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Novello Re Mida, ciò che tocca si trasforma in sconfitta? Ma dov’è sconfitta?

di Paolo Marini | 6 Marzo 2012

L’inflazione di ironie su Bersani e sul PD sta trasformando la celia in frasi trite e banali, a rischio di risultare anche infondate. Le primarie puniscono il PD, almeno nelle grandi città del Paese, perché i candidati benedetti dalla Segreteria vengono puntualmente battuti? E’ una sconfitta? O non è proprio la sussistenza di risultati anomali, non attesi o non voluti che rappresenta, paradossalmente, lo sviluppo più credibile, la vittoria dello strumento prescelto dai Democratici (insieme agli alleati di turno) per la selezione dei candidati? Questione di punti di vista, naturalmente. Pur tenendo conto della imperfezione del meccanismo, che non è scevro da limiti anche evidenti, è tuttavia da riconoscere che l’introduzione delle primarie nella prassi e nel linguaggio della politica italiana ha portato con se un po’ di aria nuova e, pertanto, l’esercizio migliore dovrebbe dirigersi ad affinare lo strumento piuttosto che a diffondere ironia. Ma si sa, il primo costa fatica (e umiltà), il secondo non è più greve di una passeggiata. Quanto al PD, può ben andare orgoglioso di questa innovazione e la sua sconfitta non è dunque nel risultato delle primarie di Genova e Palermo e, prima, a Milano; è nella constatazione che, a distanza di troppi anni, le primarie – che sono nel suo codice genentico – restano l’unico fattore coagulante, l’esclusivo elemento di sintesi delle sue numerose e litigiose componenti. Peccato che trattasi di un’idea-strumento e non di un’idea-fine e il PD, orfano dalla nascita di una identità, assomiglia ad un vecchio galeone senza orizzonte e senza meta: probabilmente i risultati delle primarie ‘risultano’ e parlano, un po’, anche di questo.

Pubblicato in : Editoriale

Info Paolo Marini

Nato a Siena nel 1965, vive a Firenze da oltre quarant’anni. Laureato in giurisprudenza nel 1991, dopo una intensa militanza politica nel Partito Liberale (1984-1993) ha scelto di impegnarsi al di fuori del sistema dei partiti. Appassionato di arte, letteratura, storia, filosofia e diritto, ha pubblicato “Dal patto al conflitto” (1999) – critica radicale alla concertazione e ai suoi riti – e due volumi di poesia – “Pomi Acerbi” (1997) e “All’oro” (2011) -, oltre a numerosi articoli per varie testate, cartacee e on line. Avvocato civilista e del lavoro e consulente di imprese, ha al proprio attivo anche pubblicazioni – libri, articoli, note di commento, check list – soprattutto in materia di diritto e procedura civile, protezione dei dati personali e responsabilità amministrativa di enti e persone giuridiche.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. paolo borsi

    7 Marzo 2012 alle 12:02

    Il male “oscuro” della sinistra , vale a dire l’ironia ,anzi il sarcasmo, e la convinzione della propria superiorità intellettuale,sono le primarie bende occlusive che da molto tempo impediscono ai suoi dirigenti, iscritti, simpatizzanti, ecc.ecc. di “intelligere” , anche i propri errori .Purtroppo.

    Rispondi
  2. puccio cartoni

    6 Marzo 2012 alle 18:43

    A prescindere da tutto ,non ho ancora capito se si è rimasti male per una “designata” che ha perso la gara ,oppure perchè è arrivato primo un “non gradito”…ma le primarie devono servire a scegliere o sono una buffonata ?

    Rispondi
  3. Chiara

    6 Marzo 2012 alle 17:53

    Caro Paolo, il vero fallimento di Bersani e’ nell’incapacita’ o nel rifiuto di comprendere ogni volta le motivazioni dei risultati delle primarie,. Se i tuoi elettori ti danno indicazioni precise, e tu continui ad ignorarle ed a perseverare nell’errore, allora sei la persona sbagliata nel posto sbagliato.

    Rispondi

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