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Nuove disposizioni per incentivare l’esodo di lavoratori prossimi alla pensione

di Angelo Giubileo | 19 Agosto 2013

Le nuove disposizioni interessano esclusivamente i lavoratori dipendenti di datori di lavoro che ne impiegano mediamente più di 15, con esclusione quindi dei lavoratori iscritti alle gestioni ex-INPDAP ed ex-ENPALS.

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In questi quasi tre anni trascorsi dall’entrata in vigore del decreto legge n. 201 del 2011 convertito nella legge n. 214 del 2011, la più nota riforma Fornero, il problema più grave da risolvere è stato  quello rappresentato dai cosiddetti esodati, coloro cioè che, da un giorno all’altro, e non per volontà propria, sono rimasti e potrebbero rimanere anche in futuro privi sia di retribuzione che di pensione. Rispetto a queste situazioni, personali e familiari, di assoluto disagio si cerca ora di far fronte in parte con nuove disposizioni normative riportate nella Circolare INPS n. 119 dell’1.8.2013.

Innanzitutto, le nuove disposizioni interessano esclusivamente i lavoratori dipendenti di datori di lavoro che ne impiegano mediamente più di 15, con esclusione quindi dei lavoratori iscritti alle gestioni ex-INPDAP ed ex-ENPALS e per i quali si fa riserva di successive indicazioni.

Quanto ai contenuti, le nuove disposizioni sono inoltre applicabili in riferimento a:

  • lavoratori a cui mancano non più di 4 anni per il raggiungimento congiunto dei requisiti minimi necessari, anagrafici e contributivi, per il pensionamento anticipato o di vecchia di cui all’articolo 24, commi 3, , 7, 9, 10, 11, 12 e 15 bis del decreto legge n. 201 del 2011 convertito nella legge n. 214 del 2011;
  •  datori di lavoro (così come individuati dalle disposizioni di cui alla Circolare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 24 del 19..2013) che si trovano nelle condizioni di poter espletare le procedure di cui all’art. 4 comma 1 legge n. 92 del 2012, ovvero procedure concordate a livello aziendale finalizzate all’esodo volontario o previste dalla legge per i processi che determinano la riduzione dei livelli occupazionali;

In ordine a tali situazioni, le nuove disposizioni offrono la possibilità ai datori di lavoro e alle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello aziendale di stipulare un accordo che potremmo definire di pre-pensionamento (anche se vedremo immediatamente che non è affatto così!), necessariamente validato e reso quindi efficace dall’INPS, mediante il quale ai lavoratori interessati è garantito il pagamento (da parte dell’INPS) di una prestazione di importo pari al trattamento di pensione che spetterebbe al momento della risoluzione del rapporto di lavoro in base alle regole vigenti e per l’accredito della contribuzione fino al raggiungimento dei requisiti minimi per il pensionamento. L’importo sia della prestazione che della contribuzione è posto interamente a carico dal datore di lavoro, il cui obbligo è garantito dalla sottoscrizione di una fidejussione bancaria, preliminare all’accordo, redatta secondo lo schema in allegato alla Circolare INPS citata.

E’ esclusa la possibilità dell’accordo per prestazione finalizzata al trattamento di pensione in favore di lavoratori titolari di pensione d’invalidità o assegno ordinario d’invalidità; inoltre, la prestazione stessa è alternativa all’ASpI (assicurazione sociale per l’impiego). Sull’importo della prestazione non spettano né la perequazione automatica né trattamenti di famiglia (ANF). La prestazione è interamente cumulabile con qualsiasi altro reddito da lavoro dipendente o autonomo e pertanto spetta al beneficiario pur nell’eventualità che venga rioccupato.  Infine, la prestazione è soggetta al sistema di tassazione ordinaria.

Che non si tratti di prestazione avente natura di trattamento pensionistico e quindi previdenziale, ma natura squisitamente retributiva, interviene comunque a chiarirlo la stessa Circolare INPS, allorquando dispone che: la stessa prestazione può essere oggetto di accordi sindacali nell’ambito di procedure ex articoli 4 e 24 della legge n. 223 del 23 luglio 1991 e successive modificazioni intervenute. A maggiore riprova, la Circolare stabilisce anche che la prestazione non è reversibile e in caso di decesso del beneficiario ai superstiti viene liquidata la pensione indiretta.

Pubblicato in : Editoriale, Metamorfosi

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. MICHELE

    20 Agosto 2013 alle 19:51

    A me pare semplicemente pazzesco il comportamento “sociopatico e dissociato” del governo!!! Da un lato, dalla riforma Dini alla riforma Fornero, si chiede ai lavoratori di andare sempre più tardi in pensione” per salvare l’Italia e l’INPS” e dall’altro li si incentiva ad andarci? Un governo ( veramente dei governi ) che hanno totalmente rinunciato a governare per inseguire solo delle emergenze (reali o create ad arte) tanto che ormai non si registra una vera riforma organica e coerente dai tempi della riforma Bassanini ed un Parlamento ridotto ad una accolita di yes-mas che conferma quanto già deciso dal Governo con i vari decreti.

    Rispondi

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