E’ semplice per chi giudica con distacco le vicende italiane, non prendendo parte alla guerra per bande in atto per conservare e/o guadagnare nuovi privilegi, vedere cosa sarebbe giusto che accadesse.
Entrambi i protagonisti del duello che si trascina da due anni, che ha stancato tutti e reso ancora più dannosa la cosiddetta seconda repubblica, dovrebbero togliersi di torno.
Per noi, ma anche per loro stessi.
Non ci importa nulla di sapere se il bunga bunga e la casa di Montecarlo presentano profili di carattere penale.
Ci basta sapere che presidente del consiglio e presidente della Camera dei deputati non hanno più il prestigio e nemmeno la serenità per conservare le cariche che attualmente ricoprono.
Il capo del governo è costretto a limitare le sue uscite pubbliche, gli incontri internazionali e, in definitiva l’azione di governo nel timore che qualcosa di imprevisto possa metterlo in imbarazzo.
Ed il presidente della Camera, già in difficoltà a giustificare come abbia svenduto a prezzi stracciati un immobile che una nobildonna aveva destinato a finanziare il suo partito e come abbia mai potuto non sapere a chi lo avesse venduto, non potrà mai essere ritenuto al di sopra delle parti. E’ un leader politico che ogni giorno chiede le dimissioni del governo. Dare e togliere la parola, decidere il calendario, essere consultato dal presidente della repubblica, insomma, dirigere il luogo del confronto tra maggioranza di governo e opposizione richiede non solo di essere realmente imparziale ma anche di non essere sospettabile del contrario.
Naturalmente, ciò che sarebbe necessario non avverrà.
E allora l’unica soluzione ragionevole, politicamente ed anche costituzionalmente corretta, è che si vada a votare senza ulteriori indugi.
Come male minore e per rispetto delle regole democratiche, non perché riteniamo che siano risolutive.
Tutt’altro. Ciò che si profila all’orizzonte è la sublimazione di un altro paradosso italiano.
Dopo anni di roboanti affermazioni sulla introduzione del bipolarismo, sarebbe lecito attendersi un confronto elettorale che porti alla vittoria o del centrodestra o del centrosinistra. E invece no.
O vincerà il centrodestra, oppure la vittoria andrà comunque al centrodestra.
Ci spieghiamo meglio. I costruttori del nuovo polo ( Casini, Fini, Rutelli, Lombardo, ma contano i primi due) affermano di voler rappresentare il vero centrodestra di stampo europeo. Poi, ma nessuno crede loro, dicono anche di puntare ad essere il primo, non il terzo polo.
In realtà sanno benissimo che arriveranno terzi. Ma sperano, per effetto del diverso sistema di ripartizione dei seggi, che dalle urne esca un Senato senza maggioranza. E così sarebbero gli arbitri, alleandosi o con il PDL (con o senza Berlusconi) o con il PD e dintorni.
In ogni caso, perciò, sarebbero loro al dare il segno del nuovo governo. E poiché si definiscono di centrodestra….
Con tanti complimenti al PD, alla sua vocazione maggioritaria, al suo venire da lontano e, soprattutto alla sua incapacità di darsi una forte identità per non scontentare nessuno.
Nicola Cariglia

Caro Giampaolo,
la verità sull’autentico conflitto, strisciante da anni, tra il partito sedicente giustizialista (o sedicente legalitario o manettaro o dei giudici o dipietrista che dir si voglia) ed il partito sedicente garantista (o degli amici degli indagati/condannati o degli avvocati ecc.) la dobbiamo dire tutta e fuori dai denti.
Nota bene che su questo scontro si è fondata la c.d. seconda repubblica o repubblichetta!
Quasi solo su questo.
Sull’ultimo caso giudiziario di Berlusconi, mi permetto di farTi notare che siamo andati un pò oltre al frugare sotto le lenzuola di casa Berlusconi. Veramente oltre.
Caro Nicola,
si va alle elezioni anticipate.
Ma oltre alle possibili alleanze da Te indicate si comincia ad intravedere un’altra.
Magari varrà la pena di dedicarci un nuovo articolo di testa.
Nicola, non metto in dubbio che tu abbia svolto un ragionamento. ma questo sarebbe perseguibile, a mio avviso, se fossimo nella prima Repubblica.
Siamo in vece all’epilogo di una guerra all’ultimo uomo. Chi perde ha chiuso definitivamente.
Non sta a me giudicare se giusto o sbagliato: LA GUERRA è GUERRA, e in guerra vince chi ha sconfitto l”avversario.
A tale proposito non mi stupirei se i legali del Presidente del Consiglio, come “extrema ratio”, denunciassero i magistrati inquirenti di Milano con l’accusa di tentata sovversione contro poteri dello Stato (la Magistratura, nella sua interezza, è solo un ordine). Proprio perché sono coinvolti anche molti capi di stato stranieri. A quanto si sente Putin per primo!
Se questo è possibile, è anche possibile che il tutto venga trasferito in sedi diverse chiamate a giudicare ed allora campa cavallo e speriamo che le minacce fasciste di Bocchino restino tali!
Mercanzin, non si capisce in cosa io sarei in contraddizione visto che il mio commento non fa che sostenere lo scritto di Cariglia.
