Ma che problema c’è? Tutto questo discutere di un body scanner. Domanda: tra un kamikaze che rischia di farci disintegrare in volo e far vedere gli eventuali rotoli sub ascellari che scegli? Meglio gli eventuali rotolini sub ascellari. Voilà, la risposta è in re ipsa, avrebbe detto il saggio Fulvio Barbuto, per anni direttore della Rai di Pescara. Non c’è privacy che tenga se dall’altra parte della bilancia c’è il rischio finale della vita. Final destination, 4. Gli israeliani sono stati i più veloci ed efficaci. A due settimane dal fallito attentato sull’aereo americano, che ha fatto detonare tutta una serie di superficialità ed inefficienze dei sistemi di antiterrorismo di mezzo mondo e ha costretto Obama ad una riunione per il “riesame”, eccoli pronti gli israeliani con i nuovi controlli metro numerici personali, con la registrazione dei dati biometrici. Non è che ti costringono ma se passi dalla registrazione del polpastrello e dalla registrazione dell’iride in modo che sia inequivocabile che tu sei tu, beh con la tessera che ti rilasciano, tipo bancomat, passi in 15 minuti ai controlli mentre se devi farti controllare tradizionalmente puoi metterci anche due ore. Tutto lì. Non è che ti costringono ma sarà la forza dell’efficienza costringerci. Attorno alla paura dei body scanner, cioè di quelle macchine che mettono ai aggi x il corpo e ti fanno vedere come mamma ti ha fatto, ma in Italia metteranno lastre opacizzanti per evitare proprio la nudità naturale, hanno messo in giro di tutto a voci e indiscrezioni incontrollate. Compreso quella che fa male alla salute. Nudi allo scanner. Risolti i problemi di salute e di privacy non ci rimarranno molte obiezioni. Vorrà dire che signore e signorine e aitanti ex giovanotti quando sapranno di dover affrontare un viaggio con il body scanner di mezzo, si prepareranno con due settimane di palestra come se dovessero andare al mare o affrontare la settimana bianca. Male non fa. Ma veramente, polemiche e discussioni da aria fritta. Invochiamo libertà e sicurezza e poi quando la tecnologia ci spiattella un sistema per evitare di saltare in aria fritti in volo ci mettiamo a disquisire di curve e brufoli. Soluzione: Decretiamo per legge che chi ci vedrà scannerizzati sarà tenuto al segreto d’ufficio. Non potrà rivelare rotondità o protuberanze. Ma almeno stiamo dalla parte della ragione. Decretiamo per legge che chi ci vedrà nudi anche se opacizzati non potrà rivelare particolari anatomici imbarazzanti o misteriosi. Insomma le lastre provvisorie dei passeggeri body scannerizzate potrebbero finire nella scia del segreto di stato, fino a prova del contrario. Un giorno all’aeroporto Schiphol di Amsterdam, allora senza body scanner, hanno chiesto a una signora di togliersi scarpe e corpetto. Ma la spazzola scanner continuava a cicaleggiare. Più di così lo spogliarello davanti a una platea curiosa e stupita non poteva continuare. E allora una gentile assistente bionda, dagli occhi da governante di Amburgo, si è avvicinata alla passeggera e le ha praticato un massaggio corporale che ancora se lo ricorda. E’ la sicurezza, bellezza! Niente in confronto al controllo personale –stando al si dice- che fecero gli ispettori di sicurezza iracheni al nostro Bruno Vespa che vent’anni fa,da direttore del Tg1, intervistò Saddam Hussein, prima della prima guerra del Golfo. Al suo ritorno in redazione ne accennò sorridendo a “noi” del comitato di redazione. Rischi del mestiere. Nudi allo scanner. C’è poco da scandalizzarci insomma se siamo pronti a svelarci con dati quasi biometrici per farci una Tessera Fedeltà Ikea o per entrare negli spogliatoi della palestra di grido Fashion and Fitness, non gridiamo allo scandalo se per non saltare in aria in compagnia, qualche agente sarà costretto a vedere la nostra pancia. Ne farebbe anche a meno.
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

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