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Nonostante “Ursula”

di Angelo Giubileo | 10 Giugno 2024

Sarà che lo schock non è stato e non poteva essere assorbito in tempi così rapidi, ma è fin troppo evidente che il progetto tecnico e l’idea tecnica dell’Ue sono definitivamente morti e sepolti.
A urne ancora non chiuse, e mi riferisco in particolare all’Italia, i dati degli exit pool diffusi per i Paesi – finora egemoni – di Francia e Germania hanno confermato che la crisi del modello Ue fosse, è stata ed è irreversibile.
A spoglio delle schede appena intrapreso, la Presidente della Commissione Ursula von Der Leyen ha annunciato che la sua maggioranza aveva retto e che quindi sostanzialmente da oggi nulla sarebbe cambiato.
Ma sappiamo tutti che non è così; perché il modello dell’Ue, come validamente e altrettanto efficacemente dimostrato, è un modello che, dal punto di vista della decisione politica, richiede maggioranze unanimi o fortemente qualificate dei capi di stato e di governo che formano l’organo politico della Commissione. A cui il Parlamento fornisce, per così dire, solo un supporto tecnico. E quindi, dati i risultati politici di ieri, sappiamo oggi che in tutta Europa il vento di destra ha soffiato e soffierà nel prossimo futuro probabilmente ancora in maniera forte e decisiva. Così che, quanto alla decisione politica, la tecnica e i numeri attuali del nuovo Parlamento conteranno poco o nulla; tanto che, presumibilmente, potrebbe ora bastare il veto di un paese non egemone e non allineato alla maggioranza “Ursula” per bloccare ogni decisione politica. Considerato pertanto che l’esito delle elezioni politiche nei 27 paesi UE è oggi capacissimo di ribaltare ogni maggioranza politica contro la maggioranza tecnica dell'”Ursula”, che mette insieme necessariamente popolari e socialisti, dal 1979 a oggi.
Negli ultimi trent’anni, L’Ue è stato soltanto un fenomeno di mercato che, dal punto di vista politico, si è astenuto dal prendere qualsiasi decisione nel merito affidandosi al potere dei grandi banchieri internazionali. La decisione politica degli Usa di “esportare la democrazia” – e quindi, sostanzialmente, esportare la guerra nei paesi “nemici” (occorrerebbe che tutti rileggessimo Carl Schmitt) – ha avuto l’effetto di reintrodurre due volte la stessa guerra anche in Europa, all’inizio nell’ex Jugoslavia e ora, infine, in Ucraina.
La volontà preelettorale di Macron e di Scholz di schierarsi apertamente per un sostegno militare e armato dell’Ue in Ucraina è stata sonoramente sconfitta dalle urne.
Il modello Ue dei banchieri e dell’esportazione della guerra – che una volta era soltanto guerra di confine – ha fallito ed è fallito. Nonostante “Ursula”.

Angelo Giubileo  

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, commissione, crisi, democrazia, elezioni, elezioni politiche, europa, francia, futuro, germania, governo, italia, mercato, merito, parlamento, punto di vista, socialisti, sostegno, usa

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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