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Non saremo più indifferenti davanti a zingari felici

E’ vero siamo stati indifferenti e muti davanti al degrado di se stessi, davanti al furto, davanti alla mala educazione coatta per bimbi, davanti allo spargimento di sporcizia, davanti all’occupazione degli spazi urbani.

di Giuseppe Mele | 10 Giugno 2019

E’ vero, l’indifferenza uccide e lascia soli i più indifesi, lo dice il papa e pure il presidente.

La vecchia macerata e tatuata, puzzolente stava lì cavalcioni dei suoi pacchi tenuti sotto controllo delle ampie gonne sotto le quali custodiva chissà quali refurtiva portatale da una miriade di nipotini. Nell’indifferenza di tutti le era stato fatto il vuoto attorno, attorno ai quattro posti che occupava. E solo l’indifferenza restava agli altri che viaggiavano con lei , pena danni ulteriori.

I bimbi abbronzati a chiazze oltre ogni dire, in abiti più larghi dei loro corpicini ruotavano come un corpo di ballo ed una giostra insieme, correvano e frugavano, a raffica ed a fila indiana e si insinuavano con le braccine sotto le giacche e sotto le gonne, dentro gli abiti e dentro i pantaloni, non temendo di far scaturire code di paglia di pedofili e la gente a coppie o scoppiata, si irrigidiva muta, come difensore fa con lo sguardo acuminato sull’attaccante che però con i movimento fa velo al collega nel colpo di destrezza. A coppie e scoppiata la gente restava indifferente alla propria sorte, perché troppo scandalo sarebbe stato urlare ed indicare e denunciare al ladro.

Semizoppicante, ma ben organizzato con un trolley artigianale di fortuna, neocarrettino con carillon di due secoli fa, si avvicina ai grossi bauli deformi dalle forzature esercitate e fruga nella melma, nella spazza, nella merda alla ricerca di un che di  recuperabile, di un bastone d’ombrello, di ferraglie e sminuzzaterie. Chi aveva differenziato, raccolto in tanti plichi ordinati le pile con le pile, il vetro con il vetro , la carta con la carta, chi si era chinato sottomesso allo slogan, alla pubblicità, all’appello, alla prece vede i bei pacchi precisi rotti, scombussolati, svuotati nella ricerca spasmodica che tutto sparge intorno. Ed indifferente il cittadino guarda il dispregio per le sue accortezze che ogni comportamento che non fosse indifferente rischierebbe di farsi violento.

Nella lotta per mostrare la gamba invalida, la merce contraffatta o rubata, la mano che si protende nella richiesta, la pianola che usa con accompagno stereo, gli spray altamente ammoniacati che dipingono  a vivaci colori l’entrata di un ristorante a buon mercato, si accapigliano stirpi diverse di diverso colore, di diversa lingua ed occupano sempre più spazi fino al lago delle buche piene d’acqua piovana. Indifferenti passano oltre coi piedi che si bagnano tra gli spazi occupati e le onde create dal passaggio del traffico.

Nulla voglio dire degli indifferenti passanti su quel corpo di bimba steso lì ad asciugare e ogni poco stuprato da uno degli amici fornitori, di passaggio. Fino alla fine, indifferenti, passanti, stupranti, spaccianti.

E’ vero siamo stati indifferenti e muti davanti al degrado di se stessi, davanti al furto, davanti alla mala educazione coatta per bimbi, davanti allo spargimento di sporcizia, davanti all’occupazione degli spazi urbani. Non abbiamo reagito, urlato, impedito, colpito. Abbiamo donato l’oscurità dell’indifferenza in cui il tristo prospera, non abbiamo fatto luce perché ci faceva schifo, lo schifo.

Grazie papa e presidente, da ora denunceremo e vedremo anche degli zingari infelici

Giuseppe Mele

Pubblicato in : EditorialeTag: danni, mercato, movimento, slogan, usa

Info Giuseppe Mele

Studi tra Bologna, Firenze e Mosca.Già attore negli ’80, giornalista dal 1990, blogger dal 2005. Consulente UE dal 1997. Sindacalista della comunicazione, già membro della commissione sociale Ces e del tavolo Cultura Digitale dell’Agid. Creatore della newsletter Contratt@innovazione dal 2010. Direttore di varie testate cartacee e on line politiche e sindacali. Ha scritto Former Russians (in russo), Letture Nansen di San Pietroburgo 2008, Dal telelavoro al Lavoro mobile, Uil 2011, Digital RenzAkt, Leolibri 2016, Renzaurazione 2018, Smartati, Goware 2020,Covid e angoscia, Solfanelli 2021, Il Male assoluto sullo schermo 2022.

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