Le cose che aggiungo sul mondo artistico che conosco e frequento facendone parte sono delle verità che sono incontestabili nell’Italia attuale e non una mia opinione.
Quanto alle offese, chi le fa per primo si aspetti di riceverle indietro, non sono abituato a porgere l’altra guancia.
Paolo sei una contraddizione in termini ed anche offensivo. Questo di solito avviene quando non si hanno argomenti. e non fa onore a chi lo esterna.
Caro Giampaolo (Mercanzin),
la mia non è una proposta “salomonica”, e non mi interessa esprimere sentenze o parametri di responsabilità penale.
Faccio valutazioni solo politiche , di opportunità, e di interesse generale.
Dunque: Fini deve dimettersi perchè non è e non sembra al di sopra delle parti.
Berlusconi perchè non è in grado di governare senza una rilegittimazione POPOLARE.
Del resto, fino a qualche giorno fa, era lui a chiedere e minacciare nuove elezioni.
Ora che al voto lo stanno sfidando le opposizioni, raccolga la sfida, perchè o ha il consenso o non lo ha. E dal momento che c’è una crisi latente che non vede solo chi vuol essere cieco, un presidente responsabile, nell’interesse del Paese, si appella al popolo. Che decide.
Anche il coraggio fa parte degli ingredienti che fanno un buon governante.
Un caro saluto.
Cartoni, sei un emerito imbecille!
Smetti di chiamarmi al femminile.
Nulla da aggiungere a quello espresso dal signor G.Mercanzin:ineccepibile!
“Solo che gli italiani non l’hanno ancora capito” dice Paulette. E lui invece ,che ha capito tutto, non è ancora Presidente del Consiglio dei Ministri…non potremo mai perdonarcelo !
Il commento rivela effettivamente tutta la superficialità e pretenziosità di certe persone , ed un modo di pensare che è la vera causa dell’attuale ,catastrofica situazione . Con una “politica” incapace di gestire al meglio i poteri legislativo ed esecutivo , mentre il potere giurisdizionale deborda dalla propria funzione di “garanzia” pretendendo di fare da “guida”. Catastrofica situazione ,purtroppo , se dovessimo lasciare la nostra libertà in mano ai giudici…o a Paulette 1
Berlusconi DEVE dimettersi non per cosa fa o cosa non fa a letto, ma per il disastro neL quale versa l’Italia da lui guidata!
Punto e basta, idem per Fini che dall’alto del suo scranno dovrebbe dare l’esempio e non fare loschi affari quando la gente comune non arriva a fin e mese!
La cultura é morta in Italia, tutti i teatri e le orchestre stanno chiudendo, finiti per gli artisti i contratti di lavoro a tempo indeterminato, delle magre graduatorie con scadenza triennale e un misero stipendio sono le sole attrattive per chi fa musica oggi in Italia, resta la cassa integrazione o la chiusura totale.
Berlusconi ha tradito l’ideale di libertà, ha fatto fallire l’Italia, DEVE levarsi dalle scatole.
Solo che gli italiani non l’hanno ancora capito.
Secondo me Nicola questa proposta salomonica non può funzionare. Perché diverse sono le questioni.
Una Berlusconi sta “soffrendo da 17 anni pesanti e inopportune, secondo me intercettazioni e verifiche ispettive su di se e le proprie aziende, molto spesso andate a vuoto nonostante il dispendio di energie e di denaro pubblico profusi dagli antagonisti. Le ultime “extrema ratio” sono state quelle di frugare solle le lenzuola, a cominciare da Villa Certosa dove si vedono capi di Stato e di Governo in costume adamico, al solo scopo di nuocere a lui, ma di fatto nuocendo all’Italia.
Queste SCOPERTE sono state sbandierate ai quattro venti senza ritegno e dovrebbero far mettere alla gogna Non lui che in PRIVATO ( non in piazza duomo a Milano) ha fatto tutto quello che si fa anche nelle migliori famiglie, con la differenza che di queste ci si guarda bene dal parlare. E quersti scagliano pietre anche se cono pieni di peccati.
Berlusconi poi rappresenta un GOVERNO che per sua natura è DI PARTE e non di UNITA’ NAZIONALE.
Fini al contrario, eletto nella lista BERLUSCONI PRESIDENTE, è la terza carica dello Stato ed è uscito “sua sponte” dalla maggioranza (lo sanno tutti che non è stato cacciato), tradendo il mandato ed il programma su cui si era impagnato e diventando DI PARTE quando invece DEVE essere SUPER PARTES. La disavventura Montecarlo è solo lo zuccherino sulla torta.
Berlusconi ha ottenuto 4 QUATTRO fiducie consecutive e quindi sarebbe solo un suo atto di volontà di rimettere il mandato, che però lo indebolirebbe agli occhi dell’opinione pubblica che ancora sostiene il suo Governo.
Mi rendo conto che la situazione è grave, ma deve fare UN PASSO INDIETRO solo la parte che ha scatenato questo putiferio, compresa una magistratura oggettivamentre schierata.
A me meraviglia che, con quanto di pericoloso sta succedendo nel mondo, l’interesse dei nostri media e network “provinciali”, continui questa tiritera solo perché i suoi interessi (non ultimo lo scontro sul federalismo fiscale) sono grave pericolo!