• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Non facili problemi per il ministro Bonafede

Ci sono strade praticabili da percorrere subito e a basso costo per l’Amministrazione.

di Domenico Alessandro de'Rossi | 22 Ottobre 2018

In questi giorni si commentano le dichiarazioni del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Certo non sono facili i problemi da risolvere: specialmente quelli riguardanti le carceri e la loro amministrazione. Gettate alle ortiche le varie quanto appariscenti iniziative del precedente Governo in materia – la riforma dell’Ordinamento penitenziario e gli Stati generali della giustizia[1] – oggi come ieri, si tratta nuovamente di affrontare il mai risolto aspetto del sovraffollamento nelle galere. Arrivato ormai ad oltre sessantamila presenze, a fronte di una capacità effettiva di accoglienza di circa cinquantamila detenuti, il “sistema” mostra sempre più la sua incapacità di accoglienza e gestione sotto diversi punti di vista.  Il ministro è partito col piede giusto quando con l’atto di indirizzo 2019[2] così si è espresso: “…Per fronteggiare in modo adeguato il fenomeno del sovraffollamento degli istituti e per garantire dignitose condizioni di vita alle persone detenute, è indispensabile attuare un piano per l’edilizia penitenziaria che preveda la realizzazione di nuove strutture, l’ampliamento ed ammodernamento delle attuali, nonché la nuova destinazione di edifici dismessi…”. In teoria, tutto bene se non dovessimo fare i conti con la realtà. Peccato che questa mal si coniughi con le scarse risorse finanziarie in cui versano le casse dello Stato. Peccato che oltre ai giganteschi problemi collegati ai tempi di attuazione (dieci/quindici anni) e ai costi dell’ennesimo Piano carceri -“Vaste programme” avrebbe detto De Gaulle – esso dovrebbe articolarsi tra criteri di nuova concezione, nuova progettualità, approvazioni, finanziamenti ministeriali, bandi, gare di appalto internazionali, costruzioni e…quando possibile, finalmente i collaudi. Tutto ciò per non parlare del personale, sanitario, amministrativo e della Polizia penitenziaria, delle nuove figure professionali di sostegno e di tutta una serie di provvedimenti burocratici necessari allo snellimento delle procedure per mettere in moto la “macchina”. Non vogliamo essere pessimisti a priori sul futuro delle scelte politiche, alle quali auguriamo rapida attuabilità nell’interesse della giustizia,  ma riteniamo che uno sguardo alla realtà non farebbe male viste le condizioni nelle quali versano, non da oggi, i detenuti nelle carceri italiane. Nel nostro primo libro del 2011 e soprattutto nell’ultimo del 2015[3] – anche prima degli Stati generali voluti dal ministro Orlando – abbiamo indicato con chiarezza strade, percorsi, problemi e azioni da intraprendere in modo sistemico e sistematico perché l’Amministrazione penitenziaria si dotasse finalmente di un efficiente Centro di Coordinamento interdisciplinare[4]. Un nucleo operativo per gettare le basi, quanto meno, per un Piano carceri attento alle diverse tematiche che coinvolgono le questioni della pena, in pari tempo l coinvolgendo i privati, le aziende, il Terzo settore, per i diritti umani nella logica del lavoro come occasione per la ristrutturazione comportamentale e dell’autostima del detenuto. Sporadiche proposte, troppo spesso disarticolate da un disegno generale sono state avanzate e talvolta realizzate, senza peraltro fare sistema come sperato. Questo, infatti, il difetto più grosso rispetto alla complessità del gigantesco apparato penitenziario. In attesa che si realizzino i vasti programmi c’è gente dietro le sbarre che preme oggi – non domani – che chiede umanità, rispetto, regole, iniziativa, merito (!), opportunità di “rinascita”, speranza di vita dopo la pena, reinserimento sociale. C’è anche una CEDU[5] in Europa che osserva e che prima o poi richiamerà l’Italia ai suoi doveri…A ben vedere ci sono strade praticabili da percorrere urgentemente, a basso costo per l’Amministrazione. Azioni che, se attuate con sistematicità ed efficienza organizzativa da un management preparato e da tecnici competenti, potrebbero risolvere in tempi ragionevoli buona parte dei problemi attuali della detenzione. Perseguendo il primario criterio di economicità mediante il recupero sistematico dei padiglioni esistenti – non utilizzati per obsolescenza tecnologica e disfunzionalità prestazionale – si potrebbero riconvertire per altri scopi gli edifici storici[6] non più adatti, destinandoli ad altre funzioni di utilità sociale, impiegando direttamente la mano d’opera dei detenuti disposti a lavorare, operando una formazione professionale continua indirizzata allo scopo[7]. Tutto questo per recuperare subito oltre sei/settemila posti per rivedere integralmente il principio delle camere di detenzione aperte e la cosiddetta vigilanza dinamica. II tal modo, oltre al cospicuo risparmio di denaro, si andrebbe incontro ad una formazione professionalizzante atta ad offrire lavoro per il detenuto, togliendolo finalmente dall’inumana condizione di passività e inazione. Costituendo così di fatto il primo vero baluardo alla recidiva.

Domenico Alessandro De Rossi

 

[1]  Dell’indifferenza e della inutilità di quel “sinodo” ne costituisce più di una prova il nuovo penitenziario di Nola, l’ultimo progetto approntato dal DAP ispirato alla cosiddetta nuova concezione promossa dagli Stati generali: un moderno ed efficiente nuovo lager per circa 1400 persone pensato male per una regione già fin troppo provata.

[2]  4.2) Edilizia penitenziaria e giudiziaria.

[3] Non solo carcere, norme storia e architettura dei modelli penitenziari – AA.VV. a cura di D.A. De’ Rossi – Mursia editore, Milano 2016

[4]  Op.cit pag. 112

[5] Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

[6] Castelli medievali, conventi e altri manufatti storicamente importanti e significativi posti nei centri storici delle città italiane

[7] Op.cit pag.108 e segg.

Pubblicato in : EditorialeTag: 2011, amministrazione, anni, architettura, carceri italiane, conti, costi, europa, futuro, governo, lavoro, merito, milano, persone, polizia, provvedimenti, punti di vista, sostegno, speranza

Info Domenico Alessandro de’Rossi

Architetto e urbanista, già docente di Pianificazione territoriale, costiera e portuale alla facoltà di Ingegneria dell’Università del Salento. Nel 2005 è stato chiamato dal governo della Libia per la pianificazione del nuovo Programma Penitenziario conforme alle disposizioni dei Diritti umani sotto il patrocinio delle Nazioni Unite coordinando docenti universitari e professionisti per il Piano nazionale delle carceri dello Stato per oltre 6000 detenuti. E’ responsabile nazionale dell’Osservatorio LIDU onlus (Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo) “Persone private della libertà” e cofondatore del “Tribunale Dreyfus”, organizzazione per la difesa della giustizia giusta. Ha curato e scritto il libro “NON SOLO CARCERE”, Mursia ed. 2016

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti