44 giovani su cento che non hanno un lavoro, 140 sfratti eseguiti ogni giorno con la forza pubblica, le richieste di surroga dei mutui, 1milione e duecentomila segnalazioni di presunti evasori, 260 imprese che ogni giorno falliscono. Il numero bello è 2 perchè…..
Il primo numero brutto, di questo inizio 2015, è 44. Una volta c’era il ritornello da Zecchino 44 gatti in fila per sei col resto di due. Adesso i 44 sono i 44 giovani su cento che non hanno un lavoro. Mai così tanti. Come dicono ormai molti economisti non solo un dato preoccupante bensì “intollerabile” E quindi perché si tollera? Cosa si fa concretamente per capovolgerlo. Intanto la disoccupazione di tutte le fasce d’età è arrivata al 13,4 per cento, il doppio di quella della Germania. Numeri crudi, numeri molto brutti di questo inizio d’anno.
Il secondo numero brutto è 140. Sono gli sfratti eseguiti ogni giorno con la forza pubblica. Ma come? Ci sono tanti immobili sfitti, ci sono segni di abbassamento continuo del mercato immobiliare per cui le case dovrebbero essere come il pane, essere più del bisogno, e siamo ancora qui a parlare di sfratti, di famiglie che rimangono su un marciapiedi? Che senso hanno le mille proroghe se non si proroga un provvedimento che dovrebbe andare a risolvere un grave problema sociale?
Il terzo numero brutto è 27,6. E’ la percentuale di richieste di surroga dei mutui. Cioè la sostituzione a migliori condizioni di mutui già in corso. Se si analizza la rottamazione si arriva al 49 per cento. Numeri del disorientamento nel tunnel debito credito mutui.
Il quarto numero brutto è 1.122.589. Sono le segnalazioni on line arrivate al sito evasori.info di semplici cittadini contro la presunta o verificata ’evasione fiscale di altri cittadini. Cifra che fa impressione, aumentata del 76 per cento rispetto all’anno prima. Dati aggiornati a pochi giorni fa. Il corrispettivo evaso corrisponde a 170 milioni di euro. Il sito per raccogliere quelle denunce fu una idea del governo Monti.
Il quinto brutto numero di inizio 2015 (poi –promesso- ci fermiamo e ne cerchiamo uno bello) è 260. E’ il numero delle imprese fallite ogni giorno nel settore terziario commercio e servizi nell’anno appena trascorso. Saldo negativo di 78 mila unità tra aperture e chiusure. E dovevamo essere il Paese del terziario quaternario! Va fatta una riflessione per integrare primario agricolo alimentare col secondario manifatturiero rinnovato e il terziario che non può diventare “vacanzario”.
Un numero bello. E’ il 2. In realtà è una data prevista. Il 2 marzo 2015 dovrebbe essere il giorno della firma dell’accordo fiscale tra Italia e Svizzera per il rientro dei capitali. L’accordo, a quanto sembra, dovrebbe essere siglato già intorno al 15 gennaio, mentre l’intesa finale dovrebbe invece arrivare all’inizio di febbraio. In ogni caso tutto il processo dovrebbe chiudersi appunto entro l’inizio di marzo, termine fissato dal provvedimento sul rientro dei capitali per i Paesi «black list» (lista nera) per siglare accordi fiscali con l’Italia ed essere così considerati Paesi della «white list» (lista bianca) ai fini dell’emersione dei fondi illegalmente nascosti oltreconfine (chi proviene da Paesi in «black list», secondo le nuove norme, paga di più per rimettersi in regola). Speriamo.

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