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Non difendere la sovranità nazionale è accettare l’arroganza della Merkel e del quotidiano inglese Financial Times

di Domenico Civitano | 17 Dicembre 2012

L’Unione europea, fortemente voluta dall’Italia, ha indebolito l’orgoglio della sovranità nazionale. L’Italia, infatti, sembra una nave in mare agitato, senza una rotta da percorrere, una meta da raggiungere per assenza di timoniere.

A determinare disorientamenti e incertezze su come superare le intemperie economiche e l’instabilità politica èla Germaniala cui Cancelliere Merkel ha voluto fare dell’Italia una colonia da guidare economicamente e soprattutto politicamente.

La Merkelè riuscita a liberarsi di Berlusconi perché la contrastava nel disegno egemonico dell’Unione Europea. Poi ha ottenuto la formazione di un governo di suo piacimento.

Tutto ciò è stato possibile per il clima politico belligerante vigente in Italia tra destra e sinistra, tra destra e magistratura ed essenzialmente tra destra e Capo dello Stato.

Con la “Sovranità nazionale” s’è perduta anche la “democrazia” con la presenza del Governo Monti non legittimato dalla volontà popolare.

Con il Governo dei Tecnici l’Italia oggi è veramente sull’orlo del baratro. La crisi economica è al massimo stadio. Il numero dei disoccupati è aumentato di un milione. Il debito pubblico è aumentato, nonostante la pressione fiscale abbia raggiunto il massimo livello di sopportabilità. Le imprese continuano a chiudersi. L’edilizia è ferma. E’ altissimo il numero delle famiglie italiane che non riescono a pagare l’IMU.

Il Professor Mario Monti ha salvato i poteri forti e ha schiavizzato il ceto medio e medio basso. Non si giustifica il silenzio dei politici della sinistra sui responsabili di tanta sofferenza da parte dei lavoratori ridotti alla miseria. Il PD è tutto preso dalla vittoria di Bersani su Renzi alle primarie per indicare il premier della sinistra alle votazioni del 2013.

Riprovevole è il comportamento di tutti i politici che giustificano il lavoro svolto dal governo Monti. Si può stendere un velo su Casini e più ancora su Fini, i quali senza Monti sono fuori gioco. Difficile è capire l’atteggiamento dei parlamentari Pisanu, Frattini, Mantovani favorevoli a un Monti bis come danno a intendere con i loro atteggiamenti.

Oggi a dimostrare che con Monti non si può andare avanti è Berlusconi, piaccia o no a tutti gli avversari di sinistra, di centro e di destra. Non si può giustificare l’ipocrisia di chi dichiara fedeltà a Monti e auspica una fine politica immediata.

E’ mortificante che un italiano che si chiami Berlusconi o pinco pallino qualsiasi sia offeso da uno straniero che si permette di scrivere contro il cittadino Berlusconi: “ E’ senza pudore, la smetta di giocare con l’Italia”. Poi continua: “E’ assurda la decisione di candidarsi alle prossime elezioni”. E’ altrettanto assurdo il tentativo di far cadere il governo Monti sostiene questo signore inglese più stalinista del più estremista comunista stalinista che la storia individuerebbe. Tutto ciò è scritto sul giornale quotidiano britannico “Il Financial Times”.

Le frasi diffamanti sono intolleranti e nessun politico o magistrato sente il bisogno civico di denunziare l’editorialista di tale giornale. E in Italia è agli arresti domiciliari un direttore di giornale per aver pubblicato un articolo, non scritto da lui, che conteneva una frase diffamatoria.

Codesto signore inglese vuole fare capire che è il portavoce dei comunisti e dell’intera sinistra italiana. Questi finisce l’articolo augurando una netta vittoria di Bersani alle prossime votazioni per fare le riforme di cui l’Italia aspetta da qualche tempo. E’ strano che tal signore non avverta il bisogno di chiedere la nazionalità italiana, poiché pare che trascorra molto tempo in Italia, in modo da votare il suo preferito politico.

Pubblicato in : Primo piano

Info Domenico Civitano

Nato a Bitetto (Bari) nel 1932. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Bari. Socialista del PSI da giovanissima età a seguito lettura della triste fine di Giuseppe DÌ VAGNO. Sempre Nenniano e Craxiano. Vice Segretario Provinciale PSI. Dal 1957 Segretario della Sez. PSI di Bitetto. Anticomunista. Membro di Commissioni Amministrative provinciali, Vice Sindaco nel Comune di Bitetto.

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