
Come accadde per la Guerra Fredda, le questioni più importanti della partita vengono giocate in Europa. Gli Usa, dalla Presidenza Clinton, con manovre economiche e diplomatiche, hanno cercato di impedire alla Russia l’accesso all’Europa. A rendere esplicita questa scelta americana è stato sicuramente l’allargamento della Nato a Paesi dell’Est Europa e dell’ex Urss, che ha circoscritto e indebolito il ruolo di Mosca nel Vecchio Continente.
Ennio Caretto, che è stato a lungo attento ed incisivo corrispondente del Corriere della Sera sia da Washington che da Mosca, identifica nella reazione americana alla fine della Guerra Fredda una delle cause principali del nuovo conflitto politico. I presidenti statunitensi, a cominciare dal già citato Clinton, hanno trattato la Russia come un Paese “sconfitto”, declassandolo sullo scacchiere delle relazioni internazionali. Agendo, cioè, come “superpotenza unica”, gli Usa hanno operato senza badare agli interessi di altri grandi attori internazionali, Russia e Cina in testa. Leggi tutto: http://www.affarinternazionali.it/segnalazioni/non-solo-putin-la-nuova-guerra-fredda/

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