
L’ultima, in ordine di tempo, è stata Letizia Moratti, che reduce da una sconfitta alle elezioni regionali della Lombardia, ha proposto la formazione di un partito di centro e di giovani. Proposta decisamente ardita.
Ma forse era semplicemente una candidatura per il voto europeo che si terrà nel 2024. Dopo la scomparsa della “balena bianca” molti sono stati i tentativi per la nascita di un partito di centro. Tutti finiti malissimo.
Anche Forza Italia nasce con un’altra connotazione, mettendo insieme tutti i cocci del vecchio centrosinistra, ma con una concezione più tedesca, ovvero di un grande raggruppamento liberal popolare di massa. .
Ma pure Forza Italia si sgretola perchè non passa da formazione proprietaria e padronale ad un vero partito. Cosicche Calenda ci prova. Ma non decolla. E deve unirsi a Renzi. Si chiamano però Terzo Polo e pensano ad altro.
Con le elezioni politiche vinte dalla Meloni e con le primarie che hanno eletto segretaria del PD la Schlein, la forbice si restringe ancora di più. Per ora c’è solo il bipolarismo.
Chi tenta una sortita fa la fine del topo con il gatto. Poi vi è un vulnus enorme per l’ipotetico centro. Non c’è, per ora, il leader. Non c’è un Macron disponibile.
Roberto Caputo

Si diceva, una volta, che “In medio stat virtus”; ma poiché, poi, non è stato chiarito bene il concetto di virtù o meglio le conseguenze del suo operato ad opera di soggetti scarsamente virtuosi, si è preferito agire applicando la praxi della “Conventio ad excludendum” che produce sempre frutti immediati … senza affanni.