E’ venuto a trovarmi un coetaneo, vecchio attivista del PCI, con il quale attaccavamo i manifesti nelle campagne elettorali, organizzavamo le manifestazioni contro i bombardamenti americani sul nord-Vietnam, facevamo servizio d’ordine alle Feste dell’Unità.
Uno che si è fatto il percorso pci-pds-ds-pd,,che non scelse Rifondazione e non ha seguito Bersani quando ha lasciato il PD.
Uno che leggeva un giornale solo: L’Unità. Che la Domenica diffondeva nelle case del nostro borgo.
Anche Repubblica era per lui fuorviante con i lunghi soliloqui di Scalfari e gli attacchi ai partigiani pubblicati dall’altro editorialista.
Mi ha incontrato per dirmi, come ha detto lui “guardandoti negli occhi”, che la lista civica è uno sbaglio, rompe l’unità del partito: ” tu vieni meno ad uno dei principi che per noi erano sacri. l’unità” e toglierai i voti a Nardella facendolo perdere a vantaggio della destra.
Caro compagno X, ho l’impressione che tu sia rimasto al Pci, nemmeno quello di Berlinguer, ma il Pci monolitico, quello del centralismo democratico: quando non siamo d’accordo? Allora si vota ,chi va in minoranza si adegua.
Molta acqua è passata sotto i ponti, il Pci si è sciolto, i partiti tutti, sono stati asfaltati..
Ora abbiamo, da qualche anno, i comitati elettorali dei Leader che hanno sostituito partiti, iniziò Berlusconi, a ruota Di Pietro, Casini, Fini, Craxi e infine Matteo Renzi.
Che buon ultimo si prese tutte le colpe che nell’ordine cronologico spettavano ad Occhetto, Veltroni e altri.
No compagno X, il Pci non c’è più, e l’eredità non l’ha raccolta nessuno, tantomeno questo PD.
E’ un bene o un male ? non lo so..
Ma come disse il Bartoli Ermanno aprendo la riunione della sezione di Pagnana “la situazione è quella che è, e nessuno ne può venire meno”.
Non ho condiviso i metodi della gestione, ne le scelte illiberali, del governo Renzi.
Non ho obblighi verso questo partito-
Bada bene, ho presente che c’è di peggio rispetto al governo Renzi, è il caso del governo Salvini, dove la violenza delle azioni in qualsiasi direzione rivolte non promette nulla di buono.
Ma veniamo alle elezioni di maggio a Firenze e alla lista civica che io appoggio.
Chi darà il voto a Punto e a Capo non voterebbe Nardella ne il pd, in quanto siamo e ci presentiamo distinguendosi con un proprio programma, un nostro candidato sindaco.
Il PD è con il suo 18% nazionale, ad oggi, un partito di centro (l’elettorato di sinistra in gran parte se nè ito il 4 marzo).
Un partito di centro che, in attesa del congresso, non ha deciso se “allearsi ” con la sinistra o continuare a fare l’occhiolino a Berlusconi con il quale si sente più affine. Sarà il congresso a deciderlo.
Nardella dal canto suo sembra l’Arca di Noè, sta imbarcando di tutto di più, non distingue, appare molto agitato, non si capisce se è un candidato che agirà in piena autonomia, legato solo agli impegni programmatici presi con i fiorentini….o è ancora Renzi-dipendente.
Comunque grande rispetto per la persona.
Punto e a Capo non si candida contro di lui ma per Firenze.
Quindi caro compagno X non ci sono traditi e traditori, il mondo è cambiato, si sono affacciate forme nuove di partecipazione alla vita politica, non tutte sbagliate altre dannose addirittura fascistoidi.
Io non lascio i miei ideali e i miei sogni per un mondo migliore, lascio invece i dogmi che non mi appartengono più. Ho fatto errori che riconosco…..e quindi coerentemente con me stesso e i miei valori, avanti con Punto e a Capo.

Una città che per percorrere 1 km ci sono cinque sei semafori… E nessuna rotonda… Ti rendi conto che qualcuno ci ha speculato sopra e mi fermo qui.