• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Non c’è solo l’emergenza pandemia

Ci sono dossier aperti e mai chiusi: Alitalia non riesce a pagare gli stipendi, Ilva a che punto è? Per Atlantia, quanti miliardi incasseranno i Benetton con buona pace di Toninelli? Cosa cambia con Stellantis nell’automobile? E la fibra unica?

di Beppe Facchetti | 20 Gennaio 2021

Visto che ormai la crisi politica c’è, sarebbe bene profittarne per mettere ordine all’economia, perchè il capitolo pandemia è “solo” la parte  emergenziale di problemi ben più grandi e profondi. Non bastano i  miliardi europei, occorre il fai da te.

Ci sono dossier aperti e mai chiusi: Alitalia non riesce a pagare gli stipendi, Ilva a che punto è? Per Atlantia, quanti miliardi incasseranno i Benetton con buona pace di Toninelli? Cosa cambia con Stellantis nell’automobile? E la fibra unica? Ma soprattutto ci sono le debolezze strutturali non solo economiche (vedi orrende gestioni nella giustizia e nella scuola). La politica, impegnata a distribuire le colpe sempre a qualcun altro, in questi giorni ad uno solo, dovrebbe occuparsene alla grande, vaccinazioni e Europa assistendoci sul resto. Il punto è che sul futuro incombe una somma di questioni: quelle nuove introdotte dalla pandemia (non sprecare i miliardi che arriveranno) e quelle vecchie che già c’erano (e qui occorrerebbe una cultura né populista né sovranista). Quando il lockdown di primavera ci diede la dimensione della tragedia, il primo pensiero corse giustamente ad uno dei nostri mali, la burocrazia, e si varò una piccola legge di semplificazione innanzitutto per sbloccare i cantieri. Ebbene, ad oggi non sono ancora uscite le decine di decreti attuativi, non è stato nominato un solo commissario, e l’elenco delle opere da velocizzare è arrivato solo pochi giorni fa. Non si crea lavoro, così.

Quando il grande sconquasso è cominciato, dovevamo ancora recuperare 4 dei 10 punti persi nella crisi del 2008. In 10 mesi siamo caduti da -4 a -13! Per tornare al felice (?) 2008, quanti anni ci vorranno e dove sarà arrivato il resto del mondo con cui competiamo? La ricchezza individuale di ogni italiano a parità di potere di acquisto nel 1995, era 9 punti sopra la media europea, già prima di questa catastrofe era scesa a 10 punti sotto la stessa media (delta: -19 punti). Nel primo semestre 2020, secondo Bankitalia, c’è stata la più drastica caduta dei redditi degli ultimi 20 anni: -8,8 (nella precedente crisi era stata -5,2). Come hanno reagito gli italiani, lo sanno bene commercianti, ristoratori e albergatori: tagliando del 9,8 i consumi. Stiamo parlando di valori medi, dentro i quali c’è il dramma delle diseguaglianze. I redditi bassi non possono reagire risparmiando (unico dato in crescita dal 2,8 al 9,2) e lasciano cadere il tenore di vita sotto quello vitale.

Per scalare queste montagne la ricetta è la crescita, è persino banale dirlo, e in un quadro di finanza pubblica in cui le imposte, quando non sono rinviate, crollano, l’unico modo per reagire è quello di far crescere il numeratore. Ma anche qui: la produttività del lavoro per ora lavorata, dal 1995 al 2019 pre crisi è cresciuto del 7%, contro il 26% dell’eurozona| Un disastro, nell’era dell’innovazione. Nella prima versione del recovery plan, la risposta pavloviana a questi problemi era stata una smisurata dose di sussidi. Ora, al netto delle polemiche e della crisi politica, sembra si siano salvati 147 miliardi in conto capitale, ma la quota-bonus è ancora troppo alta e si mette troppo poco  sull’innovazione, abbassata di 10 miliardi. E per fortuna che su sanità, sciaguratamente senza Mes, e su cultura (non però sui giovani), l’aspro dibattito politico ha spostato risorse. Sono questi i motivi che spingono gli osservatori neutrali (vedremo l’Europa) ad affermare che il piano non ha un’anima, non si capisce dove va. Manca appunto la politica, che dal 2018 non ha una linea.

E non è finita: il debito è ormai al 160% del prodotto ed è coperto dalla BCE con emissioni a costo basso non infinite. Abbiamo un fabbisogno annuo di 250 miliardi e 170 li dà Francoforte. Ma la macchinetta stampasoldi non si ferma:  in finanziaria 66 miliardi di deficit aggiuntivo, dopo i 150 del 2020 e altri 100 già stanziati per il prossimo quadriennio. Il quarto decreto ristori (pessima parola da decrescita felice) vale 32 miliardi, anche per rinviare tasse e licenziamenti, che nessuno ha fatto in Occidente (nell’USA di Trump, 10 milioni di licenziamenti) perchè sta accumulandosi una bomba atomica sociale.

Forse non basta essere costruttori.

Beppe Facchetti

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, bce, conto capitale, crisi, europa, eurozona, finanziaria, francoforte, futuro, giovani, lavoro, mondo, populista, sanità, scuola, sussidi, tasse, tenore di vita, usa

Info Beppe Facchetti

Beppe Facchetti è stato deputato al Parlamento e responsabile economico del PLI. E’ attualmente vicepresidente di Confindustria Intellect, che federa le associazioni della comunicazione e della consulenza.

Ha sempre lavorato, in aziende, associazioni e istituzioni, nell’ambito della comunicazione d’impresa, materia che ha insegnato all’Università di Perugia e attualmente di Milano. Editorialista di politica economica per “L’Eco di Bergamo”, ha ricevuto nel 2015 la medaglia dell’Ordine per 50 anni di attività pubblicistica. Già membro della Giunta esecutiva dell’ENI, vicepresidente di Sacis Rai, ASM Brescia. Consigliere comunale, provinciale di Bergamo, candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti