Il sindaco Marino le fa sulla Giunta capitolina, il Governo prova a farle sulla Pubblica Amministrazione. Intanto, all’aeroporto di Fiumicino, l’ombra di una privatizzazione deludente
Quanti genitori durante i periodici incontri con gli insegnanti dei loro figli si sono sentiti dire che l’ allievo “è intelligente ma non si applica”? una frase di rito, edulcorata a dovere, per non dire apertamente che a scuola lo studente è ben lontano dal prendere la sufficienza. Ed è questo quel che viene in mente quando per il sindaco Ignazio Marino si ammette che certamente è un uomo onesto ma … i risultati per Roma non ci sono proprio, ché anzi una città di una bellezza emozionante scivola verso uno stato di degrado –sia consentito il bisticcio di parole- sempre più degradante …
Anche Renzi prende ogni giorno che passa maggiori distanze dal sindaco capitolino, fa palesemente intuire le sue perplessità ma non si spinge oltre e, come uno spettatore, guarda i rimpasti (tre, in meno di due anni, sembra un buon numero) che Marino apporta alla sua Giunta: esperto chirurgo che usa bisturi e suture o maldestro “pizzarolo”, per dirla alla romana, che non riesce a dosare bene acqua, farina e lievito per la sua focaccia?
E nei rimpasti di Marino spuntano uomini della vecchia guardia che, solo perché non sono in verdissima età (e alcuni di loro sono anche bruttini e non somigliano per nulla alla Boschi e alle altre bellezze dell’attuale entourage politico), rovinano la fama di “rottamatore” -a cui peraltro già la vicenda Verdini aveva dato un duro colpo- di cui Renzi si è fatto sempre vanto, sin da quando era Sindaco a Firenze…
Arrivano così, tra gli altri, il vicesindaco con delega al Bilancio che è stato assessore con Veltroni, l’assessore all’Istruzione che è stato sottosegretario all’Istruzione con Monti, l’assessore al Turismo che è stato assessore al Welfare della Regione Lazio. Sono tutte persone, ha detto Marino, scelte per le loro capacità e che sapranno portare i cambiamenti di cui la città ha bisogno.
Molteplici gli interventi ai quali da ora in poi, a suo dire, si potrà pensare: decoro, pulizia, mobilità, casa, rigenerazione urbana, risanamento dell’ Atac con nuovi partner industriali (chi troverà mai?) e nuova governance e management dopo l’approvazione del bilancio.
E’ del tutto scontato l’augurio che Ignazio Marino questa volta abbia davvero ragione ma allora –viene da dire- perché non ha diretto l’orchestra nel modo giusto in quasi due anni del suo mandato? Perché non ha impedito che del degrado di Roma se ne parlasse anche oltre i nostri confini?
Addirittura anche il New York Times e Le Monde, come è noto, hanno tracciato l’immagine dell’incuria in cui versa Roma: immondizie che si accatastano nelle strade, erba alta nei parchi pubblici e lungo le sponde del Tevere, il servizio della metropolitana ostaggio delle proteste dei dipendenti.
E l’immagine di Roma è sconfortante già a iniziare dalla sua prima porta di ingresso, come le ore di caos che ha vissuto l’ aeroporto di Fiumicino hanno dimostrato. E su questo, ora spara a zero il Presidente dell’ Osservatorio liberalizzazioni infrastrutture e trasporti: “sul caso incendio a Fiumicino sorprende l’inefficiente gestione privata dei Benetton. Che ci fossero problemi nella gestione monopolistica degli aeroporti italiani era noto … Il crollo di Fiumicino gestito dai privati, in questo caso Benetton, evidenzia anche che gli extra profitti aeroportuali di questi anni sono finiti solo in minima parte negli investimenti …”
Tornando a Marino, finora, come abbiamo detto, il sindaco di Roma è stato “assolto” solo perché dice che sta portando avanti un’ operazione prioritaria di vera e propria bonifica, intervenendo a tagliare la parte marcia della politica e della dirigenza che allignava in Comune, e perché la sua onestà è indiscussa. E qui viene da porsi un interrogativo: sono così poco numerosi gli onesti in politica che quelli che ci sono è meglio tenerseli a tutti i costi? Vogliamo augurarci che così non sia! E ancora: basterà l’onestà a rimettere in piedi una città che oggi è così tormentata?
Intanto, su altri versanti, anche il Parlamento sta portando avanti le sue operazioni di lifting alla compagine amministrativa, delegando il Governo a una riorganizzazione, appunto, delle Amministrazioni pubbliche.
E’ un disegno di legge appena passato dalla Camera al Senato, dove già sono in atto emendamenti, che ha l’intendimento di semplificare, sempre con un occhio attento alla prevenzione della corruzione ed alla trasparenza: massima trasparenza on line , eliminazione del Corpo forestale dello Stato come organismo autonomo (le funzioni dovrebbero passare in parte ai Vigili del fuoco e in parte ai Carabinieri), riduzione delle Camere di commercio, riordino delle Prefetture e delle Authority con la soppressione degli uffici con funzioni sovrapposte e analoghe a quelle di altre strutture ministeriali.
Per i dirigenti la legge fissa alcune regole cui il Governo dovrà attenersi ; tra queste: la durata quadriennale degli incarichi e la definizione di meccanismi di rinnovo –biennale- nei soli casi nei quali il dirigente abbia ottenuto una valutazione positiva e soprattutto la definizione di presupposti oggettivi per la revoca dall’incarico dirigenziale in relazione al mancato raggiungimento degli obiettivi.
Giustissimo! E ci si augura che anche in politica non si possa prescindere dalla capacità di raggiungere i risultati.

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