Il Presidente Obama sulla Libia nel suo tradizionale discorso radiofonico del sabato:
“Good morning,
I’m writing today with an update on the situation in Libya, including the actions we’ve taken with allies and partners to protect the Libyan people from the brutality of Moammar Qaddafi.
Sending our brave men and women in uniform into harm’s way is not a decision I make lightly. But when someone like Qaddafi threatens a bloodbath that could destabilize an entire region, it is in our national interest to act. In fact, it’s our responsibility.Our mission in Libya is clear and focused — and we are succeeding.Along with our allies and partners, we are enforcing the mandate of the United Nations Security Council. Working with other countries, we have put in place a no-fly zone and other measures that will help prevent further violence and brutality. Qaddafi’s air defenses have been taken out, and his forces are no longer advancing across Libya.As a consequence of our quick action, the lives of countless innocent civilians have been saved, and a humanitarian catastrophe has been avoided.The role of American forces in this mission is limited. After providing unique capabilities at the beginning, we are now handing over control of the no-fly zone to our NATO allies and partners, including Arab partners like Qatar and the United Arab Emirates. The United States has also joined with the international community to deliver urgent humanitarian assistance. We’re offering support to the Libyan opposition and have frozen tens of billions of dollars of Qaddafi’s assets.Our message to Qaddafi is clear: attacks against innocent civilians must end, his forces must be pulled back, humanitarian aid must reach Libyans in need, and those responsible for the violence in Libya must be held accountable.The progress we’ve made over the past seven days demonstrates how the international community should work, with many nations, not just the United States, bearing the responsibility and cost of upholding international law.Every American can be proud of the service of our men and women in uniform who have once again stood up for our interests and ideals. And as we move forward, I will continue to keep each of you fully informed on our progress.
Sincerely,
Barack Obama
President of the United States”
NON FARE RUMORE PERCHE’ IL CONTOLLORE DI VOLO STA RIPOSANDO.
Randy Rabbitt e’ il capo della Federal Aviation Administration, l’ente da cui dipende la gestione e il controllo dei cinquecentomila voli che ogni giorno si alzano sopra gli Stati Uniti. In una dicharazione diffusa alla stampa ha annunciato di avere sospeso il supervisor dei controllori di volo del Reagan Airport in Washington.
La ragione di questa repentina decisione sta nel fatto che due aerei (American Airlines Flight 1900 e United Airways)il 23 marzo sono dovuti atterrare al Reagan Airport privi dell’assistenza radar della torre di controllo. E si trattava di voli compiuti con condizioni atmosferiche molto incerte.
Questo aeroporto e’ considerato uno dei piu’ difficili per i piloti a livello mondiale in quanto segue le anse del fiume Potomac ed ha una frequenza di arrivi di 28 secondi tra un un aereo e l’altro.
La ragione della mancata assistenza dei controllori di volto sembra essere in relazione al fatto che il supervisore, unico presente nella torre di controllo, stava schiacciando un sonnellino.Si parla di affaticamento al quale sono sottoposti i controllori di volo. Ma si sono verificati anche in altri aerporti casi di controllori tossicodipendenti.
Prima di essere rinominato Reagan l’aeroporto della Capitale che serve anche voli da costa a costa e internazionali sul continente, si chiamava National Washington Airport.
Nel 1952 i controllori di volo identificarono 15 UFO sopra il cielo della Capitale.
Il 13 gennaio del 1982 il volo 90 della Air Florida in partenza da questo aeroporto con destinazione Fort Lauderdale precipito’ nel Potomac ghiacciato dopo avere colpito il ponte sulla 14. Nell’incidente, sembra dovuto all’errore del pilota che non aveva azionato l’impianto di decongelamento, morirono 78 persone tra cui alcuni automobilisti che si trovavano a passare sul ponte.Quattro passeggeri dell’aereo furono tratti in salvo dalle acque ghiacciate del Potomac.
Mezz’ora dopo l’incidente aereo un treno della metropolitana di Washington, anche in questo caso per un errore umano, usciva dai binari e si ribaltava contro un pilone di cemento uccidendo quattro persone e ferendone 25.
Oscar Bartoli

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