• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Non tutti fummo brava gente

Colpisce come – in controtendenza con la retorica in uso in queste occasioni – Draghi abbia indicato con chiarezza e usando un’espressione estremamente efficace chi non può rientrare nella categoria degli “italiani brava gente”, così usata e abusata nelle ricostruzioni autoassolutorie della storia d’Italia.

di Valentino Baldacci | 2 Maggio 2021

“Nell’onorare la memoria di chi lottò per la libertà dobbiamo anche ricordare che non tutti fummo, noi italiani, brava gente, dobbiamo ricordare che non scegliere è immorale, per usare le parole di Artom, significa far morire un’altra volta chi mostrò coraggio, chi sacrificò se stesso per consentirci di vivere in un paese democratico”. E ancora: “Il linguaggio d’odio che sfocia spesso nel razzismo e nell’antisemitismo contiene spesso i germi di potenziali azioni violente. Non va tollerato”.
È necessario riportare il più ampiamente possibile il passo del discorso pronunciato in occasione della Festa della Liberazione dal Presidente del Consiglio Mario Draghi che più ha colpito la sensibilità di chiunque l’abbia ascoltato in diretta o riportato dai telegiornali o anche solo letto sui quotidiani, anche se sarebbe preferibile riascoltarlo per intero. È necessario perché ci fa capire quanto profondo sia il senso politico di queste affermazioni, fatte da un Presidente che ancora qualcuno vuol etichettare come tecnico senza rendersi conto che siamo di fronte a un vero statista. Certo, non un uomo di partito, ma sicuramente un uomo di Stato, come raramente se ne sono incontrati nella nostra storia più o meno recente.
Colpisce come – in controtendenza con la retorica in uso in queste occasioni – Draghi abbia indicato con chiarezza e usando un’espressione estremamente efficace chi non può rientrare nella categoria degli “italiani brava gente”, così usata e abusata nelle ricostruzioni autoassolutorie della storia d’Italia. Certamente non furono brava gente i fascisti che, anche dopo l’8 settembre, coltivando la retorica del tradimento, scelsero di continuare la guerra a fianco dei nazisti, rendendosi autori e complici di stragi e di orrori di ogni genere. Ma se la condanna del fascismo è senza appello, il fuoco del discorso di Draghi sta nell’additare l’immoralità di coloro (e si sente nelle sue parole l’angoscia di chi teme che siano stati la maggioranza) che hanno creduto, nel fuoco della guerra civile ma anche successivamente, di cavarsela non scegliendo, non assumendosi la responsabilità, fosse pure nell’intimo della propria coscienza, di giudicare dove era il bene e dove il male. Con diversi accenti, si sente l’eco dell’invettiva dantesca contro gli ignavi.
È un discorso severo quello di Draghi, che riceverà sì molti consensi di maniera, ma che non si può dire quanto penetrerà in profondità nell’animo degli italiani. Perché questo potesse avvenire occorrerebbe far propria l’abitudine di osservare criticamente prima se stessi e i propri comportamenti – individuali e collettivi – prima di emettere giudizi sugli altri. E un atteggiamento poco praticato da noi in Italia, che si può ritrovare solo in alcune minoranze. Ed è perciò ancor più apprezzabile che Draghi abbia voluto citare come esempio di tale capacità di assunzione di responsabilità Emanuele Artom.

Valentino Baldacci

Non tutti fummo brava gente – Moked
https://moked.it/blog/2021/04/29/non-tutti-fummo-brava-gente/

Pubblicato in : Primo pianoTag: assunzione, autori, discorso, draghi, fascismo, italia, mario draghi, nazisti, presidente del consiglio, razzismo

Info Valentino Baldacci

Valentino Baldacci ha insegnato nella Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze. È autore di numerose pubblicazioni, fra le quali: Liberalismo e liberismo, liberalismo e borghesia nel pensiero di Piero Gobetti (1963); Estremismo e catastrofismo in Franco Rodano (1964); Il calcio come ideologia (1970, con Gerhard Vinnai); Pinocchio e la sua immagine (1981, con Andrea Rauch); L’”Encyclopédie” nella Toscana del ‘700: successi e fallimenti di progetti editoriali (1985); II 18 aprile 1948: la campagna di Toscana (1988); Filippo Stecchi. Un editore fiorentino del Settecento fra riformismo e rivoluzione (1989); II lampione e la lanterna: una chiacchiera sulla satira politica nella Toscana del Risorgimento (1993); La satira politica nella Toscana del Risorgimento – Periodici 1848/1860 (1993); Pietro Leopoldo, un grande riformatore (2000); Il sistema dei beni culturali in Italia – Valorizzazione, progettazione e comunicazione culturale (2004); Gli itinerari culturali – Progettazione e comunicazione (2006); Guadagnarsi il pane. Luoghi e tempi del lavoro in Toscana tra ‘800 e ‘900 (2008, con Zeffiro Ciuffoletti); La Toscana nell’età del Risorgimento (2010 – con Cosimo Ceccuti); Ernesto Nathan, Paolo Orano e l’antisemitismo in Italia (2012); Giovanni Spadolini: la questione ebraica e lo Stato d’Israele. Una lunga coerenza (2013); Tre diverse concezioni del patrimonio culturale (2014).

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti