
Bombe e ancora bombe, fame e malattie per completare lo sterminio dei palestinesi a Gaza da parte dello Stato di Israele.
A questo si aggiungono le dichiarazioni insopportabili e orripilanti di un ministro israeliano sugli “affari immobiliari che si potranno fare con gli USA”, “una miniera d’oro” su cui speculare, una volta che Gaza sarà ridotta definitivamente ad un deserto di polvere e di sangue su cui costruire villaggi turistici di lusso e stabilimenti balneari.
Israele fa tutto questo perché ha il sostegno di Trump e degli USA, mentre il sempre ossequioso Tony Blair collabora personalmente e con il suo istituto alla progettazione del day after per Gaza.
L’Europa finge di mettere le sanzioni.
Sono sanzioni a salve che non sposteranno di un millimetro la volontà dello Stato di Israele di proseguire nella strage dei palestinesi; sanzioni inefficaci e quindi ipocrite.
Nei titoli dei giornali si legge che nelle Marche è in corso un duello tra Meloni e Schlein. Benissimo.
Ma vorrei che al centro dello scontro l’opposizione mettesse proprio il genocidio in corso a Gaza.
Occorre insistere affinché, oltre alle sanzioni, il governo italiano, così come ha fatto quello spagnolo, affianchi il Sudafrica nell’accusa di genocidio alla Corte Internazionale di Giustizia.
Come abbiamo scritto ieri occorre far valere la legge Moro del 1967 e chiedere che vengano incriminati tutti coloro che collaborano con Israele al genocidio dei palestinesi.
Ci sono questioni come lo sterminio di un popolo che chiamano in causa la coscienza delle persone e che impongono la nettezza delle posizioni come una legge morale che viene prima di ogni atto politico e che prescinde da ogni altra meschina considerazione.
Enrico Rossi

Lascia un commento