

Nato a Siena nel 1965, vive a Firenze da oltre quarant’anni. Laureato in giurisprudenza nel 1991, dopo una intensa militanza politica nel Partito Liberale (1984-1993) ha scelto di impegnarsi al di fuori del sistema dei partiti. Appassionato di arte, letteratura, storia, filosofia e diritto, ha pubblicato “Dal patto al conflitto” (1999) – critica radicale alla concertazione e ai suoi riti – e due volumi di poesia – “Pomi Acerbi” (1997) e “All’oro” (2011) -, oltre a numerosi articoli per varie testate, cartacee e on line. Avvocato civilista e del lavoro e consulente di imprese, ha al proprio attivo anche pubblicazioni – libri, articoli, note di commento, check list – soprattutto in materia di diritto e procedura civile, protezione dei dati personali e responsabilità amministrativa di enti e persone giuridiche.

Il male “oscuro” della sinistra , vale a dire l’ironia ,anzi il sarcasmo, e la convinzione della propria superiorità intellettuale,sono le primarie bende occlusive che da molto tempo impediscono ai suoi dirigenti, iscritti, simpatizzanti, ecc.ecc. di “intelligere” , anche i propri errori .Purtroppo.
A prescindere da tutto ,non ho ancora capito se si è rimasti male per una “designata” che ha perso la gara ,oppure perchè è arrivato primo un “non gradito”…ma le primarie devono servire a scegliere o sono una buffonata ?
Caro Paolo, il vero fallimento di Bersani e’ nell’incapacita’ o nel rifiuto di comprendere ogni volta le motivazioni dei risultati delle primarie,. Se i tuoi elettori ti danno indicazioni precise, e tu continui ad ignorarle ed a perseverare nell’errore, allora sei la persona sbagliata nel posto sbagliato.