• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

“NON SANNO QUELLO CHE DICONO”

È ora di iniziare a smontare la retorica della sinistra italiana su Israele. Girovagando in rete mi sono messo a condensare tutti i “capi di accusa” che la sinistra porta come argomentazioni, quelli che qualsiasi obnubilato mentale ripete a pappagallo senza saper rispondere né argomentare. Non ci vuole molto: basta districarsi un minimo tra norme e sentenze, e lasciare la propaganda ideologica dove merita di stare, nel cesso, tirando la catena. Cominciamo dal mantra “lo dice l’ONU”. No. A parlare è una commissione d’inchiesta del Consiglio per i Diritti Umani. Indaga, raccoglie materiale, scrive rapporti. Non è un tribunale, non emette sentenze, non rappresenta l’intero sistema ONU in modo vincolante.

di Piero Terracina | 18 Settembre 2025
Una riunione della Corte Internazionale di Giustizia

È ora di iniziare a smontare la retorica della sinistra italiana su Israele. Girovagando in rete mi sono messo a condensare tutti i “capi di accusa” che la sinistra porta come argomentazioni, quelli che qualsiasi obnubilato mentale ripete a pappagallo senza saper rispondere né argomentare. Non ci vuole molto: basta districarsi un minimo tra norme e sentenze, e lasciare la propaganda ideologica dove merita di stare, nel cesso, tirando la catena.

Cominciamo dal mantra “lo dice l’ONU”. No. A parlare è una commissione d’inchiesta del Consiglio per i Diritti Umani. Indaga, raccoglie materiale, scrive rapporti. Non è un tribunale, non emette sentenze, non rappresenta l’intero sistema ONU in modo vincolante. Spacciare “l’ONU ha deciso che è genocidio” significa confondere un atto investigativo con un verdetto.

Poi arriva la checklist della Convenzione del 1948. La lista non basta. Il genocidio in diritto regge su un punto preciso: l’intento di distruggere un gruppo in quanto tale. Senza questa prova, anche fatti atroci rientrano in altri crimini gravissimi. Non è la sommatoria dei danni a fare il genocidio, è la dimostrazione dell’intenzione di annientare un popolo.

Altro equivoco: “la Corte farà suo il rapporto”. Non funziona così. La Corte Internazionale di Giustizia valuta prove, memorie, perizie, testimonianze, poi decide. Finora non esiste alcuna sentenza che accerti un genocidio a Gaza. Esistono misure provvisorie, freni d’emergenza mentre il caso è aperto, che scattano quando il rischio è plausibile, non quando la colpa è provata. Scambiarle per condanne è un trucco da megafono.

Attenzione anche al gioco delle tre carte tra la Corte Internazionale di Giustizia e la Corte Penale Internazionale. Sono binari diversi. La prima riguarda le controversie tra Stati, la seconda persegue responsabilità penali individuali. Confonderle serve a cucire una narrativa, non a capire il diritto.

Capitolo Italia. “C’è la legge sul genocidio, siete complici, ergastolo per tutti”. La legge è severa, ma non è un interruttore morale. Per applicarla a decisioni di politica estera dovresti dimostrare che chi decide agiva con la consapevolezza e l’intento di contribuire alla distruzione di un gruppo. In mezzo ci sono immunità, regole sulle esportazioni, responsabilità di governo. Urlare “complicità” fa scena, ma non fa prova.

Infine l’accusa che l’Italia continui a fornire armi per il genocidio. Realtà contro slogan. È stato annunciato lo stop a nuove licenze e la revisione di quelle pregresse. Restano discussioni su componenti, subforniture, contratti già firmati. Ma trasformare tutto questo in “rifornimenti per il genocidio” è un salto logico senza rete. Le parole pesano, soprattutto quando si evoca il reato più infamante di tutti.

Il punto è semplice. La guerra è orrore, le responsabilità sono pesanti, le vite civili vengono prima di ogni schieramento. Ma genocidio non è un cartello da corteo. È un capo d’imputazione rarissimo, che pretende la prova dell’intento di distruggere un popolo. Agitarlo come clava ideologica non salva nessuno, non libera ostaggi, non accorcia la guerra. Serve solo a polarizzare e a illudere i già convinti.

Se vogliamo stare ai fatti e non alla liturgia militante, una commissione accusa e Israele respinge, la Corte ha applicato misure cautelari ma non ha accertato il genocidio, il binario penale segue altri capi d’imputazione, in Italia esiste una cornice penale severa ma la soglia probatoria è altissima. Il resto è teatro.

E qui sta la verità scomoda. Chi abbraccia la retorica facile cade sempre nelle stesse fosse, con l’ignoranza giuridica travestita da etica lampo. Se davvero aspettano di vedere Israele sul banco degli imputati per genocidio, dovranno esercitarsi in una virtù ormai fuori moda: la pazienza. Tradotto in chiaro, parecchi benpensati dovranno arrivare all’età di Matusalemme per vederlo.

Piero Terracina

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: attacco a gaza, Convenzione del 1948, corte internazionale di giustizia, genocidio, israele, Onu, Palestina

Info Piero Terracina

Mi chiamo Piero Terracina, ho 70 anni, lavoro nel campo delle chitarre dal 1979 e sono un punto di riferimento per molti musicisti.

Ma questa è solo una parte di ciò che sono.

Sono ebreo, panteista, visionario. Non appartengo a nessuna corrente politica, assolutamente apartitico.

Da cinquant’anni studio storia, politica ed economia. Non per mestiere, ma per necessità. Perché capire il mondo non è un passatempo: è un dovere. Scrivo per onestà intellettuale, per rimettere ordine dove il pensiero si è fatto confuso, omologato, pigro.

Non ho mai accettato verità impacchettate né morali a comando.
Credo nella responsabilità personale, nel dubbio, nella tradizione, nella libertà del pensiero critico.
Non appartengo a nessuno. E non scrivo per piacere: scrivo perché tacere, a volte, è peggio che sbagliare.

Da me troverai solo lavori fatti con le mani e idee scolpite con la testa.

Senza slogan. Senza bandiere. Solo ciò che penso. Solo ciò che faccio.

A settembre 2026 ho fondato il sito Volo Radente (www.voloradente.eu) dove pubblico i miei articoli riprodotti anche su Pensalibero.it

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti