C’è da temere un “salto di qualità”, sciagurato e speculare, da parte dei due schieramenti che sono i perni di questa opaca stagione politica. Centrodestra e centrosinistra non si accontentano più di fare danni. Ora si organizzano per provocare un vero disastro.
A tanto potrebbe portare l’idea balzana, affacciatasi in entrambi i poli, di smuovere le piazze invece di affidarsi serenamente alle urne per risolvere l’attuale non dichiarata crisi.
Nel centrodestra la proposta di una manifestazione contro i magistrati e a sostegno di Berlusconi, dopo essere stata pubblicizzata è stata al momento accantonata: e sarà bene che nessuno la riproponga.
Nel centrosinistra manifestare a favore dei magistrati e contro Berlusconi è una sorta di “ever green” che non tramonta mai, nonostante le sonore sconfitte che ha provocato. Ci sono, per fortuna, timide voci a ricordare che Berlusconi deve essere battuto con il voto e non per via giudiziaria. Ma il richiamo della foresta continua a prevalere: e così sarà fino a quando il PD non sarà riuscito a sanare i contrasti interni decidendo cosa fare da grande.
E’ pericoloso scherzare con il fuoco. Ed è da incoscienti e da ignoranti tracciare con faciloneria parallelismi tra la situazione italiana di oggi e quella di Paesi mediterranei come Egitto, Tunisia e Albania nei quali le lotte per ottenere migliori condizioni di vita si intrecciano con la richiesta di maggiore democrazia. O anche fare paragoni tra il ventennio berlusconiano ed il ventennio fascista.
Da quando vige il “regime” di Berlusconi, legioni di magistrati si sono esercitati nello scovare pentiti che lo accusassero di ogni genere di reati e nell’intentare azioni giudiziarie così come centinaia di docenti universitari ed intellettuali hanno gareggiato nell’ostentare la propria opposizione al “cavaliere nero”. Durante il ventennio mussoliniano i magistrati si tennero a rispettosa distanza anche in presenza di crimini come l’assassinio di Giacomo Matteotti, dei fratelli Rosselli, e del linciaggio di Giovanni Amendola. Mentre fra i professori universitari non riuscirono a raggiungere le dita di due mani coloro che si rifiutarono di giurare fedeltà al regime. Può anche darsi che magistrati, professori e intellettuali di oggi siano più eroici rispetto a quelli di ieri, ma è più credibile che la divisa dell’eroe abbia oggi un prezzo assai più basso.
E se Mussolini ebbe a subire quattro attentati che potevano ucciderlo ( il deputato socialista Tito Zaniboni, la nobildonna inglese Violet Gibson, l’anarchico di Carrara Gino Lucetti e quello misterioso attribuito al quindicenne Anteo Zamboni che non potè dare la sua versione perchè linciato sul posto ) anche Berlusconi è stato più volte aggredito. Ma tutti i giovanotti che hanno tentato di colpirlo o lo hanno offeso in pubblico sono stati fatti passare per picchiatelli, nei processi che ne sono seguiti, da magistrati evidentemente poco inclini a subire il fascino del potere del “tiranno”.
Dunque i paragoni tra la situazione italiana e le dittature non reggono. Noi da tempo la deploriamo e ci viene da sorridere che di mancanza di democrazia parlino soprattutto coloro che hanno forti responsabilità riguardo la nascita della cosiddetta “seconda repubblica”.
Se ne facciano una ragione: dal dovere affrontare le urne non si scappa. Vale tanto per chi vuole continuare a governare quanto per chi vuole subentrare.
Agitare la piazza può servire solo per fare salire il livello dello scontro e pescare nel torbido. Cosa di cui nessuno ha bisogno e dalla quale il Paese ha sempre e soltanto ricavato danni.
P.

Caro P.
non hai usato nessun nome , ma chi ha evocato la piazza ès tato besani dopo le prime notizie delle proteste del nord Africa.
Hai fatto benissimo a evocare chi ha voluto la seconda repubblica,fai nomi e cognomi del referendum segni e chi lo ha sostenuto