
La lettera sull’imposizione dei dazi Usa all’Unione Europea non solo rappresenta un evidente danno ma addirittura suona come una beffa ed anche come una vera mistificazione della situazione.
Il Presidente Americano infatti giustifica l’introduzione dei dazi incolpando l’Unione Europea della grave situazione di commercial deficit che si è generato negli USA:
Si legge:
💵💶 Our relationship has been far from reciprocal … scrive
e aggiunge, come per dire che è pure stato magnanimo:
💵💶 30% Number is far less to what is needed to eliminate …
Queste argomentazioni sono ovviamente strumentali ma poste in questi termini diventano oltre che ridicole di una arroganza difficilmente accettabile.
L’origine infatti del forte disavanzo commerciale USA come anche del loro enorme Debito Pubblico sicuramente non può essere addebitato al prossimo e meno che meno all’ Unione Europea.
Risiede tutta nella incapacità di aver sviluppato una offerta interna di natura manifatturiera in grado di competere adeguatamente sui mercati internazionali.
E se questo può avere alcune argomentazioni comprensibili sulle dinamiche di prezzo dei prodotti che, quando vengono realizzati in economie prive di regolamentazioni o con evidenti limiti in termini di sicurezza ambientale e dei lavoratori, possono rappresentare una concorrenza non corretta, sicuramente diventa una assurda considerazione nei confronti di economie occidentali ed Europee che rispettano le regole più e meglio degli USA. Il Gap infatti non si spiega assolutamente in termini di qualità dei prodotti venduti. Ovvero se i prodotti della manifattura americana fossero di grande qualità il mercato avrebbe assorbito il differenziale di prezzo proprio per quel motivo.
Ma questo non è avvenuto ed allora Trump dovrebbe farsi qualche domanda in più ed evitare la facile retorica del ‘siccome siete stati scorretti ora ci penso io e sono pure stato buono’.Dovrebbe invece concentrarsi sugli stimoli alla propria economia per recuperare questi gap di qualità e di tecnologia.
Chiudo dicendo che vista l’aggressione esercitata l’Europa e la Gran Bretagna dovrebbero seriamente pensare che poiché detengono il 20% del debito pubblico monstre americano potrebbero sicuramente proteggersi paventando l’eventualità di una riduzione del finanziamento.Anche quello si regge sulla fiducia internazionale dei mercati.
Non si può continuare a gestire i rapporti internazionali che hanno equilibri complessivi costruiti in decenni di mutua collaborazione ed ovviamente reciproca utilità con politiche basate su continui annunci di ritorsioni e ricatti unilaterali per recuperare errori di politica economica che sono solo interni.
Bisogna che in Europa si valuti un cambio di strategia, magari utilizzando lo stesso metodo di Trump.
Saremo per sempre riconoscenti agli americani che hanno pagato un enorme tributo di giovani vite umane per salvarci dalla tirannia e dalla brutalità ma fatichiamo a riconoscere quegli ideali di libertà in questa amministrazione.
Mario Alparone
La lettera del Presidente Trump all’Europa
https://lnkd.in/dBjxPHyd

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