
(fonte Wikimedia Commons)
Un cretino vanesio proveniente dal gossip un giorno prende a credersi un giornalista. Gli affidano dei programmi ultratrash in cui fa la parodia del “cronista scomodo”.
Maneggia materie delicate e rischiose (tipo guerra e mafia) con la superficialità di un oligofrenico. Si fa pure venire un coccolone mentre amoreggia, a Mosca, con la peggiore feccia della propaganda putinista.
Alla fine pesta un merdone con un mezzo mitomane dagli ambigui legami con Cosa nostra. A quel punto programma sospeso.
Breve interludio da martire della libera informazione. E poi pronti via per ritornare in Rai.
Una parabola che più italiana non si può.
Stefano Pillitteri
(ANSA) “La7 ha deciso di sospendere la produzione del programma “Non è l’Arena” che da domenica prossima non sarà in onda. Lo rende noto la stessa emittente, che “ringrazia Massimo Giletti per il lavoro svolto in questi sei anni con passione e dedizione”. Massimo Giletti rimane a disposizione dell’azienda.
“Tutto si chiarirà al momento giusto”. Così Massimo Giletti commenta con l’ANSA la nota de La7 che annuncia la sospensione di Non è l’Arena. “Ognuno ha la sua versione. Non voglio aggiungere altro, non parlo, penso solo ai miei, ai 35 che lavorano con me e si ritrovano ora sbattuti fuori dopo 6 anni. Io ho le spalle larghe, penso solo a loro”. Quanto alle voci di perquisizioni spiega: “E’ tutto falso, non c’è stata nessuna perquisizione nella mia abitazione. Nessuna notifica delle forze dell’ordine, nulla di nulla. Del resto era tutto facilmente verificabile e riscontrabile” NNN

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