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Nota sul debito

di Lorenzo Borla | 26 Gennaio 2014

L’entità della cifra mette in luce che a poco serviranno le annunciate dismissioni di attività pubbliche che al più potranno assommare a qualche miliardo, insufficiente a mettere una pezza sulla voragine.

debito-pubblicoSembra che il debito pubblico italiano a fine novembre 2013 abbia superato i 2100 miliardi di euro. Ora, è possibile che a dicembre le entrate superino le uscite, e il debito torni ai livelli precedenti (per esempio a 2085 miliardi). Ma l’entità della cifra mette in luce che a poco serviranno le annunciate dismissioni di attività pubbliche che al più potranno assommare a qualche miliardo, insufficiente a mettere una pezza sulla voragine. E senza neppure la certezza che la destinazione sia quella di ridurre il debito, e non a far fronte a una ulteriore spesa corrente. Le pressioni sulla spesa sono fortissime, al punto che il deficit previsto per il 2014, del 2,5%, pare sia già una illusione. Intanto il commissario Cottarelli lavora sulla spending review. Ma da un po’ non se ne hanno notizie: saltano fuori queste spese da tagliare, o no? D’altra parte a suo tempo Francesco Giavazzi, incaricato da Monti, aveva indicato in dieci miliardi la riduzione della spesa per sussidi alle aziende: non se ne è fatto nulla. Quale è il pericolo? Che di fronte alla crescente entità del debito, gli interessi da pagare tornino a salire. Dobbiamo rinnovare titoli quest’anno per più di 300 miliardi. Troveremo chi è disposto a prestarceli ai tassi previsti nella previsione del bilancio 2014 che sono un bel po’ inferiori ai 200 punti? Ci troviamo dunque stretti in una morsa: le spese aumentano, il debito aumenta, le richieste che si levano da tutti i settori in sofferenza sono disperate e le risorse non ci sono. Arriveremo mai al pareggio di bilancio?

Pubblicato in : Primo piano

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