
È certo che se a guidare il Quad ci fosse stato un palestinese e a pregare in un angolo un israeliano il guidatore del quad non avrebbe frenato e l’israeliano sarebbe morto.
Ma è altrettanto certo che la politica del governo israeliano favorisce la rabbia e la rivalsa e che la decisione di consentire nuovi insediamenti di coloni in Cisgiordania allontana la pace per tutti, alimenta il terrorismo in patria e offre alibi all’antisemitismo in ogni continente.
Non sappiamo quando la striscia di Gaza sarà liberata dei dirigenti palestinesi di Hamas e dei loro innumerevoli seguaci fra la popolazione civile.
Le proteste umanitarie tendono a sorvolare sulla minaccia che la sussistenza di Hamas – che gli antisemiti europei chiamano resistenza – fa pendere sull’esistenza di Israele – che gli antisemiti europei e soprattutto italiani definiscono ultima forma del colonialismo da estirpare.
Quel che a me appare giusta oltre che doverosa è la determinazione di molti governi, compreso quello italiano, a bloccare le iniziative nazionaliste e espansioniste di Netanyahu oltre i confini riconosciuti di fatto dalla comunità occidentale.
Occorre intransigenza verso questo governo nefasto per rafforzare Israele e spegnere il più rapidamente possibile i focolai proPal di antisemitismo.
Marco Taradash

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