Forse, alla luce della rinuncia di Monti, Petrucci potrà dedicarsi maggiormente all’organizzazione del CONI, specialmente quella di base, e le attività e le risorse potranno tornare ad essere un beneficio di tutti.

Certamente candidare Roma non avrebbe voluto dire infilare l’Italia in un vortice di spesa incontrollabile, con appalti blindati e soprattutto favorevoli a Roma stessa – tanto per riprendere le tesi che hanno creato tanto malumore su al nord.. – però avrebbe significato certamente investire dei soldi per una candidatura che, sebbene con buone possibilità di successo, non avrebbe significato la certezza di un successo.
Ma se Roma piange, forse Sparta non ride – visto anche il periodo greco… – però magari lo sport italiano può trovare un respiro di sollievo.
Il CONI infatti non rappresenta solo l’Italia a livello internazionale quando si tratta di Olimpiadi. E non si occupa assolutamente di organizzare i campionati sportivi, come i poco informati possono magari pensare. Compito principale del CONI è quello di gestire e promuovere l’organizzazione sportiva in Italia attraverso le Federazioni, le Discipline Associati e gli Enti di Promozione. Ma buona parte dell’attività è svolta sul territorio, con le scuole. Chi, da ragazzo, non ha partecipato ai famosi Giochi della Gioventù, tanto per dirne una?
In ogni provincia, un Comitato territoriale porta infatti avanti, con le scuole, alcuni progetti propedeutici allo sport ed alla diffusione di tutte le discipline (tralasciando tutte le altre attività istituzionali e gli interventi con le società sportive del territorio). Operatori sportivi, magari neo laureati in scienze motorie, svolgono per conto del Comitato Olimpico (progetto Giocosport, ora affiancato da Alfabetizzazione Motoria) interventi nelle scuole primarie di primo e secondo grado. E spesso questi interventi rappresentano veramente una opportunità per plessi scolastici che addirittura, in alcuni casi, non possono contare neppure su palestre o su materiale sportivo, visti anche i tagli imposti alle scuole negli ultimi tempi. Ci sono poi i famosi Giochi della Gioventù ed i tornei tra scuole superiori denominati Giochi Sportivi Studenteschi.
Nell’esplicare tali attività, naturalmente, il CONI si avvale di risorse umane interne ed esterne, regolate da incarichi di Prestazione Tecnico Sportiva per le quali la copertura è data da uno stanziamento annuale che proprio dal CONI centrale arriva. Lo stesso vale per le risorse messe a disposizione delle scuole, come ad esempio, appunto, l’acquisto di materiale sportivo, le spese di trasporto, le medaglie che ai partecipanti fanno sempre piacere, ect.
In questi ultimi periodi i segnali che arrivano da Roma non sono però confortanti. Si è infatti parlato, ed anzi è stata votata dalla Giunta ma non ancora ratificata dal Consiglio Nazionale, della decisione voluta proprio da Petrucci di chiudere i Comitati Provinciali per dare una sterzata ai costi. La cosa è parsa, a chi è un pochino più dentro alla questione, abbastanza demagogica poiché all’interno dei Comitati, come detto, le attività sono regolate da rapporti sportivi dunque occasionali, che i Presidenti e comunque gli organismi di gestione provinciale non percepiscono compensi o rimborsi spese e che comunque, nell’ipotesi di trasposizione da Comitato a Delegazione, i dipendenti non potranno certo essere messi a casa, ect.
Oltre alla situazione sin qui descritta va registrato un notevole ritardo da parte degli uffici centrali nel determinare ed erogare il budget annuale. Tagli annunciati, tagli rimangiati. Insomma, la situazione alla base dei Comitati non è chiara e, soprattutto, le attività sono in stallo. Ed alla fine chi ci rimette sono in primo luogo le scuole interessate dai vari progetti, ed in particolar modo i loro alunni, che ancora alla fine di febbraio non possono fruire degli interventi degli Esperti; in secondo luogo le piccole realtà sportive, federazioni o società, che spesso hanno visto nel Comitato provinciale di riferimento un prezioso supporto per le proprie attività, grazie anche a qualche piccolo contributo che, visti i tempi, mai guasta.
Se messe su uno stesso livello le due cose possono sembrare apparentemente diverse, ma l’idea è quella che ogni risorsa finanziaria fosse stata destinata alla candidatura olimpica, così come ad essa era stato destinato l’impegno operativo di tutto il personale centrale.
Forse, alla luce della rinuncia di Monti, Petrucci potrà dedicarsi maggiormente all’organizzazione del Comitato, specialmente quella di base, e le attività e le risorse potranno tornare ad essere un beneficio di tutti. Magari Roma 2020 sarebbe stato un bello spot elettorale – qualcuno potrà pensare – ma sicuramente, se riuscirà a dargli ancora respiro, lo “sport di base” non potrà che essergli riconoscente.

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