clero nelle Americhe latine che mantengono assieme all’Africa i primati più sostanziosi.
In conclusione l’erosione europea non accenna a franare nei numeri in ogni fattispecie tranne i diaconi e l’alto clero, il quale viene via via sostituito dalla Chiesa cattolica. Pertanto ci chiediamo se gli Europei siano più volterriani degli altri o il clero, nelle varie tipologie, non sia all’altezza dei suoi compiti. Ci chiediamo anche perché non si sia fatta una ripartizione visibile fra generi. Ma forse è troppo presto per chiedere alla Chiesa cattolica di tenere conto delle donne le quali, fra l’altro, sono da sempre la presenza più numerosa e fedele in tutte le sette religiose. Se le donne cattoliche, anche europee, facessero uno sciopero di presenza per un mese, nelle chiese non si entrerebbe più per inagibilità. La fede nei millenni è donna.
Guglielmo Adilardi

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