
I vecchi socialisti riformisti, ma non solo loro, insegnavano che gli spazi che vengono lasciati vuoti in politica vengono sempre riempiti. E così appare anche nelle ultime battute del tentativo di riordino del grande disordine mondiale ( da cui scaturisce il grande “tumulto” per dirla con Claudio Martelli) che vede protagonisti i nuovi duellanti di questo secolo ovvero la Cina e gli Stati Uniti.
Sullo sfondo la volontà di conquistare da parte della Cina, super potenza economica, industriale e ora anche Politica lo spazio della Nazione fondamentale attorno al quale ruota l’equilibrio e l’ordine mondiale, questo spazio lasciato oramai sguarnito dalle stravaganti manovre del nuovo inquilino della Casa Bianca che ha nell’ordine : castigato i propri alleati occidentali democratici riempendoli di contumelie e tasse, snobbato là crescente economia indiana (antica civiltà e nazione composta da un miliardo e quattrocento milioni di esseri umani colpita anch’essa dalla scure fiscale (oltre il 50% per l’importazione di prodotti), blandito la Russia Putiniana con la scusa di ottenere pace e cessate il fuoco ottenendo nient’altro che sorrisi e disgelo freddo e calcolato.
Con perseveranza confuciana il nuovo leader turbo Capital-Comunista XI ha calato i suoi assi, mostrato la sua supersonica mercanzia militare, le sue alleanze economiche e strategiche, pronto a dar battaglia. Prima di tutto al dollaro, i cinesi pensano di sostituirlo con la propria moneta, sanno che nel passato recente hanno subito sconfitte per un disegno ambizioso che non possono allo stato sostenere; ma il passato come diceva il filosofo : “è concluso e non si può mutare” e per ora non si preoccupa per il futuro “perché deve ancora venire”.
Ma il guanto di sfida é lanciato. Alle democrazie liberali (innanzitutto offrendo il braccio a tutte le satrapie, alle teocrazie circolanti nel mondo)non all’Occidente in quanto tale perché XI per prima sa che anche a noialtri deve il suo successo nonostante siamo diventati un mercato rattrappito ed un mondo purtroppo morente mentre
“Quello nuovo tarda a comparire”
Gli autoritarismi del capitalismo globale, i nazionalismi reazionari vogliosi di rivincita hanno molti alleati dalle nostre parti a destra come a sinistra; dobbiamo avere la capacità di affrontare la nuova fase sapendo calibrare l’atteggiamento politico e culturale; l’alleanza sino-indiano-russa pesa demograficamente tre volte l’Occidente Europeo e Americano. Per ora rischiamo di essere invasi dai loro prodotti. Ma la minaccia più grande é portata ai valori che 80 anni di democrazia ci hanno consegnato e su questi principi che è giusto e doveroso segnare il confine della differenza. Società inclusive fatte di regole, pesi e contrappesi.
Questo i nuovi padroni non lo accetteranno mai.
Quelli come Trump e quelli come XI.
Bobo Craxi

Non sono d’accordo in molti passaggi dell’articolo.
Per il resto il mondo di oggi è spiegato per moltissimi versi in quanto scritto da Bettino Craxi su “Parigi Hammamet”, edito da Mondadori. E in quanto scrisse in quegli anni da Hammamet.
Purtroppo l’emisfero liberal capitalista già allora voleva ostacolare socialismo e multipolarismo. Oggi non ci riesce più.